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Denise Capezza

Denise Capezza

Da “Gomorra” a “San Valentino Stories”: l’attrice Denise Capezza si racconta

“Il mio sogno nel cassetto.. magari riuscire ad unire danza e recitazione in un film diretto da Tim Burton, oppure recitare al fianco di un mito come Carlo Verdone”. L’intervista di NapoliToday

Giovane, bella e napoletana. Denise Capezza è l’attrice italiana rivelazione dell’anno. Tutti la conosciamo come la Marinella di Gomorra-La Serie, ma prima di diventare famosa in Italia era già una star in Turchia. Denise cresce tra tutù e palcoscenici, il suo sogno era fare la ballerina, ma, dopo il diploma in danza classica, moderna e contemporanea, un infortunio al ginocchio interrompe la sua carriera in ascesa. La giovane attrice però non molla e decide di imboccare una nuova strada: la recitazione. Inizia, così, a frequentare una scuola di cinema e teatro a Napoli, dove scopre di avere una grande dote interpretativa e un’innata sensibilità artistica. Nel 2011 si trasferisce a Roma per proseguire gli studi: qui inizia la sua carriera di attrice. Viene prima scelta come protagonista per la campagna televisiva mondiale della Qatar Foundation (sponsor della squadra di calcio del Barcellona), e poi, dopo aver sostenuto tre provini in inglese, viene selezionata da un’importante produzione estera come protagonista della serie televisiva turca “Ucurum” (venduta poi in 13 paesi del mondo). Vola a Istanbul dove impara il turco in 3 mesi, e, nonostante la giovanissima età, affronta con grande carattere e determinazione alcune scene davvero difficili. Veste i panni di Felicia Matei, una giovane ragazza moldava rapita nel suo paese di origine Chisinau e venduta al traffico di prostituzione. Il suo impegno sarà presto premiato: il pubblico turco si innamora di lei. Dopo il successo delle due stagioni di “Ucurum”, l’attrice rimane per altri tre anni a Istanbul e prende parte ad altri progetti televisivi e cinematografici. Impara il linguaggio dei segni turco per interpretare la sordomuta Canan in una serie TV che racconta i conflitti tra curdi e turchi. Dopo questa importante esperienza estera, decide di ritornare in Italia. Poco dopo il suo rientro viene scelta dal regista Stefano Sollima per interpretare la bellissima e malinconica Marinella in Gomorra-La Serie, moglie di Lelluccio e nuora della perfida Scianel. Tra gli ultimi lavori a cui ha preso parte c’è lo short movie noir "Killer in Red" (2017) per Campari, diretto dal regista Premio Oscar Paolo Sorrentino, dove ha recitato al fianco dell'attore britannico Clive Owen. Il 14 febbraio, invece, la vedremo al cinema nel film commedia di Alessandro Siani “San Valentino Stories” nei panni di Chiara, un personaggio quasi fiabesco, una buddista convinta, dal passato tormentato, folle e sognatrice, che si innamora di un ragazzo cattolico completamente diverso da lei.

L’intervista di NapoliToday all’attrice Denise Capezza.

Denise, la tua carriera da attrice nasce “per caso” con i provini per la serie TV turca Ucurum. Com’è stata questa esperienza in Turchia e, soprattutto, come è stato cambiare vita da un giorno all’altro?

