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Lunedì, 29 Novembre 2021
In giro con Antonia

Opinioni

In giro con Antonia

A cura di Antonia Fiorenzano

Vanessa Scalera, Massimiliano Gallo e Carlo Buccirosso tornano in tv con Imma Tataranni: le interviste

Intervista ai protagonisti della serie tratta dai romanzi di Mariolina Venezia da questa settimana in onda in prima serata su Rai1. Per questa seconda stagione i toni saranno più da commedia per raccontare le avventure crime di un personaggio al femminile bizzarro e straordinariamente fuori dal coro

Imma Tataranni, il sostituto procuratore più famoso della tv, è tornata su Rai1 ed è più tosta che mai. Rientra nelle case dei telespettatori col passo implacabile che la caratterizza e con i suoi look eccentrici e dai colori mal assortiti. Con quella femminilità tutta controcorrente che non passa inosservata anche e soprattutto per le posizioni anticonformiste che esprime, per il tenace tener testa agli arroganti e per la battaglia che ingaggia contro ogni forma di ingiustizia. Impulsiva, ruvida, schietta al limite dell’offesa, intelligente e incredibilmente umana.

Saltata fuori dalle pagine di Mariolina Venezia, Imma Tataranni è stata l’outsider di Rai nel 2019, probabilmente, in pochi avrebbero scommesso un successo tale da arrivare a produrre una seconda stagione e, invece, è andata così. Se non ci fosse stato il Covid sarebbe arrivata molto prima ma adesso è pronta con 8 storie che saranno suddivise: 4 puntate in onda da stasera, mentre le altre 4 saranno trasmesse all’inizio del 2022.

Una donna che ha rivoluzionato la fiction italiana

Gran parte del successo di Imma Tataranni sta nell’attrice che è entrata nella pelle di Imma, Vanessa Scalera. Quando a settembre 2019 è andata in onda la prima puntata in molti si sono chiesti chi fosse quest’attrice che proviene da anni di teatro. Il regista Francesco Amato ci ha visto lungo perché lei ha saputo dare vita a un vero e proprio carattere proponendo una donna carismatica, sagace ma straordinariamente normale.

“Imma è insofferente e ciò lo condivido con lei. E’ una donna sui generis, non vuole piacere a tutti costi ed è la grande forza di Imma. Lei se ne frega di tutto e di tutti lo si vede anche nella scelta delle mise che indossa. È libera per questo piace a tutti” racconta Vanessa Scalera alla vigilia della prima puntata intitolata ‘Mogli e buoi’ “Ciò che invidio a Imma è la sua sicurezza. Cammina con petto in fuori e schiena dritta, mentre io qualche insicurezza ce l’ho e a volte mi ingobbisco”.

Imma Tataranni ha riconosciuto il talento di Vanessa Scalera aprendole le porte del cinema e della tv: “Essere Imma Tataranni mi ha cambiato la vita dandomi notorietà ma soprattutto mi ha dato l'opportunità di confrontarmi con i toni brillanti cosa in cui non mi ero mai cimentata prima di incontrare questo personaggio. Però, qualche mio tratto melanconico siamo riusciti a darglielo anche perché un po' tutti ci facciamo in conti con la malinconia”.

Una cosa è certa, una donna come Imma Tataranni non si è mai vista nella fiction italiana. E’ fuori dagli stereotipi stravolgendo completamente i canoni classici, soprattutto se si parla di una donna del Sud, di come affrontare e raccontare i personaggi femminili nella serialità italiana. E’ incredibilmente moderna: è una mamma e moglie multitasking ben lontana da essere un’amorevole donna tutta casa, lavoro e famiglia, poi è lei a tenere in pugno gli uomini facendo il buono e il cattivo tempo come dimostra la delicata relazione con il maresciallo Calogiuri (Alessio Lapice), bello quanto educato e più giovane di Imma e molto attratto da lei: “Per Calogiuri la sua dottoressa (come lui la chiama) è un super eroe e vorrebbe essere alla sua altezza. Si potrebbe dire che quando si trova davanti a Imma è un insieme di cose che vanno e vengono nella sua testa dove c' è anche una sorta di timore e riverenza verso di lei"spiega l’attore partenopeo Alessio Lapice.

