Giovedì, 29 Luglio 2021
In giro con Antonia

Opinioni

In giro con Antonia

A cura di Antonia Fiorenzano

Andare in giro alla scoperta di ciò che accade incontrando personaggi e persone per raccontare storie, fatti e notizie dove non manca quel pizzico di curiosità. A cura di Antonia Fiorenzano

Le rocambolesche peripezie di Gassmann, Giallini e Tognazzi nella Napoli vintage di Ritorno al Crimine

Dopo i rimandi causati dalle chiusure dei cinema, Ritorno al Crimine di Massimiliano Bruno con il suo cast all star arriva in prima visione su Sky Cinema. Sequel di Non ci resta che il crimine è una divertente e bonaria parodia di Gomorra che già guarda al terzo capitolo della saga girato nella Napoli del ‘43

Un fumetto dal taglio ironico. Si ha questa sensazione nel vedere Ritorno al crimine, sequel del fortunato Non ci resta che il crimine diretto da Massimiliano Bruno e interpretato da Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Gianmarco Tognazzi, Edoardo Leo e lo stesso Bruno che ritornano in questo nuovo capitolo ispirato a Ritorno al futuro (del resto anche il titolo lo rimanda) con nuove avventure ambientate tra Napoli, Costiera e Roma che finalmente arrivano al pubblico lunedì 12 luglio su Sky Cinema dopo le peripezie distributive causate dai rinvii dovuti alla chiusura dei cinema.

L'adrenalina dell'azione e la spensieratezza date da Ritorno al Crimine sono un toccasana per quest'estate di ripartenza, anche per il messaggio di quanto sia importante l'unione, l’amicizia e la condivisione che in Non ci resta che il crimine è ancora più evidente.

Non ci resta che il crimine è un gioiellino della commedia nostrana che ha avuto il plauso del pubblico e della critica che senza prendersi troppo sul serio si diverte con i cliché dei dei viaggi nel tempo al cinema infatti nel titolo del primo film si omaggiano Benigni e Troisi e il loro “Non ci resta che piangere”. Nel primo film i tre amici d’infanzia Sebastiano (Gassmann), Moreno (Giallini) e Giuseppe (Tognazzi), cialtroni dal cuore d’ore, finiscono nella Roma dei Mondiali del 1982 imbattendosi nella banda della Magliana e del cattivissimo boss Renatino (Leo).

Una nuova avventura con un cast collaudato

Ritorno al Crimine si apre come si è chiuso Non ci resta che il Crimine con il viaggio di Sebastiano, Giuseppe e Moreno che con l’amico d’infanzia Gianfranco (Massimiliano Bruno) inseguono a Montecarlo l’ex pupa del boss che ha preso per sé il malloppo della banda della Magliana. Ormai sono ritornati al presente ma ignorano che alle loro calcagna c’è Renatino che non ha intenzioni amichevoli.

Il viaggio li porta in Costiera Amalfitana dove ritrovano Sabrina anziana (Loretta Goggi), sposata a un truffaldino mercante d’arte Ranieri (Carlo Buccirosso) e madre della scaltra Lorella (Giulia Bevilaqua). Inaspettatamente dovranno fare i conti anche con i gangster dal grilletto facile della nuova Camorra che per capriccio vogliono ottenere un autoritratto di Van Gogh.

Merito di un buon lavoro di scrittura, la vera forza del film sono i personaggi creati come eroi e antieroi dei fumetti che per le loro caratteristiche potrebbero diventare dei cult grazie anche al cast, unito, ormai, da anni di sodalizio artistico sia tra di loro che con il regista, tanto da avere uno spirito quasi da compagnia teatrale. Sono un gruppo di attori ben collaudato e in Ritorno al Crimine ognuno di loro fanno è protagonista di assoli memorabili: “I miei giocatori sono stati ancora una volta alcuni amici di sempre. Marco sugli affondi comici tira fuori sempre un coniglio dal cilindro ed ha a tratti una comicità spontanea che a me diverte moltissimo. Gassmann tornava a fare lo sciocchino, ruolo che lo diverte molto. Alessandro ha la grande capacità di non avere pudore nella comicità e raggiunge picchi esilaranti. Ho poi costretto Gianmarco Tognazzi a indossare nuovamente la parrucca riccia degli anni ‘80 e lui mi ha ripagato regalandomi un momento nel film che amo particolarmente, quando il suo personaggio, Giuseppe, si ritrova faccia a faccia con Pablo Escobar in uno dei momenti più esilaranti della storia” racconta Massimiliano Bruno “Attori come Giallini e Tognazzi sono istrionici e hanno dei picchi di improvvisazione e a volte bisogna liberi di lasciarli esprimere perché rendono ancora più divertente il copione”.

