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I 5 migliori struffoli di Napoli: dove comprarli

Ad averli portati in città pare siano stati i Greci al tempo della fondazione di Partenope. Il nome “struffolo”, infatti, deriverebbe dal greco “strongoulos” (arrotondato) e “pristòs” (tagliato), cioè pallina arrotondata e tagliata

Piccole palline di pasta fritta decorate con canditi e diavulille, e ricoperte da una cascata di miele. Stiamo parlando dei mitici struffoli, dolce tradizionale partenopeo, protagonista indiscusso delle tavole durante le feste natalizie. Tutti li conosciamo come un piatto nato dalla creatività culinaria dei napoletani, ma non è così. Ad averli portati nel Golfo di Napoli pare siano stati i Greci al tempo della fondazione di Partenope. Il nome “struffolo”, infatti, deriverebbe dal greco: precisamente dalla parola “strongoulos” (arrotondato) e “pristòs” (tagliato). Quindi uno “strongoulos pristòs" è la pallina arrotondata e tagliata. Qualcun altro la fa derivare da “strofinare”, il gesto che si fa per lavorare la pasta prima di tagliare le palline. C’è chi, invece, collega la radice della parola allo strutto (il grasso con cui anticamente venivano fatti e in cui venivano fritti). Altri ancora pensano che lo struffolo si chiami così perché “strofina” il palato, ovvero lo solletica con il suo dolce sapore. Nonostante sia un dolce molto conosciuto ed apprezzato nel mondo, gli struffoli hanno una larga diffusione solo nell’Italia Centro-Meridionale dove ne esistono diverse versioni, tutte più o meno simili alla ricetta che conosciamo ma con nomi diversi: a Roma e a Palermo, ad esempio, si chiamano “strufoli”; in Umbria e in Abruzzo “cicerchiata”, perché hanno la forma delle cicerchie; in Calabria “cicirata” o “turdiddi”. A distinguere lo struffolo napoletano dalle altre versioni è sicuramente la dimensione: la pallina di pasta fritta deve essere piccola piccola. Perchè? Perchè solo così aumenta la superficie di pasta che viene ricoperta dal miele, guadagnandone in sapore e dolcezza. Uno dei segreti per la riuscita del dolce è proprio il miele, che deve è un ingrediente fondamentale anche per il suo significato religioso. La sua origine affonda nella mitologia greca: rappresentava un alimento spesso identificato con la stessa ambrosia, il prezioso liquido con cui le divinità dell’Olimpo solevano nutrirsi. La Bibbia, invece, racconta che Sansone dopo aver estratto dal cadavere del leone ucciso un favo d’api e di miele pronunciò la frase “Dal divoratore è uscito il cibo, dal forte è uscito il dolce“ (cioè “dalla morte nasce la vita”). Per questo motivo il corpo del Bambin Gesù viene definito “roccia che dà miele”. Non è quindi un caso che gli struffoli siano un dolce tipicamente natalizio. Ma oltre al miele, sono necessari anche tutti gli altri ingredienti, nessuno è accessorio, dalla frutta candita ai diavolilli alla zucca candita (la famosa “cucuzzata” napoletana). Anticamente questo dolce veniva preparato nei conventi dalle suore che poi lo donavano a Natale alle famiglie nobili che si erano distinte per atti di carità. Oggi invece si preparano in casa o si acquistano in pasticceria. E, allora, vediamo dove comprare i migliori struffoli della città: i consigli di NapoliToday.

LEOPOLDO CAFEBAR

Sulla scia del grande successo dello storico tarallificio Leopoldo di Via Foria, negli anni ’70, è nato un brand, Leopoldo Cafebar, dedicato ai prodotti dolciari, torte e specialità rustiche napoletane. Uno sviluppo dell’azienda compiuto da uno dei figli del fondatore, Gianni Infante, che ha reso il marchio uno dei più famosi del food napoletano. Ad aver contribuito al successo anche Leopoldo e Nunzia, figli di Gianni, che hanno profondamente rinnovato il brand creando il nuovissimo store "senza glutine" in cui la classica tradizione pasticciera napoletana viene declinata in una nuova forma "buona per tutti". Tra i suoi dolci natalizi di punta ci sono gli squisiti panettoni artigianali e i mitici struffoli, preparati secondo la ricetta tramandata di generazione in generazione. Oltre alla versione classica, nel punto vendita "Leopoldo senza glutine" di Piazza Cavour, troverete anche la versione senza glutine.

Indirizzi: P.zza Dante, Via dei Mille, Spaccanapoli, Via L.Giordano, Piazza Cavour (Leopoldo senza glutine)

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