Sabato, 24 Luglio 2021
Nuovi napoletani

Opinioni

Nuovi napoletani

A cura di Vincenzo Sbrizzi

Storie di essere umani che sono arrivati a Napoli per vivere una vita migliore e che la città ha accolto come nuovi cittadini. Paure, speranze e sogni di persone che dagli angoli più disparati della terra hanno scelto di vivere all'ombra del Vesuvio

Nuovi napoletani

Ana, dalla guerra a Belgrado all'amore trovato a Napoli

Cresciuta nella Serbia martoriata dalla guerra ha trovato in un italiano l'amore della sua vita e ha deciso di seguirlo ovunque diventando una “migrante per amore”

Ana è nata in quella che una volta si chiamava Jugoslavia. Un unico stato ma tante nazioni che prima o poi sarebbero venute fuori. Lo hanno fatto nella maniera più cruenta e crudele di tutte. Facendosi guerra l'una contro l'altra. Delle volte anche quando a dividerle c'erano solo pochi chilometri. Famiglie che si sono divise in due blocchi contrapposti, e da entrambi i lati a contare e piangere i morti. Ana è nata nel 1991 a Belgrado in quella che adesso si chiama Serbia e che allora era il posto dove arrivavano migliaia di profughi. Quella prima guerra è troppo piccola per ricordarla e la rivive solo nei racconti dei genitori. Ha otto anni, invece, quando inizia l'offensiva dell'Onu contro Belgrado per costringere il dittatore Slobodan Milosevic a cessare la sua iniziativa contro il popolo kosovaro.

I bombardamenti e ricordi della guerra 

Anche Belgrado viene bombardata e lei è abbastanza grande per ricordare delle cose. I ricordi di Ana sono legati soprattutto alle sirene dei bombardamenti. Quando le si ascoltavano bisognava scappare e andare nei rifugi antiaerei. Ricorda di non aver potuto concludere l'anno scolastico. Ricorda però anche le proteste che i “grandi” organizzavano piazzandosi sui ponti che erano obiettivi strategici da bombardare e con le quali si chiedeva il cessate il fuoco. Con la fine della guerra la sua vita diventa, per quanto possibile in un Paese appena uscito da un conflitto, quella di una ragazzina normale. Studia danza e a scuola si prepara nel mondo del turismo. A 18 anni deve lasciare la danza a causa di un infortunio così decide di iniziare a lavorare durante gli studi universitari. Per questo comincia a girare l'Europa. Va prima in Grecia, poi in Spagna e ancora in Montenegro.

L'amore e l'Italia 

Qui arriva la svolta per la sua vita. Incontra un giovane napoletano, si chiama Paolo, e si innamora di lui immediatamente. Per vederlo deve venire in Italia e rimanerci solo tre mesi e poi tornare indietro e aspettare. Nell'aprile 2016 sposa Paolo e decise di trasferirsi definitivamente in Italia. Qui deve cominciare a fare i conti con la burocrazia per ottenere il permesso di soggiorno. Una volta ottenuto quello adesso resta in attesa della cittadinanza. Nel frattempo arriva il piccolo Igor, nato dall'amore con Paolo. Lasciando la burocrazia da parte riesce ad ambientarsi in città con grande facilità. Prima studia l'italiano, avere un marito del posto la aiuta molto, poi comincia a cercare lavoro. Inizia dando una mano nel bar di Paolo poi come receptionist in un centro d'accoglienza. Insieme al lavoro si dedica a una sua grande passione: il teatro. Fa parte di uno spettacolo portato anche in giro per festival.

Il progetto Nakupenda 

Dopo l'estate del 2018 viene chiuso il centro d'accoglienza e lei si ritrova senza lavoro. È però giovanissima e le viene approvata la domanda per il servizio civile a San Giovanni a Teduccio. Deve occuparsi dei ragazzini del posto e fare loro doposcuola e attività sociali. Accanto al servizio civile però dà vita anche a una sartoria sociale. Si chiama Nakupenda e unisce migranti e italiani nella realizzazione di abiti con stoffe africane. Qualche volta torna a Belgrado dai suoi genitori e ancora adesso non sa dove sarà il suo futuro. L'importante è che sia insieme alla sua famiglia.

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