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Venerdì, 3 Dicembre 2021
CATTIVI PENSIERI

Opinioni

CATTIVI PENSIERI

A cura di Massimo Romano

La sorpresa della quarta ondata e i principali alleati dei no-vax

Anche la quarta ondata del Covid-19 ci ha colti impreparati, come quelle precedenti: dalle false certezze sull'immunità di gregge al ritardo del piano di somministrazione delle terze dosi. Buchi nella narrazione della pandemia che fomentano il fronte degli scettici

Possiamo dirlo senza timore di smentita. Anche la quarta ondata del Covid-19 ci sta cogliendo di sorpresa. Come accaduto per le altre ondate. Ma se essere impreparati alla prima ondata di qualcosa di sconosciuto è comprensibile, lo diventa progressivamente meno per quelle successive. A 21 mesi dall'inizio della pandemia, ancora si rincorre l'emergenza, si tappano i buchi, senza alcuna certezza su quanto sarà necessario fare nel 2022.

Lo scenario è cambiato in poche settimane. A metà ottobre, anche il lanciafiammista Vincenzo De Luca, dopo un anno e mezzo di anatemi, si era lasciato andare a un timido ottimismo, affermando in una delle sue apparizioni Facebook che la Campania poteva sperare di uscire dall'emergenza in tempi brevi. Non è andata esattamente in questo modo.

L'Italia, a onor del vero, è messa meglio di altri paesi. Austria e Germania, per esempio, sono tornati al lockdown, seppur parziale. Uno scenario che sembra ancora lontano qui da noi, Campania compresa. Alla base di questa differenza c'è il fatto che l'Italia ha un tasso di vaccinati sensibilmente superiore rispetto ai "vicini" di casa", dato che testimonia come la strada del vaccino sia al momento l'unica percorribile. Eppure, i numeri dei posti letto occupati crescono e se in terapia intensiva ci finisce principalmente chi non si è vaccinato, i reparti ordinari cominciano a ripopolarsi con chi ha completato il ciclo vaccinale e chi ha contratto il Covid nei mesi scorsi. 

Come nelle precedenti ondate, il Governo prova a metterci una pezza in corso d'opera, ma con una lentezza tale che le decisioni potrebbero giungere con le festività natalizie (fondamentale boccata d'ossigeno alla nostra economia) già parzialmente compromesse, come dimostrano le disdette a cascata registrate dagli alberghi. 

Un quadro che svela quanto fossero d'argilla le certezze su cui si è fondata la narrazione di chi governa. Abbiamo scoperto, ad esempio, che l'immunità di gregge, obiettivo agognato tanto da Roma quanto da Vincenzo De Luca, rappresenta un concetto più filosofico che scientifico. Nonostante il 74 per cento della popolazione vaccinata (la soglia per l'immunità era stata indicata al 70 per cento) l'Italia e la Campania non sono fuori dall'emergenza. 

Così come il virus non è diventato endemico, cioè circolante come gli altri malanni di stagione, prospettiva che pure era stata paventata dai virologi. A questo si aggiunge il caos programmatico sui vaccini. Il green pass dura 9 mesi dal completamento del ciclo vaccinale, ma gli esperti ora ci dicono che dopo 6 non siamo più protetti e ci spingono a una terza dose anticipata. Il che vorrebbe dire che ne dovremo fare un'altra, se non due, entro la fine del 2022.

Allo stesso tempo, però, personale sanitario e scolastico, che tra gennaio e marzo sono stati obbligati a vaccinarsi, non vengono obbligati alla terza dose senza che nessuno spieghi il motivo di questa scelta. Il risultato è che negli ospedali ci si torna a contagiare e a scuola aumentano le classi in quarantena. La domanda del cittadino medio è: "Se non sono obbligati loro a fare la terza iniezione perché dovrei scegliere di farla io volontariamente?". 

La leva della responsabilità per uscire dall'incubo non può durare in eterno e funziona soprattutto se poi dall'emergenza si esce davvero. Cosa che appare oggi parecchio lontana. La discussione sul super green pass sembra avere i connotati più dell'opportunità politica che quelli della salvaguardia della salute.

Le incertezze, le contraddizioni e le previsioni sbagliate non fanno altro che nutrire la platea no-vax. Nei mesi, il dibattito si è radicalizzato e ha portato alla formazione di due fronti contrapposti. Dicotomia che ha spesso impedito, in questi mesi, analisi e riflessioni laiche nel timore di fomentare l'area complottista che mischia dubbi leciti a ricostruzioni credibili quanto quelle dei terrapiattisti. 

Da "le bare di Bergamo sono vuote" a "il covid non esiste", da "Di Donno ucciso da big pharma" a "ci iniettano il mercurio", da "vogliono ucciderci tutti" a "Mattarella vuole la legge marziale", le ipotesi no-vax sono, a voler esser teneri, improbabili e difficili da digerire. 

Questo, però, non deve impedire di sottolineare gli errori commessi da chi è preposto a prendere le decisioni, i continui annunci disattesi e le continue previsioni sbagliate. La verità è che, a fine 2021, nessuno sa che cosa accadrà nei prossimi mesi. Sarebbe il caso di ammetterlo.

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