Sabato, 20 Luglio 2024
L'Oro di Napoli

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A cura di Redazione NapoliToday

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L'Oro di Napoli

La storia di Vico Paradisiello

Una salita di 150 scalini, a due passi dall'Orto Botanico, che porta a un piccolo paradiso, tra orti, giardini, palazzi nobiliari e paesaggi mozzafiato

Vico Paradisiello è un piccolo paradiso nascosto situato alle spalle dell’Orto Botanico, precisamene su Via Veterinaria. Originariamente era la continuazione di via Michele Tenore, fondatore dell’Orto Botanico di Napoli, e autore di innumerevoli opere di botanica medica. Purtroppo l’ingresso del Vico non si nota facilmente, e chi passa di lì senza saperlo rischia di perdersi una bellezza unica. Il Paradisiello appare come una piccola porta attraverso la quale è possibile entrare solo a piedi. Una volta imboccato, si devono percorrere diversi scalini, centocinquanta per la precisione, coperti oggi da erba incolta e che diventano man mano che si sale sempre più stretti. Una volta giunti in cima ci si ritrova davanti a un cancello sbarrato di una villa maestosa e abbandonata, soprannominata dai napoletani “castello”, e alcune macerie di palazzi distrutti dal terremoto. Da qui la vista è davvero pazzesca: da un lato si può ammirare il Vesuvio e Castel Sant’Elmo, e dall’altro l'isola di Capri e il Centro Direzionale. Un panorama unico.

La storia di Vico Paradisiello

La storia di Vico Paradisiello si intreccia con la costruzione nel 1583 della chiesa Santa Maria degli Angeli alle croci, nei pressi dell’Orto Botanico. A quel tempo tutta l’area era costituita da campagna. Poi si iniziò a costruire: a destra il monastero di Sant'Eframo, a sinistra tutta l’area del Moiariello, e tra i due lati, iniziarono a comparire alcuni edifici lungo la salita del Paradisiello. A partire dal ‘700 poi il Paradisiello è diventato uno dei luoghi più ricercati dalla nobiltà che iniziò a costruire lì le proprie ville di “villeggiatura” a due passi dal centro, godendo del paradiso di vico Paradisiello.

Perché si chiama "Paradisiello"

Probabilmente il vico si chiama così perché era riconosciuto dall’immaginario collettivo come un vero e proprio piccolo paradiso lontano dal caos cittadino. Tuttavia, è anche attestato che un tempo questa area apparteneva ai francescani che, dove ora è via Michele Tenore, avevano il proprio cimitero. Si chiamava il Purgatorio. Più su del Purgatorio si trova il Paradiso (o Paradisiello).

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