Citazioni e omaggi ai B-Movie in una Napoli vintage

Il successo di Non ci resta che il crimine ha fatto scattare la scintilla per convincere Bruno e il cast per un sequel che, in genere, crea sempre qualche titubanza, rischiando di non fare un film riuscito, ma non è il caso di Ritorno al Crimine, scoppiettante e ben costruito come il primo.

L’ironia è più accentuata ma non si cerca a tutti i costi la risata. Dalla Roma criminale degli anni ‘80 fatta di bische malfamate e bar fumosi che fanno pensare a Romanzo Criminale, si va in una Napoli dalle atmosfere vintage dove i nostri sgangherati e improbabili eroi se la devono vedere con i gangster della Camorra di ieri e di oggi, facendo il verso a Gomorra.

Si gioca di continuo con i generi: la commedia, il crime, l'action movie passando per il fantasy con tante citazioni a film e serie tv anche velate che vengono fuori nella fotografia, nella colonna sonora e nelle inquadrature con movimenti della macchina da presa improvvisi e ravvicinati che ricordano l'estetica dei B-movie polizieschi di fine anni ‘70 e inizi anni '80.

Si azzarda con l’altalena temporale che offre anche i momenti più divertenti. La storia di Ritorno al Crimine si articola su due piani temporali: il 2019 (anno in cui è stato girato il film) e il 1982.

Questo è uno dei punti a favore del film che piace anche a chi non ama i fantasy grazie all'ironia e a come si prendono in giro gli stereotipi, le frivolezze e i falsi miti soprattutto quelli diffusi nel terzo millennio attraverso il personaggio di Edoardo Leo, Renatino che attraversa anche lui il misterioso portale che unisce passato e presente per riprendersi il tesoro della banda portandolo nel 2019 per poi ritrovarsi a tentare il furto di un Van Gogh insieme a Ranieri che lo trascina a un party radical chic confrontandosi con gli usi e costumi della nostra contemporaneità che non capisce e mal sopporta. Renatino si muove come un pesce fuor d’acqua e,al tempo stesso, ha un’evoluzione: si placa e da spietato antagonista entra a far parte della ‘banda dei buoni’ formata dal trio Gassmann-Giallini-Tognazzi che, nel frattempo, sono di nuovo nel passato per una missione a Napoli per cercare nei Quartieri Spagnoli il violento camorrista O’Rattuso (Gianfranco Gallo).

L’amore per Napoli

Come Ritorno al Futuro, anche la saga ideata da Bruno è diventata una trilogia. La prossima stagione uscirà al cinema il terzo capitolo, C’era una volta il crimine che attualmente è in post produzione che come new entry avrà Giampaolo Morelli.

Anche per C’era una volta il Crimine è girato a Napoli. Massimiliano Bruno è rimasto così incantato da Napoli durante le riprese di Ritorno al Crimine che per il terzo film Bruno ha deciso di ritornare a Napoli per portare i suoi ‘eroi’ in un viaggio nel tempo un po' più lontano, ossia durante la rivolta delle Quattro Giornate di Napoli.

A Napoli ho lavorato con persone che hanno dato un apporto tecnico straordinario: veloce, professionale, organizzato. Non so per quale motivo, un certo tipo di stampa non leghi mai queste parole a Napoli usando come bandiera di Napoli la criminalità e altri argomenti. Napoli è ben altro. E’ una città meravigliosa dal punto di vista architettonico ed è immersa nell’arte. Il teatro e il cinema sono cose serie a Napoli con grandi nomi che hanno segnato la storia a livello mondiale. Paolo Sorrentino ha vinto l’Oscar ed è napoletano; Eduardo De Filippo è stato tradotto in circa 60 lingue ed era napoletano. Per non parlare di veri capi classe come Totò, Peppino De Filippo e Massimo Troisi. Napoli è cultura” afferma il regista entusiasmato dalla città partenopea tanto da dichiarare di aver vissuto una sorta di Sindrome di Stendhal “Avendo dei ciceroni che mi hanno portato a vedere dei luoghi di Napoli che mi hanno fatto innamorare in maniera magica. Tra me e la città c’è stato un colpo di fulmine che sono ritornato qui per girare anche il terzo film ambientandolo nella Napoli del 1943”.

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