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Giovedì, 13 Giugno 2024
L'Oro di Napoli

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A cura di Redazione NapoliToday

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La storia della Salita Cacciottoli

Una delle rampe più antiche e importanti che collegavano la parte antica della città alla zona collinare

Sebbene la Pedamentina e le Rampe del Petraio siano le più famose, il Vomero vanta altre numerose scale altrettanto antiche e suggestive. Tra queste figura Salita Cacciottoli, che un tempo collegava la parte bassa della città alla collina del Vomero (parte alta). Il percorso parte dalla zona di Sant'Antonio ai Monti (situata a valle di Corso Vittorio Emanuele, a poche centinaia di metri da Piazza Mazzini) per raggiungere Piazza Leonardo. Da qui (qualche decina di metri dopo aver intersecato il sovrastante Viale Raffaello) la salita si biforca: una parte sale ancora fino a Via Bonito, e un'altra sfocia in uno spazio denominato "Piazzetta Cacciottoli", da dove prosegue con il nome di “vico Cacciottoli”, alla fine del quale raggiunge via del Torrione, che in passato portava direttamente a San Martino.

La bellezza ‘perduta’ di un tempo

Oggi la Salita è una strada spezzata in tanti piccoli frammenti situati in vari punti della città, che ha perso quasi del tutto l’aspetto suggestivo che un tempo la caratterizzava. Versa in condizioni di degrado, puntualmente documentate e segnalate dai residenti, con erbacce alte oltre un metro e rifiuti che si accumulano tra i cespugli incolti che nascondono i caratteristici gradini di pietra vesuviana.

Prima che i suoi scorci venissero 'rovinati' da palazzi grigi e claustrofobici (conseguenza del nuovo assetto viario creato nel secondo Novecento), lungo la salita si incontravano case antiche, masserie, stalle, e una rigogliosa e suggestiva vegetazione. Sebbene, questa bellezza sia andata perduta, Salita Cacciottoli continua a figurare ancora oggi tra i percorsi pedonali più ricchi di storia e cultura della città.

Le origini del nome e la leggenda del sangue di San Gennaro

Il nome deriva da una famiglia di Procida, Cacciuottoli, che nel 1600 si trasferì in questo luogo del Vomero dove fece costruire una palazzo, poi diventato proprietà dell'Ordine monastico dei Pii Operai, oggi demolito, e una casina di controversa individuazione. Lo scrittore Gino Doria spiega che “uno dei Cacciottoli era il presidente della Camera di Cappacorta, e sposò la figlia del noto magistrato spagnolo Don Diego Moles”. Sulla Salita esiste un'antica leggenda: si dice che in questa zona vivesse la donna che raccolse il sangue di San Gennaro, conservandolo per anni prima di consegnarlo al clero napoletano. Dall'incontro tra il sangue ormai pietrificato e la testa del Santo sarebbe poi nato il prodigio che si ripete ancora oggi.

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