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Dott. Vincenzo Bifaro

Dott. Vincenzo Bifaro

Carie, spazzolino manuale o elettronico? I consigli del dott. Vincenzo Bifaro

"Un'igiene orale non accurata diventa determinante per il rapido sviluppo e la progressione di un processo carioso". L'intervista al dott. Vincenzo Bifaro, Odontoiatra e Specialista in Chirurgia Odontostomatologica

Sulla carie, la malattia più diffusa al mondo con 2,5 miliardi di persone colpite e 190 milioni di nuovi casi all’anno, gli italiani hanno grande confusione e scarsa informazione. A dimostrarlo sono i dati emersi da una recente indagine di “EduCarie” dell’Aic (Accademia italiana di Odontoiatrica Conservativa e Restaurativa). Secondo la ricerca, condotta da Datanalysis su 1.000 genitori di ragazzi minori di 14 anni, anche se il 90% degli intervistati ha dichiarato di essere stato dal dentista, oltre il 50% non sa che la carie è favorita dall'eccesso di zuccheri (inteso come un consumo che ecceda il 10% delle calorie quotidiane) o dalla scarsa igiene orale. Se 1 su 5 conosce le possibili cause della carie, 1 su 10 non ha, invece, idea di quali siano. Inoltre, sempre secondo i dati emersi dall’indagine, il 63% degli intervistati non sa che la carie può evolvere nel giro di pochi mesi, e solo 1 su 5 sa che può riguardare chiunque, a qualsiasi età. Oggi, infatti, è ancora molto diffusa la leggenda metropolitana per cui i bambini sarebbero più a rischio carie rispetto agli adulti: lo pensa il 26% cui si aggiunge un 22% convinto che siano a rischio soprattutto gli adolescenti. Le età in cui aumenta la probabilità di riscontrare carie sono 6, 25 e dopo i 70 anni. Questo perché da piccoli è più scarsa la capacità di assicurarsi una corretta igiene orale. A 25 anni spesso si tendono a dimenticare le buone regole di prevenzione e, nelle donne, il fattore gravidanza eleva il rischio perché magari si cede a qualche dolce in più. Da anziani, invece, è più probabile aver subito un danno parodontale che, esponendo la radice non più ricoperta dallo smalto, facilita la comparsa di carie alle radici. Infine, nonostante l’indagine abbia dimostrato un riavvicinamento degli italiani alla poltrona del dentista rispetto agli ultimi anni, circa il 70% degli intervistati ha confessato una vera e propria fobia di questo specialista.

NapoliToday ha intervistato il dott. Vincenzo Bifaro, Odontoiatra e Specialista in Chirurgia Odontostomatologica, per chiarire i dubbi e fornire informazioni dettagliate su questa malattia tanto diffusa quanto fastidiosa.

Quali sono i principali fattori di rischio per lo sviluppo della carie?

“La carie è un processo patologico ad eziologia multifattoriale, che provoca la distruzione dei tessuti duri dentali, tale a volte da compromettere non solo la masticazione, ma anche lo stato di salute dell’organismo. I fattori predisponenti ed i fattori di rischio della carie sono molteplici. Il principale è di sicuro l’alimentazione. Infatti l’assunzione di carboidrati, rapidamente fermentabili dai batteri della bocca, determina una rapida produzione di acidi lesivi demineralizzanti e distruttivi per i tessuti dentari. Un’igiene orale non accurata diventa poi determinante per il rapido sviluppo e la progressione di un processo carioso. Altri fattori possono essere particolari stati fisiologici (gravidanza) o patologici (disendocrinie, malattie infettive, stati carenziali come le disvitaminosi, tossicodipendenza), alterazioni del flusso salivare (iposcialia), deficit strutturali dei denti preesistenti, fattori ecologici (acque in cui e’ presente poco fluoro) e/o razziali (le popolazioni nordiche sono maggiormente colpite dalla carie), il sesso (le donne sono maggiormente più colpite degli uomini), l’età (colpisce maggiormente in epoca giovanile, ma può variare dopo i 50 anni in rapporto ad eventuali processi distrofici del parodonto), l’efficienza del sistema immunitario (carenza di difese immunitarie)”.

Quanti tipi di carie esistono?

