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Lunedì, 17 Gennaio 2022
In giro con Antonia

Opinioni

In giro con Antonia

A cura di Antonia Fiorenzano

Andare in giro alla scoperta di ciò che accade incontrando personaggi e persone per raccontare storie, fatti e notizie dove non manca quel pizzico di curiosità. A cura di Antonia Fiorenzano

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Ivana Lotito (Azzurra): "Gomorra ha fatto solo del bene. E' stato un piccolo miracolo"

Ha salutato la sua Azzurra che in questo ultimo atto della serie è il vero personaggio clou che sorprenderà tutti. Adesso l’attrice vuole mettersi in gioco, sfidando sé stessa per sperimentare ruoli che siano fuori dai canoni. L'intervista di NapoliToday a Ivana Lotito

Mentre eravamo a Londra per le riprese della IV stagione comprendere come Genny e tutti i personaggi della serie fossero dei miti ci ha dato tanta soddisfazione. Riconoscevano Salvatore Esposito e noi altri del cast ed è stato bellissimo scoprire quanto fosse così seguita in un altro Paese”, ricorda divertita Ivana Lotito, la protagonista femminile della quinta e ultima stagione di Gomorra che in queste prime due settimane di programmazione sta catalizzando gli spettatori ansiosi di scoprire come andrà a finire il rapporto d’amore e odio, di fratellanza e antagonismo tra Genny Savastano e Ciro Di Marzio.

Tra i tanti azzardi produttivi di Gomorra – La Serie c’è la voglia di scovare e di puntare su un cast composto da talenti sconosciuti o quasi proponendo attori che oggi sono diventati volti familiari lanciando le carriere di molti di loro. Tra questi c’è Ivana Lotito che, dalla seconda stagione, dà corpo e anima a uno dei personaggi più contrastanti, Azzurra Avitabile moglie e grande amore di Genny.

In questa stagione finale la sua Azzurra è il cardine di tutto ciò che avverrà. Genny l’ha lasciata, si è dato alla latitanza. Tutti i sogni che avevano sono crollati in un attimo: il consorzio, l’aeroporto, tutto perduto. Ma Azzurra non può lasciarsi abbattere. Suo marito ha fatto la sua scelta, ma lei ha Pietrino di cui occuparsi e farà di tutto per tenerlo al sicuro, lontano da suo padre e da tutto ciò che rappresenta. Anche perché, ora lo sa, Genny non rinuncerà mai a quel mondo. Quello però che Azzurra non ha considerato è che da quel mondo non è facile fuggire.

Ivana Lotito ha un approccio alla vita gioioso, forse anche leggermente fuori dal comune. Ha un look smart casual, un taglio di capelli sofisticato e sbarazzino. Trasmette un’energia positiva contagiosa, unita all’innata voglia di mettersi in gioco.

La sua Azzurra ormai è lontana da lei, eppure Ivana dice di sentirla vicina come se fosse una persona di famiglia. Nel suo sguardo luminoso qualcosa luccica quando descrive l’addio a quel set che va ben oltre la grande occasione professionale: “Era una gioia andare sul set di Gomorra. Per me salutare i miei compagni di scena è stato doloroso. Ormai sono dei pezzi del mio cuore ai quali sarò sempre grata. Sono dei punti di riferimento artistici importanti e spero di rincontrarli presto sui prossimi set”.

Intervista a Ivana Lotito

Ivana, sei consapevole che il finale di Gomorra è atteso al pari di come sono stati attesi il Trono di Spade e Lost?

Aver fatto parte di Gomorra la percepisco come una cosa così personale e familiare, alla quale sono talmente affezionata, che, a volte, dimentico che appartiene a tutti e che, effettivamente, il finale della serie possa essere atteso con lo stesso fermento de Il Trono di Spade. Sono felice che le prime puntate siano andate benissimo e so che sono anche molto piaciute agli spettatori”.

Personaggi dagli echi shakespeariani, soprattutto, nei personaggi femminili, ammalianti e sorprendenti. Emerge anche un altro modo di rappresentare la donna nel crime e nella serialità italiana.

