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L'Oro di Napoli

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A cura di Redazione NapoliToday

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I 5 casatielli migliori di Napoli: ecco dove comprarli

Da Ambrosino a Grieco, da Moccia ad Antonio Rescigno a Carraturo: i consigli di NapoliToday

Pasqua è alle porte, e, come tradizione vuole, giovedì santo le mamme e le nonne napoletane si metteranno all’opera nelle loro cucine per la preparazione dei castelli, tòrtani, pastiere e chi più ne ha più ne metta. Tra le pietanze protagoniste delle tavolate pasquali il casatiello è sicuramente il più amato dai napoletani, non solo per il suo sapore unico, ma anche per il suo valore simbolico.

Il casatiello e il suo significato religioso

Il casatiello è il piatto che festeggia la resurrezione di Cristo. Le strisce di pane che ingabbiano le uova semisommerse nell’impasto, rappresentano la croce su cui morì Gesù e la sua corona di spine, mentre l'aspetto anulare è un richiamo alla ciclicità insita nella risurrezione pasquale. Il casatiello si ottiene dalla pasta del pane, quella fatta con la farina, l’acqua e il “criscito” (il lievito madre). Ha la forma di una grande ciambella, e viene farcito con uova, salumi, formaggi e strutto. Le massaie di un tempo tendevano ad arricchire il composto base del casatiello con tutti quei rimasugli commestibili che ancora avanzavano dalle provviste invernali e dalle preparazioni ottenute dal maiale. Oltre agli elementi già elencati, il casatiello contiene un ingrediente “fondamentale” che rende il suo sapore ancora più denso: la sugna, e cioè Il grasso del maiale. Un tempo la preparazione di questo rustico era considerata un vero e proprio rito: rappresentava una sorta di pulizia delle dispense, utilizzando tutte le piccole quantità di alimenti che altrimenti sarebbero stati buttati. Il nome “casatiello” deriva da “caseus” (“caso”) che nella lingua napoletana (cacio) vuol dire formaggio, e rievoca la cospicua quantità che se ne trova al suo interno.

Le origini del casatiello

Le sue origini sono antichissime, si fanno risalire alla Napoli prima greca e poi romana. Nella letteratura greca, in effetti, già si legge di pani conditi con diversi ingredienti. Inizialmente servito durante le feste primaverili in onore di Demetra o Cerere per i romani, diventa, poi, simbolo della Pasqua cattolica simboleggiando la corona di spine di Cristo. Nel 1600 Giambattista Basile lo cita insieme alla pastiera napoletana ne “La Gatta Cenerentola”, opera, che descrive i festeggiamenti del re per trovare la fanciulla che aveva perso la scarpetta. Si legge: “E’ venuto lo juorno destenato, oh bene mio: che mezzecatorio e che bazzara che se facette. Da cove vennero tante pastiere e casati elle? Dove li sottostate e le porpette? Dove li maccarune e graviuole? Tanto che nce poteva magnare n’asserceto formato”. Col tempo questa pietanza si è legata sempre di più alla Pasqua e ad una simbolicità religiosa che si ritrova nella decorazione con le uova, simbolo pasquale per eccellenza. Il casatiello non viene però consumato solamente la domenica di Pasqua, ma, essendo perfetto come pranzo al sacco, è diventato il protagonista immancabile delle gite fuoriporta e dei pic-nic tipici del lunedì di Pasquetta.

La differenza con il tortano

Attenzione a non confonderlo con il tòrtano, una versione che si prepara secondo lo stesso procedimento del Casatiello, ma che non è tipica delle festività pasquali e non è perciò decorata con uova. Esistono anche altre varianti di questo rustico: il casatiello dolce, ad esempio (preparato con uova, zucchero, strutto e decorato con della glassa in superficie), e altre varianti locali che prevedono differenze nella farcitura.

Dove comprare i migliori casatielli di Napoli

Ambrosino

Situato nel cuore del Vomero, con due punti vendita, Ambrosino è sì un panificio ma anche un punto ristoro dove poter gustare tantissime pietanze. Il locale propone un reparto “panificio” dove trovare le classiche pezzature di pane, come l’immancabile pane “cafone” dalla crosta croccante e l’interno morbidissimo, filoni, baguette, pani di vari tipi, forme e misure, taralli, focacce e pani aromatizzati e con farine alternative. Un reparto “rosticceria” dove, invece, trovare dalla classica frittura all’italiana alle pizze rustiche passando per i tradizionali timballetti, fino alle gustosissime sfogliate rustiche ripiene di verdure di stagione e, nel periodo pasquale, il magnifico casatiello napoletano, anche nella versione senza glutine.

Indirizzo: Via Kerbaker, 54 (panetteria, rosticceria, gastronomia) - Via Scarlatti, 49 (gastronomia, ristorazione)

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