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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Salute

In sala operatoria con l’intelligenza artificiale: intervento rivoluzionario sulla schiena di Angela

Era rimasta per giorni a letto dopo un concerto, poi la decisione di operarsi e porre fine a quei "dolori lancinanti che la perseguitavano"

«Ho capito di dover fare qualcosa a novembre, quando sono rimasta per giorni a letto dopo aver seguito un concerto. Per tutta la vita ho sofferto le pene dell’inferno e ho dovuto rinunciare a quella che per altri è la normalità, oggi grazie a questa operazione posso assaporare la straordinaria sensazione di essere una ragazza come le altre. Non dover più combattere con dolori lancinanti alla schiena». È incontenibile la gioia di Angela, ventitreenne di Napoli che ha potuto risolvere una grave scoliosi grazie ad un eccezionale intervento realizzato al Policlinico Universitario Luigi Vanvitelli di Napoli. 

Cosa incredibile, c’è anche un software di intelligenza artificiale nell’equipe chirurgica che ha operato alla schiena la giovane Angela, consentendole così di tornare ad avere una vita normale. L’operazione, mai eseguita prima in Italia, è stata pianificata e realizzata dal professor Enrico Pola (direttore della Clinica Ortopedica dell’A.O.U. Luigi Vanvitelli e dal dottor Luigi Aurelio Nasto, anche lui afferente alla Clinica Ortopedica. Per i medici del Policlinico Vanvitelli l’obiettivo era quello di correggere una grave forma di scoliosi sviluppatasi sin dall’adolescenza e divenuta con gli anni invalidante. Per farlo, questa la novità assoluta, i chirurghi sono stati supportati da un software di intelligenza artificiale che, non solo ha consentito di prevedere ogni passo dell’operazione, ma anche di produrre in anticipo strumenti chirurgici con i quali eseguire l’intervento. Adiamo con ordine. Prima di procedere all’operazione, il software di intelligenza artificiale ha eseguito l’intervento in modalità virtuale, suggerendo il miglior approccio possibile in relazione alla patologia e alle specifiche caratteristiche del paziente. Addirittura, prevedendo le compensazioni di postura che il corpo avrebbe attuato a sei mesi dall’operazione. Il software ha anche ideato una serie di strumenti chirurgici “custom made”, personalizzati e perfetti per operare la giovane donna. Ovviamente, a fare la differenza è stata l’abilità e l’esperienza di chi in sala operatoria ha dovuto poi mettere in atto l’intervento, potendo contare su un continuo dialogo con il pool di ingegneri che hanno governato il software adattivo di intelligenza artificiale.

«Una tecnica rivoluzionaria per la chirurgia vertebrale – spiega il professor Pola - perché permette di rendere ripetibili interventi ad alta complessità, e soprattutto consente di avere risultati prevedibili e programmabili, riducendo la durata e le complicanze intra e post-operatorie. Inoltre, il software permetterà di aggiornare e adattare i programmi chirurgici imparando dall’esperienza e dall’accumulo di dati che verranno inseriti nel tempo».

Il dottor Luigi Aurelio Nasto sottolinea invece come «l’impiego in sala operatoria di uno strumentario progettato dagli ingegneri attraverso l’intelligenza artificiale per adattarsi alle caratteristiche anatomiche uniche di ogni singolo paziente è estremamente utile, soprattutto per interventi ad alta complessità come quelli per la correzione chirurgica delle scoliosi dell’adolescente e dell’adulto».

Soddisfatto per lo storico risultato anche il direttore generale Ferdinando Russo, che ha sottolineato come il Policlinico Vanvitelli sia una «realtà d’eccellenza nel panorama sanitario regionale e nazionale. Un’azienda ospedaliera universitaria che coniuga al meglio ricerca e assistenza per garantire una risposta d’eccellenza ai bisogni di salute dei cittadini campani e non solo». Superati i controlli del caso, Angela è tornata a casa e subito dopo Natale discuterà la sua tesi di laurea. «Questo intervento è stato il più bel regalo che potessi desiderare. So che potrò discutere assieme ai miei compagni di corso e restare in piedi per il tempo della proclamazione senza più dovermi preoccupare della schiena. Non ci sono parole per ringraziare i medici che hanno reso possibile tutto questo, li porterò sempre nel mio cuore».

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