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Martedì, 30 Novembre 2021
L'Oro di Napoli

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A cura di Redazione NapoliToday

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Il rione Carità: il risanamento e la rinascita estetica della city napoletana

Comprende strade di grande rilievo come piazza Matteotti, piazza Municipio, via San Giacomo, via Medina, via Guantai Nuovi.  I primi nuclei edificatori nascono nel XIV secolo. La prima grande trasformazione nei primi decenni del '900

Il rione Carità sorge nel cuore di Napoli, nel quartiere San Giuseppe e comprende strade di grande rilievo come piazza Matteotti, piazza Municipio, via San Giacomo, via Medina, via Guantai Nuovi. I primi nuclei edificatori nascono nel XIV secolo e sono soprattutto edifici di corte satelliti del Castel Nuovo e strutture ospedaliere. Nel XVI secolo si registra un boom edilizio dopo che, nel 1499, sotto il regno di Federico d'Aragona, le mura che scendono per via Toledo fino a San Giacomo ed in particolare al Castel Nuovo.

La nascita dei mercati e la costruzione delle Poste

Nell'Ottocento vengono costruiti dei mercati, il più interessante ricavato nell'area conventuale di Monteoliveto, che crolla nel 1906 sotto il peso della cenere del Vesuvio. Al suo posto viene eretto il palazzo dell'INA. Con l'Unità d'Italia partono i progetti di riqualificazione di tutta l'area soprattutto grazie a Errico Alvino. Nel 1934 si procede alla demolizione della chiesa di San Giuseppe Maggiore. Con l'avvento del fascismo al potere i residenti del Rione Carità vengono espropriati dei loro beni immobili. Nel 1935 si apre via Armando Diaz e dopo poco anche piazza Matteotti, nome che assunse dopo la caduta del fascismo nel 44. Inizialmente era chiamata piazza della nuova posta e poi piazza Duca d'Aosta.

Il palazzo delle Poste e i Guantai Nuovi

Nell'area dei Guantai Vecchi sorgono palazzo Troise (dove ha sede NapoliToday) e il palazzo delle Poste completato nel 1936. Mussolini avrebbe voluto abbattere palazzo Troise in quanto oscurava le Poste, ma per motivi economici dopo uno studio di fattibilità realizzato dal podestà Giovanni Orgera rinuncia per motivi economici. La Casa del Mutilato di Camillo Guerra e la Questura sono completati nel 1940.

Dopoguerra e city a dimensione europea

Negli anni 50 si definisce la zona dei Guantai Nuovi. Furono cancellate la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, il Teatro dei Fiorentini, il mercato di commestibili di vico Bei Fiori e Belle Donne, il secondo palazzo di Egidio Tapia e il famoso ponte che lo univa all'originario. La city partenopea diventa oggetto di una nuova riqualificazione con la giunta Jervolino che tra il 2007 e il 2009 pedonalizza l'area tra piazza Municipio e via Cervantes, sottraendola dalla morsa del traffico degli anni precedenti.

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