E’ verissimo! Credo che i personaggi femminili siano descritti attraverso la profondità. Sono tridimensionali, proprio per la loro complessità. A volte, sono la chiave di volta. In alcuni casi hanno un esercizio del potere plateale, mentre, in altre circostanze, sono costrette a subire anche se influenzano le azioni degli uomini. Per esempio, Azzurra è animata da una forza interiore ed emotiva. Lei conosce benissimo il linguaggio criminale ed è anche abile a metterlo in pratica ma agisce in virtù dei suoi sentimenti. Tutto quello che fa lo fa per amore di Genny e di suo figlio Pietrino. Un po' come Desdemona, lei ha scelto il suo uomo andando contro tutto e tutti. Anche in questo mondo criminale, dove non ci può essere spazio per i sentimenti perché le priorità sono altre, comunque, c’è la vibrazione sotterranea dell’amore”.

Azzurra, a tratti, è il personaggio più contraddittorio, potrebbe spiazzare lo spettatore. Tutto nell’aria rivela che sorprenderà, rendendola quasi pericolosa. Mi sbaglio?

Chissà, potrebbe anche esserci quest’opzione. Lei non è un personaggio lineare. In ogni stagione ha avuto dinamiche narrative molto diverse e sempre più profonde. In questa stagione le sue sfumature emotive verranno sempre più fuori. E’ in bilico. Ritengo che in questa stagione Azzurra sia centrale. Si trova in uno stato di pericolo e proprio per il ruolo che ricopre su di lei si riverseranno tutte le strategie dei nemici di Genny. Ma, non è escluso che lei potrebbe essere brava a giocarsi le sue carte in modo molto intelligente. Staremo a vedere cosa accadrà...”

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Si è parlato tanto di una serie diventata così iconica per le scene, le citazioni e anche per le parodie. Secondo te, cosa non è stato ancora detto su Gomorra?

Secondo me, verrà fuori nel tempo quando si avvertirà un vuoto, perché Gomorra è stato davvero un piccolo miracolo: si è verificato qualcosa di straordinario dove convergono tanti fattori che, messi insieme, hanno goduto di una sintonia unica e meravigliosa. Gomorra ha fatto solo del bene. C’è stata una partecipazione affettiva e umana che ha coinvolto ogni singola persona non solo del cast artistico e del team produttivo ma anche di tutta la troupe. Io so per certo che non ritroverò più ciò che ho vissuto sul set di Gomorra. Sarà irripetibile! Credo che la stessa cosa l’avvertirà lo spettatore perché c’è stata un’affezione carnale verso i nostri personaggi, dando fiducia a questo prodotto che non ha mai ingannato, non è mai stato compiacente, senza mai cercare l’alternativa più facile e scontata. Lo spettatore di Gomorra è critico e sa dare una lettura intelligente a ciò che vede”.

Cosa ti porti dietro di Gomorra che assolutamente sarà sempre con te anche nell’approccio che darai alle prossime esperienze professionali?

Ho imparato a osservare il lavoro degli altri per comprendere come poter migliorare il mio. Ma ciò che mi porterò dietro è il modo in cui si costruisce un personaggio. Quello che mi porterò dietro come monito è di non pensare mai personaggi come a prima istanza sarebbe ovvio credere. Cercare di destrutturare il personaggio per trovare l’opposto perché nulla è mai come sembra anche la reazione più istintiva va messa in discussione, cercando i dettagli meno scontati. Poi un’altra caratteristica a cui darò molta importanza è la forza dell’improvvisazione. In Gomorra abbiamo spesso improvvisato. A volte è capitato che io e Salvatore avessimo delle scene in cui ci fossero dei dialoghi semplici e che poi provandoli diventassero feroci o passionali. Ciò dipendeva dallo scambio e dall’empatia che c’è tra me e Salvatore, perché insieme diamo vita a qualcosa, così come la chimica che c’è tra lui e Marco dà vita a qualcosa condizionando la narrazione stessa”

Ha dato una virata alle vostre carriere. Ciò vi ha reso più coesi e uniti sia tra di voi che con i registi. Questo stato di grazia quanto ha contribuito a determinare successo?

