rotate-mobile
NapoliSocial

Opinioni

NapoliSocial

A cura di Redazione NapoliToday

Seguiti, condivisi, popolari, partenopei. Sono i protagonisti di Napolisocial, lo sguardo di NapoliToday sui personaggi più attivi sui social network

NapoliSocial

Disfunzioni tiroidee, sintomi e prevenzione? Risponde l’endocrinologo Monzani

"Tra le principali cause dell'aumento di queste patologie c'è l'inquinamento ambientale". L'intervista allo specialista in endocrinologia e malattie del ricambio Marcello Monzani

Qualche giorno fa sono stati resi noti nuovi dati allarmanti emersi dall'indagine della task-force sulla sanità istituita dal governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Nei 90 comuni della Terra dei Fuochi è emersa una particolare incidenza dei tumori tiroidei nella fascia di età compresa tra gli 0 e i 19 anni. I morti adolescenti per tumore alla tiroide superano di gran lunga la media regionale. L’inquinamento ambientale è, come sempre, tra i principali imputati. 

La tiroide svolge un ruolo importantissimo nel nostro organismo: regola le funzioni essenziali, dal consumo energetico alla salvaguardia della salute delle ossa, dalla fertilità nella donna allo sviluppo cerebrale nel bambino. Per prevenire qualsiasi patologia legata alla tiroide basta fare un’ecografia e i dosaggi ormonali una volta all’anno, anche in assenza di sintomi evidenti.

Dell’importanza della prevenzione e delle patologie legate alla tiroide ce ne parla il dott. Marcello Monzani, specialista in endocrinologia e malattie del ricambio.

Che funzione svolge la tiroide nel nostro organismo?

“La tiroide è una centralina che svolge diverse funzioni vitali come il controllo della temperatura e del peso corporeo, dell’appetito, dell’umore, della stanchezza, quindi del metabolismo corporeo in generale. Tutte queste funzioni sono mediate da ormoni (la tiroxina e la triiodotironina, chiamati anche più comunemente T3 e T4) che, prodotti e secreti dalla tiroide, agiscono a distanza. La tiroide, inoltre, regola anche il metabolismo del calcio attraverso due strutture parallele: le paratiroidi. Le persone che sono prive di queste paratiroidi sono più esposte a problemi di osteoporosi. La tiroide, in definitiva, può sembrare un organo poco importante ma non è così: senza la tiroide si può vivere ma non bene”.

Quali sono le patologie della tiroide più diffuse?

“Le principali sono l’ipotiroidismo (quando la tiroide lavora meno di quanto dovrebbe) e l’ipertiroidismo (quando la tiroide lavora più di quanto dovrebbe). Le due condizioni vengono regolate da un ormone di origini ipofisarie, il TSH, cioè l’ormone che stimola la tiroide, che è inversamente proporzionale agli ormoni tiroidei. Quanto più alto è il TSH (cioè quando la tiroide lavora poco), tanto più sono bassi i valori degli ormoni tiroidei (FT3 e FT4). In questo caso si verifica l’ipotiroidismo. Quando invece la tiroide lavora di più di quanto dovrebbe (cioè quando il TSH è basso), i valori degli ormoni tiroidei aumentano. In questo caso si verifica l’ipertiroidismo. Ipotiroidismo e ipertiroidismo possono essere primari e secondari, cioè congeniti o acquisiti. L’ipotiroidismo congenito esiste tutt’ora ma non fa più paura come prima grazie agli strumenti diagnostici a disposizione. Nei primi giorni di vita si fa un piccolo prelievo sotto al tallone del piede del neonato per il dosaggio degli ormoni tiroidei. Se si riscontra una carenza di questo ormone potrebbe esserci l'agenesia della tiroide (cioè il bambino è senza tiroide), in questo caso allora si provvede mettendo in terapia i derivati tiroidei. Grazie a questa terapia il bambino potrà avere una vita normale. Prima, invece, quando ancora non esisteva questa terapia, potevano derivare due patologie molto gravi: il nanismo tiroideo o il cretinismo. L’ipotiroidismo acquisito, invece, può verificarsi per una serie di fattori, tra cui tiroiditi e noduli tiroidei che ne riducono la funzionalità. Oggi, comunque, queste patologie sono facilmente controllabili perchè diagnosticabili in tempo con un semplice prelievo del sangue”.

Quali sono i sintomi di queste patologie?

