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Martedì, 21 Maggio 2024
Napoli Nord

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A cura di Francesco Celardo

Bocciato il Puc, tra consumo di suolo e desideri politici

Bocciato dalla città metropolitana, il nuovo Piano Urbano Comunale (denominato Puc) redatto ed approvato in giunta dal comune di Afragola.

Tanti sono stati i rilievi a base della bocciatura: dal calcolo degli alloggi esistenti a quelli futuri, e la poco propensione alla salvaguardia del verde. In sostanza, qualcuno al comune di Afragola ha sbagliato i calcoli. Il Puc, (una volta si chiamava piano regolatore), serve per rigenerare e trasformare in meglio una zona fortemente degradata sotto l'aspetto urbanistico per portarla alle esigenze attuali. In pratica, questi studi realizzati da tecnici esperti come ingegneri ed architetti, sono orientati prevalentemente alla rigenerazione urbana, al riuso del patrimonio edilizio esistente e degradato, alla tutela e alla conservazione delle aree libere e dei suoli agricoli, anche per la realizzazione dei corridoi ecologici limitando, quindi, il consumo di suolo. Dunque, sono di vitale importanza per poter vivere bene in un determinato luogo, rispettando gli standard urbanistici, e trovando il giusto equilibrio tra verde pubblico, agricoltura, e cemento.

È dal 1977 che i cittadini aspettano di uscire da un degrado urbanistico diventato insostenibile. Qualcosa ad Afragola è andato storto. Il nuovo Puc, costato alle casse pubbliche cifre abbastanza importanti, - poiché l'amministrazione comunale-, aveva dato un incarico ad una società esterna per redigerlo, è stato per buona parte contestato soprattutto sul consumo di suolo, e sui calcoli del fabbisogno pregresso con quello stimato per il futuro, evidenziando tra l'altro poca Ers, ovvero edilizia residenziale sociale. Oltre a questo, città Metropolitana ha anche bocciato la zona del parco tecnologico intorno alla stazione dell'Alta Velocità. I tecnici, hanno contestato un ridimensionamento delle zone e le cui trasformazioni necessitano di una STU, ovvero di una società di trasformazione Urbana. 

La domanda che si pongono i cittadini, (chiamati tra l'altro a presentare delle osservazioni), è la seguente: come mai si è arrivati ad una bocciatura? Ad Afragola, dal 2019 ad oggi, sono state presentate più di 500 richieste di permessi a costruire, di cui 300 già elaborate e messe in esecuzione con il fine di sfruttare il famigerato Piano Casa, più volte prorogato dalla Regione, ma che adesso ha trovato la sua fine.

La città, sta vivendo una trasformazione urbana ancor prima che il Puc diventi realtà. Le ruspe, e le pompe che iniettano colate di cemento erodendo il verde pubblico, sono in azione già da due anni, e non si sono più fermate. Il risultato, è stato quello di “drogare” il mercato immobiliare afragolese, portandolo a livelli ritenuti esorbitanti per i cittadini comuni. Un appartamento appena costruito e consegnato senza nemmeno avere uno straccio di collaudo, lo si può pagare anche mezzo milione di euro. Qualcosa però non torna: stando ai dati presentati nei documenti in allegato al Puc, e quelli pubblicati dall'Istat, Afragola, negli ultimi anni, ha subito un'emigrazione di cittadini pari a quasi cinquemila persone. In pratica, cinquemila residenti che hanno lasciato la città. Una tendenza ad andare via, che a quanto pare non si è arrestata. È dunque, una domanda è lecita: a chi giovano tutte queste case?

Ora, si aspettano le valutazioni da fare per poter proseguire l'iter procedurale.anche perché, il 31 di Dicembre scade la possibilità di poterlo approvare.

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