“Esistono varie classificazioni per determinare sia la posizione della carie sul dente (le 5 classi di black), sia per determinare l’entità della lesione cariosa nella sua progressione (d1-d2-d3-d4). Quest’ultima classificazione ci da un’idea di quanto la carie sia o meno profonda, con un d1 limitata allo smalto, fino ad un d4 in cui avremo una compromissione di smalto, dentina, fino al raggiungimento del tessuto pulpare, con conseguente sintomatologia dolorosa”.

Come si può prevenire una carie?

“La prevenzione comincia con un’adeguata igiene orale, che mira all’allontanamento degli agenti cariogeni, rappresentati dalla placca mucobatterica e dai residui alimentari. Spazzolino, dentifricio al fluoro, filo interdentale, colluttori con agenti antibatterici da usare dopo lo spazzolamento, sono essenziali per la prevenzione quotidiana. La fluoroprofilassi topica (applicazione di gel al fluoro direttamente nello studio del dentista) o sistemica (compresse dosate di fluoro per i bimbi fino ad un massimo di 12 anni di età) anche può esserci di aiuto. anche la profilassi alimentare, evitando cibi troppo zuccherini, riducendone la quantità, o modificandone la consistenza (magari sciogliendoli nelle bevande), è un modo per ridurre “carburante” ai batteri. Infine un aiuto alla prevenzione è dato dalle sigillature dei solchi dentali nei piccoli pazienti e visite di controllo periodiche”.

Come agisce il fluoro nella prevenzione della carie?

“Il fluoro è essenziale nella prevenzione della carie. Oltre ad avere un effetto cariostatico, inibendo alcuni enzimi batterici che producono gli acidi responsabili della carie, ha anche la capacità di legarsi alle superfici dello smalto e rinforzarlo. In alcuni casi infatti, zone di demineralizzazione (non quando è già progredita la carie), possono addirittura remineralizzarsi con applicazioni continue e quotidiane di fluoro. Fino ad un massimo di 12 anni si può anche somministrare fluoro con compresse predosate, in modo da rinforzare la struttura dei denti dei piccoli pazienti, durante la loro istogenesi. Quando i denti sono già erotti, invece, si può applicare gel al fluoro con apposite mascherine, con riduzioni di insorgenza della carie del 20%-45% circa”.

Come si cura una carie dentale?

“La cura della carie consiste nella rimozione del tessuto dentario cariato ed una sua successiva ricostruzione. Il dente in questa fase dovrà essere sempre isolato dai tessuti gengivali ed altri tessuti mucosi, nonché dalla saliva (in cui sono presenti batteri), attraverso la diga di gomma. Il materiale più utilizzato è il composito, che con le sue altissime proprietà biomeccaniche, leggerezza ed ultraresistenza ai carichi masticatori, garantisce un eccellente sigillo oltre che un’eccellente estetica, al restauro da finalizzare”.

Le sigillature dei solchi e delle fossette prevengono la carie?

“Le sigillature dei solchi sono un eccellente metodo di prevenzione alla carie dei denti permanenti, specialmente per i piccoli pazienti. Normalmente le zone più facilmente contaminabili dai batteri sono i solchi occlusali di molari e premolari. L’applicazione di resine sigillanti, sotto diga di gomma ovviamente, garantisce dunque una prevenzione ed una protezione dei solchi alla contaminazione batterica”.

Per mantenere i denti sani è preferibile utilizzare lo spazzolino elettronico o quello manuale?

“Per mantenere i denti sani bisogna adottare sempre tutte le manovre di profilassi precedentemente analizzate. E’ possibile usare sia lo spazzolino manuale che lo spazzolino elettrico, purchè si detergano per bene tutte le superfici dentali, nei giusti tempi, e con le giuste manovre, che possono essere suggerite dal dentista dopo una seduta di igiene professionale. Ad ogni modo lo spazzolino elettrico è approvato dal Ministero della Salute nelle linee guida per l’igiene orale, ed a mio avviso funziona perfettamente se ben utilizzato. Lo consiglio!”.

Si sta parlando tanto di vaccini in questo periodo, si riuscirà mai a trovare un vaccino anche contro la carie?

“Spesso si è parlato di vaccini contro lo streptococco mutans (batterio responsabile della carie), e vaccini su altri batteri cooperanti alla diffusione della carie già dagli anni 90. Ad oggi, nella speranza futura per qualcosa di concreto, non ci resta che fare prevenzione. Come si dice: ‘Prevenire è meglio che curare!’”.

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