I media e Napoli

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Polemiche su "Antidoping" di Rai2: "Il Napoli è primo ma parlano di camorra e scippi"

La trasmissione di approfondimento sportivo a cura di Enrico Testa e condotta da Alessandro Antinelli si è ieri concentrata sul Napoli, suscitando però molte reazioni indignate fra tifosi azzurri e non

Antidoping

Verificare se tutto era come sembrava”. È quanto si propone di fare 'Antidoping', trasmissione di approfondimento sportivo di Rai 2 a cura di Enrico Testa e condotta da Alessandro Antinelli. Ma la “verifica” della puntata di ieri ha scatenato un vespaio tra i tifosi del Napoli.

Invece di parlare di calcio, trattando del Napoli primo in classifica, parlano di camorra, totonero, scippi...”, riassume la pagina Facebook 'Terroni di Pino Aprile'. “Molte proteste da parte di lettori (qualcuno specifica: non sono tifoso del Napoli, ma è intollerabile che facciano questo)”.

Nell'occhio del ciclone le interviste proposte, il loro montaggio, in generale l'impressione di voler ritornare su argomenti per nulla di attualità. E, in particolar modo, ha suscitato proteste una grafica riportante le rapine subite dai calciatori azzurri, tipologia di notizia già in passato trattata dall'informazione Rai in modo non unanimemente condiviso.

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Anche Angelo Forgione, scrittore già autore del libro 'Dov'è la vittoria' - a proposito dello strapotere del Nord nel calcio – ha sottolineato sui social la vicenda. “Il Napoli profuma di scudetto e allora torna una certa narrazione che invece è un po' rancida – spiega Forgione - Vero, vincere a Napoli è molto più difficile che altrove, e magari si raccontasse che è per localizzazione geografica, perché è Sud, e la camorra è solo una delle tante conseguenze della malaunità ad incidere sulle possibilità di chi opera nel Mezzogiorno”. “Magari si raccontasse una Napoli più completa, non solo quella popolare e delle percepite miserie – conclude – A Chiaia, al Vomero e a Posillipo si tifa per gli azzurri esattamente come nei quartieri più difficili, ma non interessa perché non sarebbe l'unica Napoli che conviene raccontare”.

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