Venerdì, 24 Settembre 2021
Nuovi napoletani

Opinioni

Nuovi napoletani

A cura di Vincenzo Sbrizzi

Storie di essere umani che sono arrivati a Napoli per vivere una vita migliore e che la città ha accolto come nuovi cittadini. Paure, speranze e sogni di persone che dagli angoli più disparati della terra hanno scelto di vivere all'ombra del Vesuvio

Nuovi napoletani Avvocata / Via Mezzocannone

Founeke, dalla fuga dai jihadisti in Mali fino ad arrivare a un bar nel cuore di Napoli

La guerra nel suo paese, i trafficanti di esseri umani in Libia e la sua nuova casa a via Foria

A 14 anni nessuno dovrebbe sapere cosa significa la guerra. Founeke lo sa già e addirittura è già costretto a fuggirne. La sua Bamakò, in Mali, è la città dove ha vissuto fino a quel punto ma che adesso è arrivato il momento di lasciare. Sono arrivati i jihadisti e quel posto non è più sicuro per un ragazzo. Anche se è solo poco più di un ragazzino può essere già utile alla “causa”. Da un momento all'altro possono rapirlo, piazzargli un fucile in mano e mandarlo a combattere. Per farlo utilizzerebbero dei metodi poco ortodossi ma molto convincenti. Uno di questi è la violenza sessuale. Qualcosa a cui lo stesso Founeke ha già avuto modo di assistere. Quindi se non vuole diventare un martire di Allah ha solo la fuga come unica opzione.

La fuga in Libia 

Va alle superiori quando decide di andare via lasciando in patria solo il padre. Il genitore ha già visto gli altri tre figli più grandi scappare via. È il 2013 quando scappa via. Il punto naturale di approdo per lui è la Libia. Per arrivare lì però deve passare attraverso il Burkina Faso e il Niger. Una volta arrivato a Tripoli trova lavoro in un supermercato. Nonostante tutto riesce a condurre una vita normale. Una vita che dura tre anni e quando ha solo 17 anni è costretto a cambiare ancora città. La situazione in città è diventata insostenibile e così decide di spostarsi. Dalla capitale si trasferisce a Sabrata solo che lì ad attenderlo ci saranno dei veri e propri criminali. Dei trafficanti di esseri umani.

Il rapimento 

Lo rapiscono, gli rubano tutti i soldi e lo chiudono in una con altre 50 persone. Quello che solitamente agli altri migranti succede all'arrivo nel deserto in Libia, a lui è successo a distanza di anni ma il destino ha deciso che questa cosa proprio non doveva risparmiargliela. Per giorni interi non mangia e trascorre in queste condizioni quattro mesi. Non sa cosa realmente vogliano da lui. Il suo destino gli viene svelato nel momento in cui viene messo in fila insieme ad altre persone per essere messi su un'imbarcazione e partire per l'Europa. Una 70ina in uno spazio minuscolo all'interno di un'imbarcazione. Talmente tante persone ammassate che lui non riesce nemmeno a rendersi conto di cosa stia succedendo nell'altra parte dell'imbarcazione. Trascorre così le 16 ore di viaggio nel Mediterraneo ma per fortuna riesce ad arrivare in Italia.

L'arrivo in Italia 

Il primo centro d'accoglienza si trova a Taranto poi viene spostato a Massafra e torna a Taranto ancora prima di essere trasferito a Pozzallo. Trascorre così i primi mesi di permanenza nel nostro Paese. L'ultima tappa dell'accoglienza sono Casoria prima e poi Napoli. Ottiene la protezione umanitaria per due anni. Li impiega imparando l'italiano all'Orientale e poi cercando un lavoro. Inizia a lavorare in un bar al Vomero poi grazie alla Less comincia un tirocinio in un bar al centro di via Mezzocannone. Vive così il centro di Napoli e questo gli permette di fare molte amicizie. Sente i suoi fratelli che sono sparsi in giro per l'Europa, uno in Sicilia gli altri due a Lille e Madrid. Il suo fratello “francese” gli chiede spesso di raggiungerlo ma prima Founeke deve chiarire la sua posizione burocratica. Il prossimo 17 marzo avrà una nuova udienza per conoscere il suo futuro e decidere in piena libertà cosa fare.

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