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Giovedì, 13 Giugno 2024
L'Oro di Napoli

L'Oro di Napoli

A cura di Redazione NapoliToday

Classifiche e curiosità sulla Napoli da vivere. Food, eventi, arte, cultura e tradizione: una guida sui tesori cittadini

L'Oro di Napoli

Cosa vedere a Piazza dei Martiri e dintorni

NapoliToday vi accompagna in un tour alla scoperta di antichi edifici e storiche ville da visitare in questa importante piazza napoletana (e nei dintorni)

Piazza dei Martiri è una delle piazze più belle ed eleganti della città. Un tempo si chiamava Largo di Santa Maria a Cappella Nuova: il nome deriva dalla chiesa che la sovrastava, poi demolita dai francesi perché pericolante. Fu costruita da Luigi Catalani per volontà di Ferdinando II di Borbone, che decise di dedicarla alle vittime dei Moti del 1848, e successivamente abbellita grazie all'intervento di Errico Alvino, l'architetto che aprì nel 1853 la via della Pace (oggi via Domenico Morelli) e che costruì sulla stessa via Palazzo Nunziante. Sulla Piazza si affacciano alcuni storici edifici come Palazzo Partanna e Palazzo Calabritto (con la sua omonima strada), e percorrendo qualche centinaio di metri è possibile raggiungere il lungo mare, la Villa Comunale e il Museo Pignatelli. NapoliToday vi accompagna in un tour alla scoperta di questi luoghi.

La Statua dei quattro leoni

Partiamo dalla Piazza, dove sorge la monumentale statua dei quattro leoni, costituita da elementi diversi che simboleggiano ciascuno un diverso momento storico della città, il cui filo conduttore è la lotta per la libertà del popolo napoletano. Al centro vi è una colonna già esistente in epoca borbonica: la statua della Madonna della Pace che era posta originariamente in cima fu sostituita da una statua di Emanuele Caggiano che simboleggia la “virtù dei martiri”. Alla base vi sono quattro leoni che raccontano la storia dei caduti partenopei in quattro drammatici eventi dei secoli scorsi: dal leone morente che raffigura i caduti della Repubblica Partenopea del 1799, al leone trafitto dalla spada che simboleggia i caduti carbonari del 1820; dal leone sdraiato, con lo statuto del 1848 sotto la zampa, in omaggio ai caduti liberali dello stesso anno fino all’unico leone in piedi, dedicato ai caduti garibaldini del 1860. Qualcuno ha sostenuto che le belve dovessero essere in realtà cinque e quella mai realizzata avrebbe dovuto rappresentare i napoletani caduti durante la lotta alla dinastia dei Savoia.

Statua dei leoni

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