Amarcord Azzurro

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Sesa: "A Napoli quando perdi è meglio rimanere a casa. E io in quegli anni ci restai tanto..."

L'ex attaccante azzurro ricorda i suoi anni all'ombra del Vesuvio

Sesa ai tempi del Napoli (foto Ansa)

L'ex attaccante azzurro e della nazionale svizzera David Sesa, doppio ex di Napoli e Zurigo, ha rilasciato una lunga intervista al giornale elvetico Blick in cui ha ripercorso i suoi anni all'ombra del Vesuvio, dal 2000 al 2004.

"A Napoli sono tutti pazzi per il calcio. In città se ne parla 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La città è fantastica, passionale, ha molto da offrire. Ma non puoi muoverti liberamente in ogni angolo della città. Ci sono alcuni quartieri che andrebbero evitati", spiega.

L'ESORDIO AL SAN PAOLO

L'ex attaccante azzurro ricorda il suo esordio al San Paolo: "Giocavamo contro l'odiata Juventus di star del calcio come Zidane, Del Piero, Inzaghi davanti a 70mila spettatori. Andammo in vantaggio poco prima dell'intervallo con gol di Stellone su mio assist. Purtroppo poi nella ripresa le cose si ribaltarono e perdemmo 2-1".

MARADONA

"Maradona è il non plus ultra a Napoli, è adorato come un dio. Ancora oggi quando visita la città, tutto si ferma. Non solo rese competitivo il Napoli contro i ricchi club del Nord come Juve, Inter e Milan, ma portò anche due scudetti all'ombra del Vesuvio. Quando giocavo in azzurro, ricordo c'era il figlio Diego Jr nelle giovanili. Attorno a lui c'era un clamore pazzesco".

I TIFOSI

"La tifoseria del Napoli è molto calda. Ricordo dopo una sconfitta interna contro il Bologna per 5-1 fummo minacciati e non fu certo piacevole. Lì c'è una pressione enorme. Se perdi una partita è meglio non farti vedere troppo in giro. Ed infatti in quegli anni io restavo spesso a casa, perchè il mio Napoli non era come quello di oggi. Dopo la retrocessione fu necessaria la protezione della Polizia. In città sembrava la fine del mondo. Il Napoli è religione".

LA SFIDA CON LO ZURIGO

"Il Napoli è una grande squadra, l'unica in grado di contrastare la Juventus in Italia. Lo Zurigo, però, non ha nulla da perdere. Ha già sconfitto una grande squadra come il Leverkusen. Per il Napoli nutro molta simpatia, ma sono cresciuto nello Zurigo e ho indossato quei colori dai 13 ai 20, quindi tiferò per loro", ha concluso Sesa.

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