“Non posso dire che la mia carriera da attrice sia nata per caso.. Per caso ho avuto un incidente al ginocchio che mi ha fatto allontanare, dopo quindici anni di studi, dalla mia prima grande passione, la danza. Poi, per volontà, ho deciso di studiare recitazione e, col tempo, sono arrivate le prime soddisfazioni. Di certo non mi sarei mai aspettata che la mia carriera iniziasse in Turchia.. Fin dall’inizio aspettavo una valida opportunità di crescita e, quando sono stata scelta, dopo una lunga ed intensa fase di provini, come protagonista di Ucurum, un importante progetto televisivo estero, ero stra-felice! Sono volata ad Istanbul e mi sono buttata a capofitto in quell’avventura, ma non nascondo che l’inizio è stato drammatico! Ero alla mia prima esperienza importante e dovevo interpretare un ruolo molto complesso in una lingua, all’epoca, a me completamente sconosciuta e difficilissima! Non mi spaventava affatto l’idea di vivere in un altro Paese ma, piuttosto, il rischio di fare brutta figura, il “non essere all’altezza”. Prendevo quotidianamente lezioni di turco e, allo stesso tempo, studiavo basi di moldavo. Spesso i copioni arrivavano solo il giorno prima delle riprese e dovevo rapportarmi con tutti in inglese, lingua di cui ancora non avevo grande padronanza. Il regista mi aveva voluto fortemente ma, viste le prime difficoltà legate soprattutto alla lingua, tutti, me compresa, si chiedevano se ce l’avrei fatta! Ma, dopo questo difficile periodo iniziale, le cose sono andate decisamente meglio.. Ho stupito tutti, anche me stessa! Ucurum è durata due stagioni, poi, ancora in Turchia, sono seguite altre serie tv e due film per il cinema. Un’esperienza unica!”. 

In questo periodo non solo hai imparato una nuova lingua, anzi due (turco e moldavo), ma hai avuto anche modo di “vivere” un paese molto differente dal nostro, per storia e cultura. Qual è la condizione della donna in Turchia? Secondo te si riuscirà mai a raggiungere un’uguaglianza di genere?

“Ho amato e odiato la Turchia, un paese ricco di contraddizioni, che abbraccia la cultura occidentale pur conservando la tradizione islamica. Chi parte per visitare città come Istanbul, Smirne,Ankara e più in generale le zone occidentali del Paese, aspettandosi di trovare il “mondo arabo” e la “donna sottomessa”.. rimarrà sorpreso! Ad Istanbul, ad esempio, non può non colpire l’avanguardia (oltre alla tradizione).. Non può non colpire la rilevante presenza femminile in ruoli decisionali e di prestigio, con una percentuale superiore anche all’Italia. I problemi legati alla condizione della donna in Turchia sono sempre visti in Occidente come derivanti dall’Islam, perché per noi “Islam” è un pre-concetto e significa “oppressione femminile”. Nulla di più sbagliato! In Turchia si possono incontrare tante donne vestite come le più audaci occidentali, tante donne che vivono in totale libertà ed autonomia la loro vita e la loro religione, come noi. Di fatto, nei tre anni che ho vissuto ad Istanbul, non ho percepito alcuna differenza fra la condizione della donna in Italia e quella in Turchia. Anzi, spesso mi sono stupita per la libertà di pensiero di molti amici ed amiche! Inoltre, c’è tanto fermento artistico e culturale.. Istanbul è una città viva ed incredibile! Caotica e contraddittoria, questo si! Ma ha qualcosa di magico e di nostalgico che ti resta dentro per sempre. Un po’ come Napoli! Insomma, la realtà è ben diversa dagli stereotipi! È pur vero, però, che in alcune zone della Turchia, soprattutto in Anatolia e nel centro-est, vige una cultura maschilista ed il concetto dell’onore familiare. Visitando queste zone, dopo aver visto città come Smirne o Istanbul, si ha quasi la sensazione di essere in un altro Paese! Ripeto, la Turchia è il paese dei contrasti! Ma è anche in continua evoluzione. Mi auguro che si raggiunga l’uguaglianza di genere, ma in tutto il mondo.. perché viviamo ancora in una società maschilista, un maschilismo che in Occidente è velato e per questo ancora più difficile da combattere”.

Possiamo definire l’incidente che hai avuto in seguito al diploma in danza classica e moderna un segno del destino? Tra la carriera di ballerina e quella di attrice, hai scelto la seconda. Hai avuto mai ripensamenti?

“Avevo quattro anni quando ho iniziato a studiare danza classica, disciplina che amavo ed amo tuttora follemente. Dopo quindici anni di studi accademici, fatti di gioie e grandi sacrifici, ho conseguito il diploma. Poi, nel 2010, ho avuto un incidente al ginocchio e nell’anno di convalescenza mi sono avvicinata alla recitazione! Credo nel destino, credo che nulla avvenga per caso.. e, soprattutto, non rimpiango niente. Anzi, sono felice di aver ricominciato da capo.. di essermi reinventata. Felice di aver conosciuto la danza, che ha forgiato il mio carattere combattivo. E felice di essermi avvicinata per “sfortuna” ad un mondo che si è rivelato essere assolutamente congeniale a me”.

