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Martedì, 4 Ottobre 2022
Salute

Sanità: la Calabria fa venire dottori da Cuba. La risposta di un medico napoletano

Non si fermano le polemiche innescate dall'iniziativa della Regione Calabria che si è rivolta ad una cooperativa cubana per sopperire alla mancanza di medici nel SSN. L'analisi del Prof. Mario Delfino

Decidendo di far venire dottori dalla lontanissima Cuba, la Regione Calabria ha affrontato l'emergenza sanitaria determinata dalla carenza di medici con una scelta a dir poco di rottura, che manda in crisi le aspirazioni sia del Servizio sanitario nazionale per quanto concerne l'immagine di efficienza e competitività, sia di migliaia di giovani, studenti di medicina o specializzanti, di trovare un lavoro remunerato e soddisfacente nel loro Paese.

Qual è il nodo della questione

La questione della senescenza degli organici delle strutture del SSN e dell'imminente carenza di medici era stata sollevata da anni: l'Ordine dei medici, ad ogni livello, come anche i sindacati delle professioni sanitarie e gli ambienti accademici hanno lanciato ripetuti allarmi. Le loro voci sono però rimaste sempre inascoltate, nonostante le altisonanti promesse fatte durante la pandemia. E la recente approvazione dell'ampliamento - esiguo - delle borse per le scuole di specializzazione e di formazione per la medicina generale da sola non è certo sufficiente a determinare una vera svolta. 

Il vero problema, punto nodale, infatti, è rendere nuovamente attrattive le strutture pubbliche, debitamente considerando che l'aspetto economico è il principale ma non l'unico problema: basti pensare alla qualità dell'ambiente lavorativo nelle strutture private accreditate o private totali all'estero o anche soltanto al nord. Bisogna cioè non solo garantire l'accesso alle scuole di specializzazione, ma anche garantire la stabilità del lavoro attraverso retribuzioni dignitose e ambienti congrui e idonei, e facendo in modo da rilanciare un progetto condiviso finalizzato alla salute del paziente e della collettività.

I medici non mancano solo in Calabria

Fabbisogno, programmazione e formazione sono diventate negli anni parole tanto abusate quanto sempre più prive di contenuti, Eppure sono questi i cardini per affrontare costruttivamente il problema della carenza dei medici nel contesto pubblico italiano, e non solo calabrese. Ed è indispensabile che sia garantita tutela ad ogni medico: non solo giudiziaria, ma anche fisica in termini proprio di difesa delle persone che lavorano in determinati contesti, anche mediante spazi ambientali e professionali dignitosi,  strumenti e apparecchiature idonei, presenza adeguata dei diversi livelli di professionalità necessari, da quelli tecnici ed infermieristici a quelli amministrativi etc. .

I veri rischi della soluzione calabrese

I nodi ormai son venuti al pettine ma non si può né si deve rinunciare, in ragione dell'emergenza, alle garanzie e tutele della salute dei cittadini e della professionalità degli operatori. In ultimo, ma non ultimo, va considerata la questione delle modalità di arruolamento dei colleghi cubani, mediante somministrazione di lavoro, che certamente non si configura come il più adeguato al rispetto della loro professionalità. Non è poi chiaro cosa voglia dire che i medici cubani lavoreranno in base alle leggi italiane ma secondo i principi professionali ed etici cubani: una ambiguità esiziale che lascia spazio a diverse interpretazioni e, conseguentemente, ad un ampio contenzioso. Ancora, i compensi per i medici cubani dovrebbero essere in linea con quelli stabiliti dal contratto nazionale dei medici italiani, altrimenti si avrebbe un'indebita disparità di trattamento per i medici che verranno a lavorare in Italia. 

A dirla tutta, al momento, sembra una  risposta politica forte ad un grave problema strutturale che potrebbe facilitare l'apertura di brecce pericolose che non gioverebbero né ai pazienti, né ai medici, né alla scienza medica. 

Ripeto: non si può in nome di una emergenza, frutto di un passato di errori ed omissioni, cancellare tutto l'impianto di formazione e aggiornamento e monitoraggio sotteso al sistema "salute". A tutela e garanzia della salute dei cittadini, le soluzioni devono essere rapide e coerenti: se solo in parte si mostra corretta la formula dei contratti agli specializzandi adottata negli ultimi anni dalle Aziende sanitarie, molto meno percorribile reputo l’idea, prospettata da alcuni, di ampliare notevolmente la soglia di sbarramento per l’iscrizione al corso di laurea in medicina perché,  se fatto con modalità dirompente, finirebbe per mettere in crisi il sistema formativo universitario.

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