CATTIVI PENSIERI

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Conte e la supercazzola del Decreto di Natale

Nel nuovo documento ci sono molte restrizioni ma anche molte deroghe che creeranno confusione tra cittadini e forze dell'ordine

“Come se fosse antani” direbbe Raffaello Mascetti, alias Ugo Tognazzi in Amici Miei, se avesse letto il nuovo Decreto Natale. Ancora una volta in ritardo, senza dare possibilità alcuna a cittadini e commercianti di poter organizzare e pianificare alcunché, il premier Giuseppe Conte ha firmato un decreto che a voler essere gentili si può definire cervellotico, a non volerlo essere suona come una supercazzola.

Anche in questa occasione, si tratta di un documento più frutto di una trattativa politica che di reali esigenze sanitarie. L’unica cosa che resta certa è che i ristoranti saranno chiusi dal 24 al 6 gennaio. Il resto, invece, rientra nel campo delle ipotesi molto più che in quello delle certezze. Il Decreto Natale da un lato indica una serie di severe restrizioni per gli spostamenti dei cittadini nel periodo delle feste, ma dall’altro offre, stesso al suo interno, le indicazioni per poterle violare.

Il decreto, per esempio, vieta gli spostamenti da un Comune all’altro. Allo stesso tempo, però, consente a due persone di poter far visita, una volta al giorno, ad amici o parenti che vivono nella stessa regione. Qualcuno dovrebbe spiegare in che modo un pubblico ufficiale che ferma un cittadino per un controllo potrebbe verificare che si tratti del primo spostamento e non del secondo, del terzo, del quarto e così via.

Spieghino, anche, in che modo quello stesso pubblico ufficiale potrebbe verificare che soltanto in due si stiano recando verso l’abitazione X. Pare evidente che controllare queste informazioni è pressoché impossibile. Così come è improbabile immaginare blitz natalizi delle teste di cuoio all’interno di case private per verificare che intorno all’insalata di rinforzo ci sia un numero congruo di persone.

Ma non è l’unica falla del decreto. I partner, cioè le persone legate da un “affetto stabile”, potranno ricongiungersi in un’abitazione in cui convivono anche solo per alcuni periodi dell’anno. In questo caso, il nostro povero pubblico ufficiale dovrà stabilire, in primis, la veridicità del legame affettivo e, in secondo luogo che le persone si stiano davvero recando in un luogo in cui, almeno parzialmente, vivono con il partner. Non serve un principe del foro per comprendere che si tratta di valutazioni soggettive, senza alcuna possibilità di reale accertamento.

Il nuovo provvedimento sembra la classica mossa “tanto per…” che, di fatto, serve a molto poco. Sarà ancora una volta la responsabilità dei singoli e non la lungimiranza della visione politica a fare la differenza.

Meriterebbero un articolo a parte Vincenzo De Luca e Luigi de Magistris. Il primo ha cancellato la possibilità per i campani di essere in zona gialla almeno dal 20 al 23, confermando le restrizioni della zona arancione. Ancora una volta, a fare difetto non è tanto il merito del provvedimento ma la tempistica. Dovremmo, infatti, metterci nei panni di quei ristoratori che avranno fatto provviste in vista di una riapertura annunciata da settimana e, invece, a 12 ore dal via, si ritrovano con merce acquistata che non venderanno, aggravando i già malconci conti.

Il sindaco di Napoli, invece, sembra essersi improvvisamente accorto che gli assembramenti nelle strade dello shopping potrebbero costituire un problema. Il 12 dicembre, a precisa domanda sulla folla che si era riversata in strada, il primo cittadino rispose stizzito, definendola una tematica stupida e non degna di attenzione. Già 36 ore dopo, in una delle sue innumerevoli apparizioni televisive, aveva cambiato idea. Il 19 dicembre ha firmato un’ordinanza che sancisce l’interdizione dalle zone a maggiore rischio, per poi ritirarla poche ore dopo. Come se non ci fosse già abbastanza confusione. 

Tornando al Decreto del Governo Conte, sarebbe interessante capire che cosa accadrà quando un cittadino, fermato per un controllo, sosterrà che sta raggiungendo l’abitazione del partner. Le forze dell’ordine lo lasceranno andare senza problemi? Vorranno vedere l’album di fotografie che ritraggono il partner? Oppure, anche loro stanchi di questo teatrino, risponderanno con una classica supercazzola?  

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