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Cecchi Paone: "Campania non sarà zona gialla a lungo. De Luca non fa più ridere"

Il giornalista televisivo ha pubblicato il libro 'Covid segreto', scritto insieme al vice-ministro Sileri: "Dalle istituzioni arrivano comunicazioni confuse. Provo a fare chiarezza". Poi sul governatore campano: "Con 500 morti al giorno non è il tempo delle sceneggiate"

 

C'è un Covid segreto e sconosciuto ai più. Non quello teorizzato da negazionisti, no-mask e complottisti, ma quello che le istituzioni non sono riuscite a comunicare, perdendosi tra liti politiche e messaggi contraddittori. Con il suo ultimo libro, 'Covid segreto - Tutto quello che non sapete sulla pandemia', Alessandro Cecchi Paone, giornalista e divulgatore scientifico, prova a mettere ordine nell'overdose di informazioni a cui i cittadini sono sottoposti quotidianamente. 

Il libro, edito da Paper First, è scritto a quattro mani con Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute: "Cerchiamo di spiegare in termini semplici - afferma Cecchi Paone - quello che i cittadini non hanno compreso, non per colpa loro ma perché politici e virologi non sono stati in grado di spiegarlo. Ad esempio, nessuno ha ben compreso il motivo per cui l'Italia èstata suddivisa in tre colori". Il noto conduttore si sofferma anche sulla situazione campana: "Resta un mistero come la regione sia stata considerata area gialla. Ricordiamo tutti le parole di De Luca che chiedeva a gran voce il lockdown per poi fare marcia indietro dopo gli scontri in piazza. Ho il sospetto che tra le criticità della Campania ci sia anche quella di una raccolta dati non soddisfacente e per questo motivo, temo, a breve si passerà all'arancione o al rosso". 

Cecchi Paone non manca di bacchettare il governatore: "C'è qualcosa che non va nella sua comunicazione. L'ho apprezzato molto durante la prima fase, ma oggi, con 500 morti al giorno, non è più il momento delle sceneggiate". Nel suo libro, il giornalista indica anche la possibile fine dell'emergenza: "Posso affermare che il Natale 2021 sarà il momento in cui ci riapproprieremo della nostra 'normalità'. Durante l'anno prossimo saranno disponibili prima gli anticorpi monoclonali, con cui si cureranno i malati più gravi, e poi almeno tre vaccini". 

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