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Coronavirus, test rapidi dai medici di base: "Sono solo per determinate persone"

"Andavano reclutati e preparati più giovani medici ed infermieri alla gestione dei probabili pazienti Covid sia a livello territoriale (aumento del numero e delle attività delle USCA) che a livello ospedaliero (reparti covid e rianimazioni)", spiega il dott.Iapicca, medico di base. L'intervista

La dottoressa Giovanna Iapicca è un medico di famiglia della provincia di Napoli. Come Medico di base ha la responsabilità di erogare cure mediche integrate e continuative al singolo tenendo conto del contesto culturale in cui si trova. Inoltre promuove la salute, prevenendo le malattie e fornendo terapie, cure o interventi palliativi attraverso servizi in accordo con i bisogni di salute e le risorse disponibili nella comunità in cui sono inseriti. Sono responsabili di sviluppare e mantenere le loro abilità professionali, l'equilibrio personale e i valori come base per la cura efficace e sicura dei pazienti.

-Dottoressa Iapicca la situazione Covid-19 si sta complicando. Entreremo, con molte probabilità nella Fase 4 quella ad alto rischio, fino a dover ipotizzare una nuova chiusura totale. Quali condizioni sono cambiate rispetto allo scorso marzo?
"Innanzitutto volevo ringraziarla per aver dato voce ad un medico di famiglia, categoria che lavora in prima linea, che conosce le problematiche sanitarie ensociali dei propri pazienti e che si interfaccia con le autorità sanitarienconoscendone tutte le problematiche. Ritornando alla domanda le rispondo che a marzo la Campania si trovava in una situazione di quasi “ verginità “ virale
favorita dall’isolamento totale per 4 mesi. Durante il periodo estivo con la totale apertura si è avuta una maggiore diffusione dell’epidemia. Infatti oggi l’epidemia non è più localizzata in alcune zone ma si è diffusa in tutto il territorio nazionale".

-Cosa andava fatto di più, a livello della sanità, nell’attesa di questa annunciata recrudescenza?
"Sicuramente andavano reclutati e preparati più giovani medici ed infermieri alla gestione dei probabili pazienti Covid sia a livello territoriale (aumento del numero e delle attività delle USCA) che a livello ospedaliero (reparti covid e rianimazioni)".

-I pazienti positivi al Coronavirus vorrebbero avere indicazioni chiare e precise. Voi medici di base siete in grado di fornirle?
"Noi medici di famiglia sicuramente siamo in grado di gestire i pazienti dal punto di vista sanitario, ma ci troviamo nella impossibilità di fornire notizie precise e certe sulla gestione amministrativa data la difficoltà di interpretazione delle norme in continuo cambiamento".

-Il vostro coordinamento con l’ASL lo ritenete sufficiente? E se no, cosa andrebbe migliorato?
"Non lo reputo sufficiente, manca una interfaccia individuata in un referente con il quale interloquire in caso di dubbi amministrativi e/o burocratici".

-Due notizie attuali: Il tampone si potrà fare gratuitamente dal medico di base. I Laboratori accreditati potranno rilasciare un referto valido a tutti gli effetti. Cosa ci dice?
"Ad oggi è tutto molto confuso e sulla carta. L’informazione mediatica porta solo disinformazione tanto che siamo già oberati di telefonate di pazienti che vorrebbero effettuare il test rapido presso lo studio medico. Ad ogni buon conto bisogna che gli organi di stampa specifichino che il suddetto test non è rivolto all’intera popolazione ma solo a determinate persone rispondenti a precisi requisiti. Per quanto riguarda la validità dei referti di laboratori privati, secondo la nota della Regione Campania del 29/10/2020, pur avendo valore il test molecolare effettuato presso i laboratori privati accreditati, i dipartimenti di prevenzione acquisito l’esito comunicheranno tempestivamente al paziente le relative decisioni sanitarie. Così si ricade nella burocrazia. Chi farà il certificato per la ripresa lavorativa del paziente?"

-Quanto influisce il condizionamento mediatico rispetto al comportamento dei pazienti? E con quale ricaduta?
"Moltissimo, perché il cittadino è subissato di notizie roboanti ( vedi test rapidi dai medici, campagne vaccinali, vaccino anticovid in arrivo ecc...) date da persone non sempre edotte in merito".

-Parliamo dei giovani medici. Cosa è stato sbagliato nel ricambio generazionale?
"Semplicemente è mancato il ricambio generazionale. Ad oggi la maggior parte dei medici di famiglia ha più di 55-60 anni".

-Ci sembra essere entrati in una dimensione surreale. Quali cambiamenti suggerisce per un migliore futuro in ambito sanitario?
"Sicuramente dare molto valore alla prevenzione implementando quella che è la medicina di base e potenziando e dando valore al territorio. Le lascio spazio per una sua dichiarazione che sia utile a chi ci legge. Caratterialmente sono ottimista pertanto mi auguro che la persone prendano maggiore coscienza e responsabilità individuali e quindi ridurre la compresenza di pericoli in questo momento (aumentare le distanze, utilizzare i mezzi di protezione individuali, arieggiare i locali, diminuire il tempo di permanenza, passare più tempo all’aria aperta ecc.. ) per ritornare quanto prima ad una quotidianità che è fatta di lavoro, scuola, spostamenti, incontri".

Grazie Dottoressa Iapicca per la sua disponibilità, per la sua chiarezza e non soltanto in merito alle dichiarazioni che ci ha rilasciato. Ringrazio il medico e la donna che sa ascoltare ed intervenire in maniera adeguata e mai frettolosa per ogni suo singolo paziente. La componente psicologica in un momento come questo è fondamentale. Ci piacerebbe pensare a persone come lei chiamate a formare le generazioni dei nuovi medici.

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