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Fare il bagno dopo mangiato si può o è pericoloso? Risponde l’esperta

"Non esiste una validità scientifica che implichi il non fare il bagno subito dopo mangiato. Ma bisogna entrare in acqua gradualmente". L'intervista alla dott.ssa Pasqualina Miele, biologa nutrizionista, esperta in nutrizione pediatrica, sportiva, clinica

Sin da piccoli siamo stati abituati a non fare il bagno dopo mangiato. Regola valida anche in età adulta. Ma è giusto aspettare quelle lunghe e canoniche tre ore prima di tuffarsi a mare o è soltanto una convinzione diffusa? NapoliToday lo ha chiesto alla dott.ssa Pasqualina Miele, biologa nutrizionista, esperta in nutrizione pediatrica, sportiva, clinica.

Non fare il bagno subito dopo mangiato è un mito da sfatare o una giusta precauzione?

“Non esiste una validità scientifica che implica il non fare il bagno subito dopo avere mangiato. Il mito di attesa delle tre ore dopo il pasto va sfatato. Regola solo del nostro paese, mentre in altri si suggerisce di aspettare un’ora. Tanto che la International Life Saving Federation (Organizzazione Mondiale per la Sicurezza in Acqua) stabilisce che è infondata la raccomandazione di evitare il bagno dopo aver mangiato”.

Se l’acqua è troppo fredda si può rischiare una congestione o una indigestione?

“Il rischio è la congestione. Il blocco della digestione dovuto allo sbalzo termico tra la temperatura corporea e quella dell’acqua di mare. La congestione non è un'esclusiva del tuffo in mare: casi analoghi vi sono anche per avere consumato una bibita molto fredda o nel passaggio da un ambiente caldo a uno con aria condizionata alta”.

Per evitare uno shock termico è consigliabile entrare in acqua lentamente?

“Sì. Bisogna entrare in acqua gradualmente. Il freddo, in acqua, è il vero nemico. Quando la differenza tra la temperatura del corpo e quella dell’acqua è molto alta, lo shock termico può portare allo svenimento e a un potenziale annegamento. Mentre, entrando in acqua gradualmente, si da tempo al corpo di abituarsi. È dunque consigliabile bagnarsi prima gli arti inferiori, poi i polsi e, un poco alla volta le restanti parti del corpo”.

Quali sono i tempi della digestione?

“I tempi di digestione dipendono da ciò che si mangia. Vediamo quali sono i tempi medi di permanenza di alcuni cibi nello stomaco: un succo di frutta impiega circa 20 minuti per passare all’intestino, la frutta mezz’ora (20 minuti l’anguria, 40 le mele), la verdura cruda 30-40 minuti, quella cotta 45-50, le patate 60. I carboidrati sono digeriti nell’arco di un’ora. Il latte scremato e i formaggi freschi un’ora circa. I formaggi stagionati, invece, 4quattro o cinque ore. Un pasto a base di pesce un’ora, una bistecca di manzo tre o quattro ore e fino a cinque per il maiale”.

È vero che si digerisce anche in acqua?

“È vero. Ma è anche vero che il pasto impegna gli organi deputati alla digestione, i quali richiedono un maggior apporto di sangue a discapito della periferia del corpo e dell’apparato muscolare. Nonostante l’organismo sia in grado di far fronte a queste necessità, meglio non impegnarlo in una lunga nuotata o in tuffi dagli scogli, soprattutto se l’acqua è fredda, proprio per evitare problemi di digestione e di affaticamento”.

Per rendere più veloce la digestione quali cibi bisognerebbe preferire?

“Per velocizzare i tempi di digestione si consiglia di consumare pasti leggeri. Meglio frutta o verdura (sia cotta che cruda) per evitare la disidratazione dovuta alle molte ore di esposizione sotto al sole; un ghiacciolo; un gelato; il “classico” panino con olio e pomodoro”.

Tra i cibi da evitare per chi vuole fare un tuffo subito dopo mangiato c’è anche l’alcool?

“Sì. L’alcool è uno dei più temuti nemici e va evitato nel caso in cui si desidera immergersi per un bagno in mare. I dati a disposizione evidenziano come l’ingestione di alcool provoca l’aumento del rischio di annegamento, dovuto all’effetto negativo che le bevande alcoliche hanno su riflessi e attenzione”.

Quali sono, quindi, le regole principali per poter affrontare il momento del bagno in completa sicurezza?

“La regola principale è il buon senso. Il buon senso (sapere quanto si è mangiato, quanto l’acqua è fredda) è l’unico modo per regolarsi. Ricapitolando: evitare pasti “pesanti”, senza abbuffarsi; non assumere sostanze alcoliche; immergersi in acqua in maniera graduale; evitare i tuffi da accaldati, non tanto per il rischio di congestione ma più per quello di sincope. Regole queste valide sia per gli adulti che per i più piccini. Ai bambini va un occhio di riguardo in più: mai lasciarli soli quando fanno il bagnetto in acqua. C’è però da dire che le sagge e popolari tre ore di attesa tra il pasto e il bagno non sono una regola di prudenza campata in aria. Come dire: «non è vero ma ci credo!»”

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