Salute

Dalla sabbia la malattia della pelle molto contagiosa

E' di origine batterica e si trasmette per contatto tra persone o con cose e superfici contaminate

Colpisce soprattutto i bambini, che sono quelli che più amano toccare la sabbia, giocandoci o sedendovisi, ma gli adulti non ne sono affatto immuni: si presenta con bollicine molto pruriginose sulle zone in genere a maggior contatto con la sabbia come mani, piedi, gambe, glutei, ma molto spesso si mostra anche sul viso, in particolare nella zona vicino alla bocca e al naso, o attorno all'ombelico. Se sollecitate grattandosi, le bollicine scoppiano, liberando siero e generando crosticine che possono lasciano cicatrici anche evidenti oltre che generare sovrainfezioni molto pericolose. Stiamo parlando dell'impetigine che ogni anno rovina le vacanze di tante persone.

I batteri responsabili

L'impetigine è un'infezione batterica dovuta a Staphylococcus aureus o Streptococcus pyogenes la cui proliferazione è favorita dal clima caldo umido, per questo si diffonde soprattutto in estate.

Ci si contagia toccando superfici inerti contaminate (sabbia, sedie, etc) oppure venendo a contatto con la pelle di qualcuno che ha l'infezione.

La terapia

Se si notano bollicine rosse e pruriginose, dunque, è importante rivolgersi al proprio medico curante o ad un dermatologo: quando l'infezione è individuata tempestivamente la terapia è topica e consiste nell'applicazione di gel sulle parti colpite; diversamente sarà necessario un antibiotico per via orale.

La prevenzione

Per cercare di prevenire il contagio o ridurre l'impatto dell'infezione è importante la pulizia delle superfici ed anche un controllo sistematico per individuare quanto prima eventuali lesioni.

Chi ha l'impetigine dovrebbe restare a casa 48 ore dalla prima somministrazione dell'antibiotico.

Nelle comunità (campi estivi, asili etc) in genere si consiglia di somministrare l'antibiotico contemporaneamente a tutti gli ospiti

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