Emiliano Dario Esposito

Opinioni

Emiliano Dario Esposito

Giornalista NapoliToday NapoliToday

Elezioni a Napoli, la settimana: tra soldi, sovranisti e minestroni

Torna "Comunali in Pillole": due settimane di campagna elettorale a Napoli in un solo articolo. Conveniente, no?

Bentornati ad “Comunali in Pillole”, la rubrica per chi è talmente interessato alle prossime amministrative napoletane che non si aggiorna quotidianamente.

Chi sono i candidati

Ci eravamo lasciati con Gaetano Manfredi che chiudeva a “trasformisti ed impresentabili”, ci ritroviamo con Manfredi che carica sul suo carro Azzurri per Napoli, compagine di fuoriusciti da Forza Italia. "La politica è cambiata. Siamo in un periodo storico dove impera il sovranismo. Con queste persone che vengono da Forza Italia condividiamo la lotta ai sovranisti”, ha spiegato l'ex rettore della Federico II. Insomma il buon vecchio fronte comune che un tempo ormai lontano faceva sì il centrosinistra si alleasse con Clemente Mastella contro Berlusconi. E che oggi, a pensarci bene, fa sì il centrosinistra a Napoli si allei effettivamente proprio con Clemente Mastella (“spirito guida” di Azzurri per Napoli).

Intanto l'ex candidato civico e ora Politico (“con la P maiuscola”) Catello Maresca ha siglato un accordo con “Napoli Capitale” di Enzo Rivellini (ex Fratelli d'Italia, ex Alleanza Nazionale, ex Forza Italia/PdL), annunciato che al ballottaggio non farà alleanze, è cambiato il suo portavoce – non più l'ex Sky Paolo Chiariello, si è affidato ad un'agenzia di comunicazione in quota Lega. Un patto strettissimo quello tra il magistrato in aspettativa e il Carroccio, che secondo Carlo Tarallo di Cronache frutterà a Maresca (il quale ha già smentito) un posto in Parlamento in caso di sconfitta a Napoli. Il candidato del centrodestra ha anche attaccato Manfredi a proposito di “liste pulite” (il dito è puntato anche in questo caso su Azzurri per Napoli) e rimarcato insieme a Martusciello di Forza Italia, in più occasioni (davvero, in troppe occasioni), le origini nolane dell'ex rettore della Federico II. Avete presente Insigne che quando è campione d'Europa diventa orgoglio partenopeo ma quando sbaglia un gol si trasforma per qualcuno ne “il frattese”?

Minestroni, confluenze e Bassolino

Alessandra Clemente dal canto suo ha rimarcato di essere la candidata più giovane nella storia delle elezioni a Napoli, rivendicato quanto fatto con l'amministrazione de Magistris nonostante l'assenza di soldi (“problema di cui gli altri si stanno accorgendo solo adesso”), e sottolineato che lo schieramento a sostegno di Manfredi si sta configurando come “un minestrone”, “un mappazzone”. Attacco che ha prestato il fianco alla risposta di Marco Sarracino, segretario cittadino del Pd, il quale ha sottolineato l'obiettivo di evitare “proprio il minestrone elettorale che ha costruito la compagine politica che ha governato Napoli in questi anni”. Leggasi la maggioranza “de Magistris” di cui è espressione proprio Clemente.

E se Sergio D'Angelo dopo un significativo contributo si è ritirato dalla competizione rendendo nota la sua convergenza su Manfredi (disse ironico: “Io appoggiare Manfredi? E perché non Bassolino invece?”), proprio Antonio Bassolino ha spiegato a Teleclubitalia che ci crede ancora, che il Pd ha sbagliato a non puntare su di lui, che non si è certo candidato (vista l'età) per fare carriera ma anzi lo ha fatto per essere ricordato.

Il banner della discordia

A margine, concludiamo con uno degli episodi più gustosi degli ultimi giorni, ovvero il banner con cui Manfredi di fatto ha rivendicato i 246 milioni in arrivo a Napoli per il decreto “Sostegni bis”.
Il Patto per Napoli funziona – ha scritto su Facebook – Dal Parlamento è arrivata la prima risposta concreta alle nostre sollecitazioni in tema di bilanci comunali”. L'ex rettore e il suo staff sono riusciti però, più che a convincere gli elettori, a mettere d'accordo tutti gli avversari. I quali hanno smentito (a ragione) in coro la rivendicazione. La risposta più tecnica è di Catello Maresca: “C'è bisogno di fare un'operazione di verità: quei soldi nulla hanno a che vedere con il famigerato Patto per Napoli. Si tratta, infatti, di fondi che arrivano a ristoro degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2021, che boccia la normativa sulle anticipazioni di liquidità agli enti locali. I cittadini meritano di sapere come stanno le cose”. Tutti d'accordo, eccetto chiaramente Manfredi.
Che però con gli altri su un'altra cosa invece concorda: serve una data per le elezioni. Ad oggi, incredibilmente, non è stata ancora fissata.

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