Noi ci vogliamo un gran bene e ciò ha aiutato molto. I registi l’hanno colto e hanno avuto sempre molto coraggio nel lasciare spazio all’improvvisazione permettendo al momento stesso di definire una tensione e una temperatura emotiva. Ci hanno permesso di ‘riscrivere’ delle scene con azioni e battute nate lì per lì sul set. In futuro, spero di avere la fortuna di incontrare registi come Sollima, Francesca Comencini, Claudio Cupellini e Marco D’Amore perché non hanno mai dato nulla per scontato, tenendo conto che noi attori siamo esseri pensanti. Ci hanno trattato come se fossimo anche noi degli autori, si sono fidati del loro istinto creativo però hanno saputo sfruttare tutto di noi, Il nostro modo di parlare, il nostro modo di fare, il nostro modo di essere e la nostra fisionomia hanno condizionato la scrittura, siamo diventati l’ispirazione degli sceneggiatori e dei registi. In quest’ultima stagione Marco si è basato su come sono io come attrice per dare una nuova dimensione ad Azzurra”.

Dopo Gomorra e Romulus ti lanceresti in un altro progetto seriale considerando la grande importanza che le serie tv stanno avendo anche da noi per qualità di scrittura e riconoscimenti?

Assolutamente sì, mi lancerei totalmente in un nuovo progetto seriale. Credo che le serie diano la possibilità di fare un lavoro molto più completo e di essere anche più vicini al pubblico, quasi come se si entrasse nella sua famiglia. Mi piacerebbe creare un personaggio differente da Azzurra o Gala di Romulus, anche per dare un’idea di attrice che non sia uguale a se stessa. Il linguaggio della serie permette di fare un lavoro approfondito sul personaggio, facendolo evolvere rispetto all’inizio, cosa che, per una questione di tempi concentrati, è impossibile al cinema. Pochi casi esclusi,in Italia si è sperimentato di rado ma le cose per fortuna stanno cambiando a livello di scrittura raccontando in modo originale l’universo femminile. Per noi attrici potrebbe essere una bella svolta...”

Dopo Azzurra cosa c'è per Ivana Lotito?

Si stanno muovendo delle cose ma è ancora presto per parlarne. Però, mi piacerebbe molto sperimentare, essere in progetti che sconfinino le barriere geografiche per lavorare in altre terre e interfacciarmi ad altri linguaggi. Mi piacerebbe interpretare dei personaggi femminili nuovi in storie dove il dramma e l’amore si intreccino nel modo più vero possibile. Mi piacerebbe molto sperimentare anche con la fisicità misurandomi con ruoli in cui dovrei ingrassare, dimagrire e imbruttirmi. Vorrei essere in produzioni che siano fuori dai canoni, lontano dagli stereotipi. Sarebbe bello approfondire il linguaggio fisico anche attraverso il ballo. Mi piacciono le sfide e voglio mettermi alla prova anche per cercare di superare i miei limiti.”

Con quale regista dimostreresti la stessa fermezza e ostinazione di Azzurra per farti scegliere?

Mamma mia è difficilissima questa domanda. Non credo che per farsi scegliere bisogna dimostrare la ‘cazzimma’ di Azzurra (ride ndr). Penso che debba essere spontaneo, dovrebbe esserci un feeling simile a quello che scatta quando scegliamo la persona di cui ci innamoriamo. Deve avvenire un riconoscimento e un senso di appartenenza dove sia regista che attore con uno sguardo pensino ‘ci siamo capiti’. Mi piacerebbe lavorare con registi che riconoscessero in me una verità, riuscendo anche a rispecchiarsi in me. E’ impossibile fare dei noi, sono davvero tanti i registi italiani e stranieri, sia super famosi che giovani bravissimi con cui mi piacerebbe lavorare perché hanno una loro visione e una loro cifra stilistica.”

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