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CATTIVI PENSIERI

Opinioni

CATTIVI PENSIERI

A cura di Massimo Romano

De Luca e l'irrefrenabile passione per l'America del proibizionismo

L'ultima ordinanza del presidente della Regione Campania vieta il consumo di pizzette e bibite in strada durante le feste. Un provvedimento che sembra andare oltre le motivazioni sanitarie

Basta un alito di vento per trasportarci d'improvviso nell'America degli Anni '20. Sono gli anni del proibizionismo, in cui non si poteva produrre, importare o vendere alcool. E chissà come si sarebbe trovato in quegli anni Vincenzo De Luca, che negli ultimi 22 mesi, quelli marchiati dal Covid-19, si è specializzato in divieti e privazioni.

L'ultimo anatema firmato dallo sceriffo passerà alla storia come il veto della pizzetta. L'articolo 1.1 dell'ordinanza natalizia del presidente della Regione recita: “...a decorrere dal 23 dicembre 2021 e fino al 1 gennaio 2022: per l’intero arco della giornata è fatto divieto di consumo di cibo e bevande, alcoliche e non alcoliche, con esclusione dell’acqua, nelle aree pubbliche, ivi compresi gli spazi antistanti gli esercizi commerciali, le piazze, le ville e i parchi comunali. Resta consentito il consumo ai tavoli all’aperto, nel rispetto del distanziamento previsto”.

Non soddisfatto, poco più avanti, articolo 1.2, rincara la dose: “...dalle ore 11:00 e fino alle ore 05:00 del giorno successivo, ai bar e agli altri esercizi di ristorazione è fatto divieto di vendita con asporto di bevande, alcoliche e non alcoliche, con esclusione dell’acqua”. La motivazione è sempre la stessa, quella di ridurre occasioni di assembramento in strada, come il famoso brindisi del 24 molto sentito sia a Napoli (impossibile attraversare piazza Bellini in quelle ore) che in provincia.

La domanda che molti si sono posti è: perché non limitarsi a controllare che non si verifichino assembramenti invece di colpire chi, magari da solo in un angolo di strada, decide di fare uno spuntino all'aperto? Qualche osservatore si è spinto anche oltre, ricordando che i fantomatici controlli dello scorso anno non riuscirono a far rispettare neanche le regole più basilari.

La risposta alla domanda legittima l'ha data lo stesso De Luca in occasione dell'apertura della campagna vaccinale per i bambini della fascia 5-11, sostenendo che in tutti i paesi civili non serve il Covid per vietare il consumo di cibo e bevande ma avviene normalmente, perché, ha aggiunto, “mangiare la pizzetta in strada è da cafoni”.

Affermazione ardita, soprattutto se pronunciata in una città che della pizza a portafoglio e della marenna sotto il braccio ha fatto un rito radicato nei decenni. Ma con queste parole il governatore ammette, più o meno consciamente, la sua volontà di intervenire sulle abitudini dei cittadini al di là delle esigenze dettate dall'emergenza sanitaria.

Come se non bastasse, e come ci hanno abituato le ordinanze regionali dall'inizio della pandemia, nel testo c'è anche un passaggio che si presta a fraintendimenti. Il già citato articolo 1.2 vieta la vendita da asporto. Allo stesso tempo, De Luca ha dichiarato che “...a essere vietato il consumo in strada, quindi le persone potranno acquistare i prodotti e portarli a casa”. Viene da chiedersi come faranno i venditori a sapere in anticipo dove verrà consumato il panzarotto o se verranno ritenuti responsabili delle infrazioni dei clienti.

Dopo aver rincorso runner e cinghialoni, aver carbonizzato col lanciafiamme i giovani della movida, De Luca si lancia alla caccia dei fanatici della pizzetta e della birra sul muretto. Con quali uomini non è del tutto chiaro visto che già dal ponte dell'Immacolata le strade del centro cittadino sono invase da orde di cittadini e turisti.

Quando sostiene che nei paesi civili sia una cosa sancita per legge, il governatore forse si confonde con altri provvedimenti. Prendendo ad esempio la civilissima Parigi, per esempio, nessuno ricorda squadristi in divisa pronti a rastrellare le migliaia di francesi mentre mangiano un panino negli Champs de Mars, ai piedi della Torre Eiffel, oppure sulle scale del Trocadero. Così come chiunque sia stato a Madrid sa bene che a Puerta del Sol un bocadillo de camarones non si nega a nessuno. Finanche nella rigida Vienna non esistono divieti di consumare cibo all'aperto, bensì solo nella metropolitana (dal 2019).

A marzo 2020 pubblicai un articolo su questo blog dal titolo “E il Coronavirus ci scoprì confusi e un po' fascisti” in cui scrivevo: “...Quando tutto questo finirà, la sfida più importante che ci aspetta è ricordare chi eravamo prima del Coronavirus e che tutte le privazioni, ora necessarie, non sono la normalità ma l'eccezione”. Sappia il governatore che la parte sana di questa città e di questa Regione sta facendo tutto ciò che è in suo potere per affrontare la pandemia. E lo sta facendo nonostante la schizofrenia istituzionale e aiuti economici tra i più poveri d'Europa. Quando tutto ciò sarà finito, speriamo il prima possibile, Vincenzo De Luca lasci in pace chi vorrà mangiare una pizzetta o bere una birra per strada. Non ci spinga a diventare tutti dei Barone Birra di simpsoniana memoria.

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