Poco dopo il tuo rientro in Italia sei stata scelta dal regista Stefano Sollima per il ruolo di Marinella in Gomorra-La Serie. Quanto c’è di Denise in questo personaggio?

“Mi ispiro spesso ad una frase di Meryl Streep: “Recitare non significa diventare qualcosa di diverso da te stesso, bensì trovare le somiglianze in quelle che sembrerebbero diversità, per poi buttarcisi dentro”. E uno dei punti in comune con Marinella è il coraggio: il suo, però, è quello di una persona che non ha, ormai, nulla da perdere; al contrario, il mio deriva dalla volontà di difendere ciò che ho di più caro al mondo. Ho avuto fin da subito un rapporto viscerale con questo personaggio! La sua è una storia autentica e calarsi nei suoi panni è stato un lavoro interessante e di forte crescita perché ho affrontato scene molto intense e man mano che la interpretavo scoprivo nuove sfumature della sua personalità”.

Ad essersi occupata dei ruoli femminili della serie è stata la Comencini. Com’è stato lavorare con lei?

“È stato bello lavorare con Francesca, una regista che dà sempre priorità all’aspetto emotivo della scena. Lei stessa si emoziona con te mentre reciti.. E questa è una cosa rara! La sua sensibilità è stata importante per dirigere un personaggio come Marinella”.

Oltre alla terza serie di Gomorra, nel 2017 hai recitato anche nello short movie noir per Campari, Killer in Red, girato da Paolo Sorrentino. Raccontaci di questa esperienza.

“È stata un'esperienza divertente! Nel corto mi veniva richiesto unicamente di camminare in modo sensuale flirtando con il personaggio interpretato da Clive Owen. Insomma.. non avevo ansie da prestazione e quando sono arrivata sul set, nello storico Teatro 5 di Cinecittà, ero tranquilla.. ma molto affascinata. A mia grande sorpresa, quando ho incontrato Paolo per la prima volta, mi si è letteralmente seccata la lingua e non riuscivo a dire nulla di più di un “si”, “no”, “ok”! Poi, abbastanza velocemente ho capito che quella tensione era sciocca ed immotivata, tanto più che lui si è rivelato essere una persona davvero simpatica e piacevole, oltre che un grande professionista. Vi racconto un aneddoto.. Sul set c’erano diverse attrici straniere e spesso la troupe mi si rivolgeva in inglese pensando che lo fossi anch'io. Tra questi, il direttore della fotografia che, avvicinandosi, "Sorry, can you …”. Quindi Paolo, con piglio sbrigativo ed ironico, lo interrompe dicendo in dialetto “Guarda che questa è di Portici!” .. Che dire? Avrei voluto vivere quel set molto più a lungo!”.

Il 14 febbraio ti vedremo al cinema in San Valentino Stories, una commedia romantica ideata da Alessandro Siani. Ci puoi anticipare qualcosa sul tuo personaggio?

“San Valentino Stories è una deliziosa commedia romantica che racconta tre storie di amori impossibili. Interpreto Chiara, un personaggio quasi fiabesco.. una buddista convinta, dal passato tormentato, folle e sognatrice, che si innamora di un ragazzo cattolico completamente diverso da lei. Mi sono divertita molto ad interpretarla.. È stato senza alcun dubbio il set più esilarante che ho vissuto e mi auguro che il pubblico si diverta ed emozioni tanto quanto me!”.

Progetti futuri e sogni nel cassetto?

“Sogni nel cassetto.. tantissimi! Magari riuscire ad unire danza e recitazione in un film musicale diretto da Tim Burton, dove interpreto un personaggio grottesco e borderline! Oppure recitare al fianco di un mito come Carlo Verdone? .. Insomma, potrei andare avanti per un bel po’! Per quanto riguarda i progetti futuri.. ci sto lavorando.. nella convinzione che il bello deve ancora venire!”.

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