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Vaccino Covid e quarta dose: il parere degli esperti

Il ruolo dei linfociti e la ricerca di respiro internazionale realizzata dai ricercatori Perricone

Già dall'inizio della pandemia avevamo evidenziato la necessità di sottoporre la popolazione alla verifica della normofunzionalità del sistema immunitario visto che, soprattutto in previsione della vaccinazione, sarebbe stato utile conoscere in anteprima quale fosse la situazione della nostra attività immunitaria. Alla base della vaccinazione, infatti, c'è la necessità di conoscere il sistema immunitario per il suo diretto coinvolgimento nel meccanismo proprio del vaccino.

La necessità di tali indagini, che purtroppo non fanno parte dell'approccio alla terapia vaccinale attualmente in uso, era stata evidenziata dal nostro gruppo di studio già in un articolo pubblicato il 16 marzo 2020 da Napolitoday e, subito dopo, fatta propria dalla Fondazione Mediterraneo e diffusa a livello internazionale. Era prevedibile fin dall’inizio che l'azione di un eventuale vaccino potesse avere delle conseguenze sul nostro sistema immunitario, ovviamente coinvolto.

L’importanza degli effetti del vaccino sull'attività immunitaria, rilevata da uno studio inglese piuttosto controverso, ipotizza un'eventuale immunodepressione come complicanza legata alle eventuali vaccinazioni. A tutt’oggi non vengono praticate indagini che potrebbero aiutarci nella valutazione della normofunzionalità del sistema immunitario: ci riferiamo nello specifico allo studio della tipizzazione linfocitaria.

Il ruolo dei linfociti

Tale studio ci permette di quantizzare i linfociti attraverso la loro funzione che è espressa da specifici antigeni di superficie presenti sulla cellula.

Da non dimenticare che la nostra attività immunitaria è doppia, sierologica e citologica e si ha la sensazione che lo studio dell'attività citologica (linfociti T, B e NK) non sia ancora preso nella dovuta considerazione e che potrebbe essere essenziale per una valutazione dell'efficacia della vaccinazione.

Tramite la tipizzazione linfocitaria si mette anche in evidenza l'azione fondamentale svolta dalle cellule T attivate (CD8 attivate) perché verosimilmente l'eliminazione del virus in primo contatto viene fatta non dagli anticorpi ma da queste cellule. Le cellule T inoltre riconoscono pezzi diversi del virus rispetto agli anticorpi e sono fondamentali per la memoria dell'infezione.

Quando tutta la popolazione da vaccinare, in particolare i soggetti affetti da immunodeficienza, avrà effettuato la tipizzazione linfocitaria, avremo finalmente un quadro della situazione più chiaro e potremo intervenire preventivamente sugli eventuali effetti avversi del vaccino.

Prof. Corrado Perricone ematologo , responsabile del Comitato scientifico della Fondazione Mediterraneo;

Dott. Fabio Perricone medico clinico e sperimentale, componente del Comitato scientifico della Fondazione Mediterraneo

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