“L’ipotiroideo è una persona tendenzialmente in sovrappeso non tanto per grasso ma per mixedema, cioè quando i liquidi trattenuti si vanno a mischiare con il grasso determinando un grasso flaccido. L’ipotiroideo è una persona fredda, apatica, che si estranea dalla vita che lo circonda, manifesta fenomeni di cute secca, macroglossia (cioè l’aumento dello spessore della lingua), è una persona non sempre lucida e non sempre pronta nelle risposte. Diversamente, l’ipertiroideo ha sintomi opposti: è una persona che avverte sempre caldo, iperattiva, tachicardica, sempre in attività, tendente al dimagrimento. Nelle condizioni più gravi può insorgere il morbo di Basedow che determina la basedomizzazione della tiroide con l’estroflessione del globo oculare verso l’esterno dovuto a una pressione retrorbitaria. Comunque, entrambe le patologie, oggi, sono curabili farmacologicamente, una con i derivati tiroidei e l’altra con farmaci anti-tiroidei”.

In Italia sono 6 milioni le persone affette da disfunzioni della tiroide. Come mai questo numero così elevato?

“Sono sei milioni le persone che sanno di essere affette da queste patologie. Ma esistono tantissime forme sub-cliniche che non sono state diagnosticate perché non danno problemi e che ormai sono cronicizzate. Quindi sono tantissimi i pazienti, azzarderei dire milioni, che non sanno di avere patologie legate alla tiroide perché non hanno sintomi. I problemi alla tiroide da una parte sono in crescita, ma dall’altra sono maggiormente diagnosticati perché la tecnologia ha fatto progressi e individuare il problema ora è più facile rispetto al passato. Tra le cause dell’aumento di queste patologie c’è l’inquinamento ambientale, sia tossico che radioattivo, determinato dal disastro di Chernobyl: dopo 31 anni ne stiamo ancora pagando le conseguenze”.

Quanto è importante l’assunzione di iodio?

“Lo iodio è il costituente principale degli ormoni tiroidei, e una sua adeguata assunzione è indispensabile per permettere alla tiroide di produrre la quantità necessaria di ormoni. La scarsa assunzione di iodio può causare l’ipotiroidismo e il gozzo (la tiroide si gonfia per compensare la carenza di iodio). Oggi, fortunatamente, l'assunzione di iodio non è più un problema. Prima, nell’entroterra, nelle zone lontane dal mare, dove c’era l’assoluta mancanza di iodio, erano più frequenti patologie legate alla tiroide. Oggi questo problema è facilmente risolvibile con prodotti che si vendono in farmacia oppure, talvolta, basta anche solo introdurre il sale iodato nell’alimentazione”.

Quanto è importante la prevenzione?

“E’ fondamentale. Ma per prevenire patologie legate alla tiroide non bisogna soltanto dosare gli ormoni tiroidei, ma anche visualizzare la morfologia della ghiandola. Noi possiamo avere una ghiandola perfettamente funzionante, però anatomicamente alterata, o possiamo avere una ghiandola anatomicamente perfetta ma che funziona male. Quindi la prevenzione bisogna farla sia sotto l’aspetto clinico-laboratoristico che strumentale. E’ sufficiente fare un’ecografia di tanto in tanto ed è sufficiente fare una volta all’anno i dosaggi degli ormoni tiroidei. E’ vero che le malattie della tiroide sono patologie frequenti e in crescita ma grazie agli strumenti diagnostici a disposizione sono molto più diagnostiche e quindi curate in tempo”.

Che rapporto c’è tra obesità e tiroide?

“Se la tiroide funziona poco c’è la tendenza all’obesità, ma oggi, con un minimo di attenzione clinica, si può evitare questa conseguenza. Oggi, se si riscontrano problemi legati alla tiroide, si interviene farmacologicamente evitando il problema dell’obesità”.

La Campania detiene la maglia nera per l'obesità in Italia: un bambino su 2 ha problemi con la bilancia. Come mai nel paese della dieta mediterranea si registrano tassi così alti di obesità?

“I bambini hanno pessime abitudini alimentari perché le mense scolastiche non funzionano come dovrebbero e non si rispettano gli standard imposti dal Ministero. Non esistono luoghi dove i bambini possono fare attività sportiva se non quelli a pagamento, quindi solo chi se lo può permettere ne usufruisce. I genitori hanno l’abitudine di lasciare parcheggiati i loro figli davanti alla tv o al computer. Cinquant'anni fa i bambini dopo aver fatto i compiti andavano a giocare all’aperto, oggi dopo i compiti vanno a giocare alla playstation. Se il bambino mangia un dolcetto in più o una merendina in più la deve bruciare. Se prima lo faceva, oggi, con i nuovi stili di vita, non lo fa più! Quindi, concludendo, l’obesità occidentale è dovuta a un’iperalimentazione energetica e a una scarsa attività fisica”.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Disfunzioni tiroidee, sintomi e prevenzione? Risponde l’endocrinologo Monzani

NapoliToday è in caricamento