Virus dalla Cina, intervista al virologo: "Allarme ingiustificato. Fa più paura l'influenza"

NapoliToday ha intervistato il virologo Ivan Gentile, docente di Malattie infettive all'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli

L'Organizzazione Mondiale per la Sanità ha deciso, per ora, di non dichiarare lo stato di emergenza sanitaria mondiale. Nel frattempo, però, la paura del nuovo "virus cinese" è arrivata anche da noi: perciò abbiamo chiesto come comportarci e quali sono le regole più importanti da seguire ad Ivan Gentile, Professore di Malattie Infettive al Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Prof. Gentile, il mondo vive un nuovo allarme legato a un virus. Cosa sta succedendo?

"La storia si ripete. La dinamica è la stessa già vissuta nel 2002 con la SARS, che si è originata nella medesima parte del mondo, in Cina, in cui ci sono enormi allevamenti intensivi e una grossa interazione tra gli uomini ed animali che può essere rendere più probabile un salto di specie: un coronarovirus fino ad oggi confinato ad una specie animale, cioè, sarebbe riuscito a passare all'uomo e poi a trasmettersi da persona a persona. Il nostro sistema immunitario, anche se conosce già parte dei meccanismi del virus, non ha ancora sviluppato adeguate difese. Per questo, al momento, la mortalità tra le persone contagiate è elevata in termini percentuali". 

Quali sono i sintomi che provoca il nuovo coronarovirus nelle persone che colpisce? 

"I sintomi sono aspecifici, nel senso che sono comuni ad altre forme di polmonite. Si tratta infatti respiro corto, tosse, congestione delle vie aeree e rialzo febbrile". 

Cosa fare?

"Innanzitutto il panico è ingiustificato. Come esperto dico che fa più paura l'influenza del nuovo coronarovirus cinese, sia in termini di mortalità complessiva che in termini di rischi collegati. L'influenza è infatti una patologia la cui pericolosità è, a torto, estremamente sottostimata dalla maggior parte delle persone".

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E' consigliabile il vaccino anti-influenzale?

"Il vaccino anti-influenzale disponibile non serve contro il nuovo coronarovirus, ma lo consiglio a tutti, sempre, come del resto si ricava dalle linee guide dell'Organizzazione mondiale per la sanità".

E' una buona idea prendere antibiotici per profilassi? 

"E' un'idea pessima. Gli antibiotici vanno assunti solo ed esclusivamente in caso di necessità e dietro prescrizione medica. Invito a riflettere sul dato che un alto consumo di antibiotici espone solo ad eventi avversi ed aumenta i tassi di antibiotico-resistenza e quindi il rischio di inefficacia di tali farmaci quando essi sono davvero necessari".

Quanta paura dobbiamo avere del coronarovirus cinese? 

"Innanzitutto è buona norma tenersi lontani dai focolai epidemici, evitando di andare nelle zone colpite dal virus. Per il resto, valgono le elementari norme di igiene e prevenzione, prima fra tutte quella di lavarsi - bene, con acqua e sapone - le mani: come per altri virus respiratori, infatti, il contagio principale avviene proprio attraverso le secrezioni respiratorie veicolate spesso dalle mani. Se si è stati nella zona epicentro del coronarovirus, e si notano sintomi importanti - come febbre alta persistente e sintomi respiratori gravi, tali da richiedere la respirazione assistita - allora è necessario recarsi al pronto soccorso, avendo cura di indossare una mascherina: chi teme di aver contratto il coronarovirus, infatti, dovrebbe rispettare alcune elementari regole di igiene e di rispetto degli altri: tossire e/o starnutire coprendosi sempre la bocca con un fazzoletto monouso o con la mano e fare attenzione alle secrezioni delle vie aeree superiori".

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