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Martedì, 21 Maggio 2024
Salute

Candida auris: il fungo killer che sta facendo tremare il mondo. Allarme in Italia

Dopo la conferma di un caso di un caso in Toscana lo scorso 17 marzo. In Usa aumento esponenziale. Cosa dice l'Istituto superiore di sanità

L'EpiCentro, il centro epidemiologico dell'Istituto superiorire di sanità avvisa che Candida auris è un fungo. Isolato per la prima volta nel 2009 in Giappone dall’orecchio (in latino “auris”) di una paziente, la sua presenza è stata accertata in campioni provenienti dalla Corea e risalenti al 1996. I primi focolai in Europa sono stati individuati in Francia, nel 2015. 300 i casi accertati in Italia dal 2019 al 2021, con focolai nelle regioni Liguria, Emilia Romagna e Veneto.

Perché la Candida auris è una minaccia seria

Il fungo attecchisce per contatto con superfici o persone "colonizzate". Negli esseri umani si annida in genere sulla pelle, comunemente nel tratto urogenitale e occasionalmente nel tratto respiratorio. Può provocare infezioni invasive come candidemia, pericardite, polmonite e compromissioni del tratto urinario.

Per le istituzioni sanitarie "rappresenta una seria minaccia per la salute globale" innanzitutto perché si caratterizza per una multifarmaco-resistenza ma anche perché è molto infettivo ed è in grado di creare biofilm che lo proteggono dai disinfettanti ed è quindi particolarmente resistente sulle superfici. È inoltre di difficile identificazione (richiede specifici reagenti). Tutto questo significa che la colonizzazione può proliferare e provocare focolai epidemici.

Chi rischia di più

I rischi maggiori sono a carico dei soggetti con immunocompromissione, nei quali può causare infezioni gravi e le forme invasive hanno un'alta letalità. Si tratta

  • di chi ha problemi di salute;
  • è ospedalizzato o ricoverato;
  • necessita di dispositivi medici come cateteri vescicali, cateteri venosi centrali, tubi per tracheotomia, ecc);
  • ha un sistema immunitario indebolito.

Sintomi e diagnosi

I segni e sintomi dell’infezione variano in base al sito corporeo interessato e spesso non sono evidenti. In genere il paziente colonizzato mostra infezioni del torrente ematico; infezioni intra-addominali; infezioni di ferite; otiti.

Il fungo è stato repertato nel liquido biliare; nel tratto respiratorio; nell'urina "ma non è ancora chiaro - scrive l'Istituto superiore di sanità - se possa provocare infezioni, a polmoni e vescica".

Per la diagnosi è necessario un esame colturale dei fluidi corporei con strumenti diagnostici basati sulla tecnologia MALDI-TOF (Matrix Assisted Desorption Ionization - Time Of Flight), ma non tutti i database di riferimento degli spettrometri MALDI-TOF includono questa specie. È quindi indispensabile un test di suscettibilità agli antifungini per escludere la terapia con antimicotici cui è resistente.

Anche dopo il trattamento per le infezioni invasive, i pazienti rimangono generalmente colonizzati per lunghi periodi, pertanto, devono essere mantenute tutte le misure di controllo e prevenzione.

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