Mercoledì, 17 Luglio 2024
L'Oro di Napoli

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A cura di Redazione NapoliToday

Classifiche e curiosità sulla Napoli da vivere. Food, eventi, arte, cultura e tradizione: una guida sui tesori cittadini

L'Oro di Napoli

Le 5 cose da vedere a Piazza Bellini e dintorni

Dai resti della Neapolis greca al Teatro Bellini, NapoliToday vi accompagna in tour alla scoperta dei luoghi da visitare nella piazza e nei dintorni

Situata sul Decumano Maggiore (una delle tre strade principali dell'antico impianto urbano greco), Piazza Bellini è da sempre uno dei principali luoghi di ritrovo intellettuale della città perché circondata da numerose sedi universitarie e molto vicina all'Accademia di Belle Arti ed al Conservatorio di San Pietro a Majella. La piazza prende il nome dal monumento in marmo dedicato a Vincenzo Bellini, uno dei compositori più celebri dell'Ottocento, realizzata da Alfonso Balzico nel 1886. Piazza Belini è anche crocevia di tre importanti strade del centro storico, via Port'Alba (alle spalle dell'antica porta onoraria della città), via san Sebastiano (nota come la via della musica in quanto concentrati in loco numerosi negozi di strumenti musicali) e via Santa Maria di Costantinopoli (la via che conduce al museo archeologico nazionale), e molto vicina al Complesso di Sant'Antonio delle Monache a Port'Alba (oggi sede della biblioteca della facoltà di "Lettere e filosofia”) e (sul lato opposto) Palazzo De Rossi di Castelpetroso (detto anche palazzo Mastellone). NapoliToday vi accompagna in un tour alla scoperta delle 5 cose da vedere a Piazza Bellini e dintorni.

Resti della Neapolis greca

Sul lato nord-ovest della piazza si possono ammirare alcuni resti delle mura della Neapolis greca, scoperte per caso nel 1954: costituivano parte di una torre annessa alla porta che doveva aprirsi sul Decumano maggiore. Lo scavo a cielo aperto, protetto da una ringhiera, è più in basso di circa 3 metri rispetto all’attuale livello stradale, ma si ritiene che fosse all’epoca sopraelevato rispetto al piano stradale. Napoli è infatti frutto di una successione di strati, di epoca greca (i più bassi) e poi romana. Questo tratto di mura, scoperto casualmente 60 anni fa, correva lungo il ciglio di una collina ora completamente spianata, alla sommità di un vallone. Secondo una prima datazione, le mura risalirebbero al IV secolo a.C., mentre oggi si è più portati a ritenere che siano del V secolo a.C.

Scavo

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