Il fatto che faccia invaghire il suo aitante collaboratore pur non essendo la strabbellona con super fisico statuario è una di quelle caratteristiche apprezzate dal pubblico perché finalmente si rovesciano i ruoli: “Se Imma fosse stato un uomo nessuno si sarebbe troppo meravigliato del fatto di avere un debole per una persona più giovane nonostante amasse il coniuge. Anche per questo è un personaggio di rottura per la nostra serialità, perché non viene mai raccontata una donna che pur essendo felice nel suo matrimonio perde la testa per un altro uomo Imma continua a essere innamorata di suo marito Pietro ma questo non le proibisce di provare tensione sessuale per un altro essere umano. E’ normale, non c’è nulla da stupirsi”.

Massimiliano Gallo e Carlo Buccirosso: gli uomini di Imma Tataranni

In Imma Tataranni i ruoli uomo-donna sono costantemente ribaltati. Gli uomini che circondano Imma sono sbaragliati, talvolta travolti, dalla sua forte personalità. Imma sa tenere testa e prevalere sull’universo maschile: lo fa a lavoro dove è considerata la temuta e rompiscatole sceriffo di Matera, lasciando, il più delle volte, senza parole e incapace di replicare il suo superiore, il procuratore capo Vitali (Carlo Buccirosso) con il quale non ha certo un rapporto idilliaco. Nella vita matrimoniale invece a essere comprensivo e accogliente e a suo modo delicato è suo marito Pietro (Massimiliano Gallo), l’uomo dolce che molte donne vorrebbero avere accanto nei momenti no, sempre entusiasta e pronto a sostenere la moglie facendo da parafulmine per placare gli animi delle donne della sua famiglia. “Pietro è un uomo positivo e in questa stagione ha il sogno di aprire un jazz club. E’ legato alla famiglia, sa anche come gestire le crisi adolescenziali della figlia Valentina molto meglio di Imma che perde spesso la pazienza con lei. Pietro non è intimorito da Imma, ne è innamorato ed è consapevole delle dinamiche che hanno messo in atto nel loro rapporto. Può sembrare fragile ma è molto centrato ed equilibrato riuscendo a essere un punto di riferimento per Imma quando lei perde la bussola'' dice Massimiliano Gallo parlando del suo personaggio.

Massimiliano Gallo è considerato il volto maschile della serialità Rai dove non mancherà a inizio anno il lancio di Vincenzo Malinconico, Avvocato. La sua presenza fa da ideale staffetta tra I Bastardi di Pizzofalcone,che si è appena chiusa con soddisfacenti risultati lasciando sempre a bocca aperta gli spettatori, e l’inizio della seconda stagione di Imma Tataranni, sostituto procuratore, due crime tratti da opere letterarie che mostrano il meglio dell’Italia Meridionale: “Siamo contenti di come siano andati I Bastardi di Pizzofalcone. Il nostro auspicio è di lavorare per tornare al più presto” commenta Gallo accendendo le speranze dei fan de I Bastardi.

Per Gallo, il modo in cui raccontato Pietro ha rivoluzionato il ruolo dell’uomo all’interno della serie. Lui è un ‘mammo’ ma senza perdere la sua mascolinità: “Vanessa e io ci siamo subito amati artisticamente. Recitare con lei è come essere musicisti di un’orchestra che sanno suonare bene insieme. Poi, per quanto riguarda la scrittura i nostri Pietro e Imma sono una novità dando una nuova idea di coppia: lei affermata nel lavoro in una città come Matera, lui è più casalingo e bada alla famiglia. Sono una coppia davvero moderna e secondo me fanno storcere il naso anche a chi si professa evoluto. Una grande scommessa riuscita”.

Massimiliano Gallo si approccia al personaggio con tocco scanzonato, un po' anche svampito, perché Pietro è un puro, a volte sta in una dimensione tutta sua dove ci sono i suoi fumetti e il suo jazz: “Ho affrontato Pietro pensando a come agirei se io fossi lui. Adoro gli attori che scompaiono dietro ai personaggi e io cerco di fare così con tutti i personaggi per dare interpretazioni lontane tra loro. All’interno del racconto di Imma Tataranni e delle altre storie alle quali lavoro metto il mio modo di vedere e di vivere quei ruoli”.

Massimiliano Gallo muove le fila più divertenti di Imma Tataranni, sostituto procuratore che per questa stagione è più ricca ed è orientata verso la commedia. A dargli man forte su questo versante c’è un altro attore napoletano, Carlo Buccirosso, l’odioso e sbrigativo Vitali.

