rotate-mobile
L'Oro di Napoli

L'Oro di Napoli

A cura di Redazione NapoliToday

Classifiche e curiosità sulla Napoli da vivere. Food, eventi, arte, cultura e tradizione: una guida sui tesori cittadini

L'Oro di Napoli

“Via dei Ponti Rossi”: perchè si chiama così

La strada ha ospitato un tratto dell'acquedotto romano, in tufo e mattoni rossi (da qui il nome)

Via dei Ponti Rossi è una lunga via panoramica che congiunge l’aria collinare di Capodimonte e quella a valle dell’Arenaccia e Piazza Carlo III. Con i suoi 2,5 km è una delle strade più lunghe di Napoli che collega la parte più verdeggiante della città a quella più cementificata. Ma perché si chiama così? Perché ha ospitato un tratto di acquedotto romano, in tufo e laterizi rossi (da qui il nome), parte dell'acquedotto del Serino (che porta l’acqua a Napoli e ai Campi Flegrei). I suoi resti sono oggi visibili nelle vicinanze di Piazza Carlo III.

La storia dell’acquedotto

L’acquedotto, lungo circa centodieci chilometri, fu costruito per volontà dell’imperatore Claudio (41-54 d.C.), anche se molto probabilmente l'opera fu iniziata da Augusto per assicurare un adeguato apporto idrico alla regione e alla zona di Capo Miseno dove spesso approdava la sua flotta. La struttura è quasi interamente sottoterra, costituita in parte da gallerie scavate direttamente nel tufo, mentre in alcune parti usciva all’esterno proseguendo su arcate. Alcune di queste sono ancora oggi visibili, come quella dei Ponti Rossi con i suoi archi di tufo rivestiti di mattoni rossi. L’acquedotto fu totalmente distrutto dopo la caduta dell’impero romano. Solo nel Cinquecento il viceré spagnolo, Don Pedro de Toledo, decise di far ricostruire l’antica struttura dando l’incarico all’architetto Antonio Lettieri di rintracciare l’origine del corso d’acqua. Il giovane napoletano scoprì che, ai tempi dei romani, era alimentato dalle sorgenti dell’Acquara, nella Valle del Sabato (nella città di Serino), e si estendeva per molte miglia. Alcune diramazioni conducevano l'acqua nelle zone di Nola, Pompei, Pomigliano d'Arco e Atella, mentre il tratto principale serviva l'area di Casoria e San Pietro a Patierno, giungendo fino alla località "Cantarelli" (Afragola) che prende il nome dai "cantari" (tubi nei quali l'acqua fluiva), diramandosi in diverse zone della città di Napoli. Poichè per restaurare l’acquedotto, secondo Lettieri bisgonava spendere ben due milioni di ducati (una cifra molto alta), il viceré decise di non iniziare mai i lavori.

La riqualificazione della zona dei Ponti Rossi

Seppur la zona dei Ponti Rossi è stata riqualificata con la costruzione nel 1628 del complesso di Santa Maria dei Monti, monastero tuttora esistente realizzato su progetto di Cosimo Fanzago, l’acquedotto venne escluso. Nell'Ottocento sono state costruite numerose ville rurali, mentre nel Novecento l'espansione urbanistica della città e la speculazione edilizia ha cancellato quasi del tutto la naturalezza dei Ponti Rossi. Oggi la via preserva ancora alcuni tratti di vegetazione e belle ville ottocentesche, tuttavia in più punti è sopraffatta da uno stato di grande incuria. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“Via dei Ponti Rossi”: perchè si chiama così

NapoliToday è in caricamento