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L'Oro di Napoli

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A cura di Redazione NapoliToday

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Le 4 chiese abbandonate (e tornate alla luce) nel Rione Sanità

Tra le ultime riaperte al pubblico c’è la meravigliosa Chiesa dei Cristallini (29 agosto scorso). Scopriamo quali bellezze custodisce, e quali altri luoghi di culto hanno rivisto la luce grazie all'aiuto di fondazioni, professionisti e associazioni

Nessun luogo incarna meglio del Rione Sanità l’anima misteriosa e allo stesso tempo contraddittoria di Napoli. Situato in una valle, ai piedi della collina di Capodimonte, nacque come luogo di sepoltura in età greco romana. Il suo sviluppo urbanistico si ebbe solo a partire dal XVII secolo, con la costruzione della Basilica di Santa Maria della Sanità, quando il Rione divenne sede prescelta da nobili e borghesi napoletani per le proprie dimore. Nel XVIII secolo le sue strade diventarono il percorso che la famiglia reale utilizzava per raggiungere la Reggia di Capodimonte dal centro della città. Poiché il tratto era molto tortuoso, fu costruito, per volontà di Giuseppe Bonaparte, tra il 1806 e il 1807, un collegamento diretto, il Ponte della Sanità, che unisce le due importanti strade cittadine: via Santa Teresa degli Scalzi e corso Amedeo di Savoia, unite originariamente sotto il nome di Corso Napoleone. Il Ponte, però, creò non pochi disagi al quartiere: di fatto, tagliò fuori gli abitanti dalla vita della città, isolandoli e creando terreno fertile per situazioni di criminalità e degrado che hanno travolto anche i monumenti e gli edifici storici.

Dal 2000, poi, con l'arrivo del nuovo parroco della Basilica di Santa Maria della Sanità, è iniziato un processo di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e umano del quartiere. Con l'aiuto di fondazioni, professionisti e associazioni, è stato possibile recuperare chiese ed edifici storici del quartiere creando tantissime opportunità di riscatto per i giovani. Tra le iniziative più importanti c’è il progetto “Luce al Rione Sanità”, avviato nel 2021 dalla Cooperativa La Paranza e finanziato da Fondazione con il Sud e Fondazione di Comunità San Gennaro insieme con Intesa Sanpaolo, e nato con l’obiettivo di contrastare le disuguaglianze, l’inserimento lavorativo di giovani in situazione di fragilità, la rigenerazione urbana in contesti marginalizzati e la valorizzazione dei beni culturali attraverso il contributo del Terzo Settore. Tra le azioni più significative del progetto c’è la riapertura al pubblico, il 29 agosto scorso, dopo bene 40 anni, della Chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini. La chiesa “azzurra” nel Rione Sanità è stata finalmente restituita al culto e all’inclusione sociale. Scopriamo le bellezze che racchiude questo luogo, e quali altri chiese abbandonate nel Rione Sanità hanno ritrovato la luce grazie alle iniziative della collettività.

Chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini

Dopo 40 anni di chiusura, la Chiesa dei Cristallini torna finalmente alla luce con un nuovo volto e un importante messaggio sociale. Gli interni sono stati dipinti con circa venti tonalità di azzurro da un gruppo di giovani del quartiere, tra i 16 e i 25 anni, insieme agli artisti Tono Cruz, Mono González e Giuliana Conte. Tono Cruz è un pedagogista prestato all’arte, un muralista originario di Gran Canaria (Spagna) che ha trovato al Rione Sanità la sua seconda casa. Qui l’artista, insieme ad un altro grande maestro, Mono González, ha dipinto di azzurro l’animo di un luogo colmo di storie e tradizioni da riscoprire. Ad aggiungere bellezza all’esclusivo lavoro svolto, è stato l’intervento dell’artista Giuliana Conte che ha realizzato i ritratti “ondeggianti” lungo la navata della chiesa. Oggi gli interni della chiesa sono decorati con i volti della gente del quartiere che raccontano come lì, nel corso del tempo, queste persone abbiano imparato a trasformare paure e fragilità in coraggio, per sé stessi e per i propri bambini. Per accompagnare l’esperienza immersiva nella chiesa dei Cristallini, la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, ha condiviso con il territorio un dono di Ennio Morricone che, nel 2013 - profondamente scosso dal naufragio avvenuto il 3 ottobre dal largo delle coste di Lampedusa, nel quale persero la vita almeno 386 migranti - compose di getto “La voce dei sommersi”, una partitura di cinque minuti e mezzo che unisce i rumori minacciosi delle onde del mare alla stessa voce di Morricone, il quale si immedesima in un migrante in fuga. L’altare attuale della chiesa nasce sempre in collaborazione con la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti. A realizzarlo sono stati i detenuti del laboratorio di falegnameria/liuteria del carcere di Secondigliano con la prua di una delle barche dei migranti. La chiesa è aperta gratuitamente al pubblico tutti giorni dalle 10 alle 13.

Chiesa Cristallini Bassa risoluzione.-2

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