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L'Oro di Napoli

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A cura di Redazione NapoliToday

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Cosa vedere a Bacoli: 5 luoghi “imperdibili”

Dalla Piscina Mirabilis al Castello Aragonese di Baia, dal Parco Sommerso alla Casina Vanvitelliana, allo Schiacchetiello, NapoliToday vi accompagna in tour alla scoperta dei siti archeologici più famosi dell'antica città di "Bauli"

Bacoli è uno dei comuni, insiemi a quelli di Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto e Giugliano in Campania, che fanno parte dell'area vulcanica dei Campi Flegrei (ad ovest di Napoli). La zona è caratterizzata da un allineamento di sette vulcani, disposti su di un unico asse, formato dai crateri e resti di crateri corrispondenti a: Capo Miseno, il Porto di Miseno, il rilievo del centro antico di Bacoli, i due Fondi di Baia, il Golfo di Baia e Punta Epitaffio con il costone roccioso di tufo giallo che guarda verso Lucrino. La città di Bacoli fu fondata dagli antichi romani che la chiamarono “ Bauli ”. Divenne ben presto uno dei luoghi di villeggiatura più rinomati dell'Antica Roma, e successivamente, nell'età augustea, il principale avamposto militare e capitale elettiva della politica, della cultura e della mondanità insieme alla vicina Baiae . In seguito alla caduta dell'Impero romano poi la città decadde anche a causa di alcuni fenomeni geologici come il bradisismo e le erosioni.

Dell'antica " Bauli " si conservano oggi numerosi resti archeologici come le Cento Camerelle (sito archeologico momentaneamente chiuso), che costituivano una porzione delle immense ville patrizie che sorgevano dalle parti di Baia, la Piscina Mirabilis (di cui ne parleremo più avanti), la Villa del condottiero e politico romano Publio Servilio Vatia Isaurico (della quale rimangono alcuni resti in parte visibili e in parte inglobati in un ristorante) e la Tomba di Agrippina (madre dell'imperatore Nerone), di cui oggi è visibile solo una parte ( ma non visitabile all'interno). Ma i tesori conservati non finiscono qui. NapoliToday vi accompagna in tour alla scoperta dei siti archeologici VISITABILI più suggestivi e famosi di Bacoli.

Castello Aragonese di Baia (e Museo Archeologico)

Il Castello Aragonese di Baia nasce dai resti di un complesso residenziale, forse la "villa di Cesare" (Tacito afferma che la villa di Cesare si trovava su di un'altura dominante il golfo di Baia), che dominava tutto il Golfo di Pozzuoli fino a Procida, Ischia e Cuma. Iniziato dagli Aragonesi nel 1495 per difendere il golfo dalle incursioni moresche, il complesso fu il complesso fu radicalmente trasformato tra il 1538 e il 1550 dal vicerè spagnolo don Pedro da Toledo che provvide ad ampliarlo mantenendo la funzione di fortezza militare. Divenne prima carcere militare durante la prima guerra mondiale e nel 1926 sede di un orfanotrofio, nuova funzione che implica ulteriori e sostanziali modifiche.

Castello di Baia-6

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