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A cura di Redazione NapoliToday

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L'Oro di Napoli San Ferdinando

Cosa vedere nel quartiere San Ferdinando: 6 luoghi imperdibili

Da Piazza Plebiscito al Castel dell'Ovo, dalla Galleria Borbonica alla Galleria Umberto I, NapoliToday vi accompagna in un tour alla scoperta delle bellezze del quartiere

Il quartiere San Ferdinando è tra le zone più suggestive e antiche di Napoli. Si stende tra i quartieri di Chiaia, nella zona verso il mare, Montecalvario verso il centro, e nella parte più alta verso il Vomero. Si affaccia sul lungomare fino a piazza Vittoria, e giunge fino a piazza Municipio scendendo per Trinità degli Spagnoli fino alla strada dello shopping, Via Toledo. Anticamente era chiamata Falero - come l'antico porto greco che si estendeva fra Santa Lucia e i giardini del Molosiglio - ma non era ancora un quartiere. ll quartiere vero e proprio è nato nella prima metà del XVI secolo quando è stato costruito il palazzo Vicereale, antica residenza dei viceré, poi sostituito, nel XVII secolo, dal Palazzo Nuovo (l'attuale palazzo Reale di Napoli). In questo periodo l’area si è popolata di numerose residenze signorili che, ancora oggi, caratterizzano fortemente il quartiere che ha il suo cuore pulsante in piazza del Plebiscito, tra le più grandi ed importanti piazze d’Italia.

Un tempo, San Ferdinando era anche il luogo delle attività culturali ed artistiche della città: qui, infatti, risiede il Gran Caffè Gambrinus, storico salotto letterario partenopeo e sede principale della vita mondana cittadina fin dalla fine dell’Ottocento, ma anche il favoloso Salone Margherita, cafè-chantant del centro, oltre che del Teatro San Carlo, tra i più famosi e prestigiosi teatri lirici del mondo. Insomma, San Feridiando è tra i quartieri più attrattivi e ricchi di storia di Napoli. Napolitoday vi accompagna in un tour alla scoperta dei suoi castelli, delle sue gallerie e dei suoi palazzi storici.

Castel Nuovo

Si chiamava “Nuovo” perché i “vecchi” erano Castel dell’Ovo, del I secolo a.C., e Castel Capuano, costruito intorno al 1160. Ma il suo vero nome - Castel Nuovo, appunto – ha avuto certamente meno fortuna di quello, più utilizzato, di Maschio Angioino. "Maschio" è una derivazione impropria di “mastio”, con cui si indicava la torre più alta di una fortezza che aveva funzioni di “ultima difesa” in caso di attacco; Angioino, è presto detto, deriva dalla dinastia che nel 1200 si stanziò nel Regno di Napoli. Fu Carlo I d’Angiò, in particolare, a richiederne la costruzione non solo come fortezza di difesa, ma anche come dimora reale. Della struttura originaria resta oggi soltanto la Cappella Palatina, in stile gotico: il castello fu infatti rimaneggiato da Alfonso V D’Aragona il Magnanimo, a partire dal 1443, anno del suo ingresso trionfale a Napoli dopo la vittoria sui Francesi. La sua struttura irregolare, trapezoidale, è circondata da cinque torri: torre di San Giorgio, del Beverello, dell’Oro, della Guardia, di Mezzo. Quattro sono in piperno e una in tufo, tre rivolte verso la terra, due verso il mare. Sempre agli aragonesi si deve lo spettacolare arco trionfale all’entrata. Castel Nuovo è oggi sede permanente del Museo civico di Napoli; al secondo e terzo livello della fortezza è ospitata, invece, la Biblioteca della Società napoletana di Storia Patria.

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