In questa stagione vediamo Vitali in una dimensione più umana. Forse anche più comprensivo nei confronti di Imma che lui giudica una donna terribile. È un uomo che tiene alle tradizioni, scaramantico ma quest’anno capiamo che è anche attaccato alla famiglia, lo vediamo alle prese con il rapporto con il figlio adottivo, Gabriele, ambientalista seguace di Greta Thunberg" sottolinea Buccirosso il quale è convinto che la forza della serie stia su come sono costruite le singole storie dei personaggi “Questo giusto mix tra commedia crime e il privato dei personaggi è ben dosato, senza che si perda di vista la storia. Inoltre fa scoprire un bel manipolo di attori nuovi che in genere non vediamo al cinema e in tv. Poi sono contento di essere diretto da Francesco Amato che è un buon regista e sa bene come dirigerci" .

Un cast teatrale

Vanessa Scalera, Massimiliano Gallo e Carlo Buccirosso vengono dal teatro così come buona parte del cast della serie. C’è stata molta cura nel scegliere gli attori, anche quelli che hanno poche battute, sono credibili perché si punta sulla qualità attoriale, facendo alzare il livello della fiction ed merito del reclutamento del cast fatto nei teatri abbattendo gli steccati che in passato ci sono stati tra teatro e tv.

Di questo avviso è Vanessa Scalera: “La nostra formazione teatrale ha aiutato a creare Imma Tataranni in tv. Imma ha i colori del teatro. Poi trovo molto interessante che adesso i registi e direttori dei casting stanno iniziando a fare scouting nei teatri anche in quelli più off. Quando ero più giovane io avrei pagato oro per avere un regista presente in quelle piccole sale. Finalmente si sta capendo che in teatro ci sono attori di qualsiasi età pieni di talento e che possono dare molto sia al cinema che alla tv. La palestra dell'attore è in teatro è lì che si forma quindi penso che qualcosa stia cambiando e in meglio”.

Della stessa idea è Massimiliano Gallo: “Per fortuna c’è stato un cambio di registro dovuto da molteplici fattori tra questi c’è la velocità delle produzioni nel girare storie complesse e quindi ha bisogno di attori che riescano anche capire i mezzi tecnici. Un attore che comprenda il linguaggio e i tempi sia teatrali che dell’audiovisivo è sicuramente più strutturato. E’ una cosa sistematica che avviene per gli attori inglesi, francesi e americani provenienti dal teatro ma che sono prestati al cinema e alla tv. Per anni c’è stato un equivoco in Italia in un periodo in cui anche nelle produzioni italiane predominava il doppiaggio, adesso con la presa diretta e un’asticella più elevata stanno facendo cambiare rotta notando e scegliendo attori teatrali”.

Per Carlo Buccirosso non ci sono differenze tra attori che lavorano in cinema, teatro e tv: “ Non vanno fatte questo tipo di distinzioni. Il risultato deve essere lo stesso per essere credibile e arrivare nel cuore delle persone. L’attore deve essere in grado di superare le difficoltà che si presentano sia dietro le quinte teatrali che su un set. Secondo me, se un attore non riesce a esprimersi in una o in due di queste forme non è completo”.

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Girare a Matera durante la Pandemia

Fondamentale è Matera che sospesa tra passato e futuro, contribuisce a dare fascino ai delitti che l’anticonformista Imma indaga. Con i suoi tacchi rumorosi corre su e giù mettendo al centro il legame con il territorio dove lei ne diventa il simbolo di un mondo per certi versi ancora arcaico ma che va avanti, che si muove per cambiare la società e forse anche la visione della donna

Girare a Matera in un periodo di Pandemia le riprese della seconda stagione di Imma Tataranni ha dato ancora più autenticità alla serie restituendo un’atmosfera più intima.

Una lavorazione durata 7 mesi che è stata faticosa in tempo di Covid. Questa criticità ha generato negli attori, nel momento della ripresa, il bisogno di lasciarsi andare e divertirsi.

La complicità e l’armonia che c’è stata tra cast e è troupe è il plus della seconda stagione e il regista Francesco Amato ne è convinto: “Una volta dismessa la mascherina, i nostri interpreti erano finalmente proiettati in una dimensione tataranniana in cui l’ironia, la complicità brillante, potevano finalmente avere luogo di cittadinanza. Ne abbiamo tutti approfittato. In quei momenti ci siamo davvero goduti la nostra “vacanza” dal reale. Credo che questo abbia dilatato l’orizzonte della commedia e il bisogno di giocare in ogni puntata con generi cinematografici diversi spaziando dalle atmosfere western della prima puntata a quelle fantascientifiche del terzo episodio ‘Dai Sassi alle stelle’ girato in un Centro Spaziale sulla Murgia”.

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