Martedì, 15 Giugno 2021
Salute

Come fare davvero prevenzione contro il Covid

Il Prof. Perricone, ematologo già Responsabile del Centro di Riferimento Regionale per le Emocoagulopatie nella Regione Campania ed ex componente del Consiglio Superiore della Sanità, spiega che manca ancora un protocollo di prevenzione

Perdurando la pandemia da Covid 19 sembra opportuno ribadire la necessità di focalizzare l’attenzione sulla prevenzione. Allo stato attuale non esiste una terapia convalidata nei riguardi del coronavirus, perché allora non puntare sulla prevenzione?

I 2 screening

1. Valutazione dello stato immunitario mediante la Tipizzazione Linfocitaria. La Tipizzazione Linfocitaria è un esame di notevolissima importanza nella diagnosi delle malattie del sangue che interessano il sistema immunitario. I linfociti sono globuli bianchi (leucociti) che hanno un ruolo essenziale nella risposta immunitaria, la tipizzazione linfocitaria è un’indagine di ultima generazione che permette di vedere in modo chiaro e specifico lo stato del sistema immunitario. Ricordiamo che i linfociti vengono suddivisi in: Linfociti T totali (CD3) che giocano un ruolo fondamentale nella cosiddetta immunità cellulo-mediata; Linfociti T helper (CD4) che aiutano i linfociti B a produrre anticorpi; linfociti T suppressor (CD8) che svolgono un’azione di soppressione della risposta immunitaria in contrapposizione all’azione dei linfociti CD4 che invece la stimolano (ciò contribuisce all’equilibrio del sistema immunitario); Linfociti B (CD19); Linfociti NK (Natural Killer); sono una sottopopolazione linfocitaria particolarmente importante per il riconoscimento e la distruzione di cellule tumorali e infette da virus. Il metodo per effettuare il test della tipizzazione linfocitaria è rappresentato dalla citofluorimetria. Variazioni nel numero assoluto o relativo dei linfociti caratterizzano le diverse immunodeficienze. Per effettuare il test è necessario sottoporsi a un semplice prelievo di sangue". Quali situazione deve metterci in allarme: Qualora la quantità di linfociti T suppressor (CD8) risulti superiore alla quantità di linfociti T Helper (CD4) Qualora i linfociti B (CD19) siano diminuiti.

2. Valutazione del rischio trombotico mediante lo studio della Trombofilia Genetica (Pannello Trombofilico). Avviene mediante l’analisi del DNA con l’ausilio della biologia molecolare. La Trombofilia Genetica è la predisposizione genetica ereditaria caratterizzata da un rischio aumentato di trombosi, è dovuta a mutazioni genetiche di fattori. Un’attenzione particolare è stata focalizzata nei confronti del Fattore II (Protrombina) 3-5%; Fattore V e Fattore V Leiden 2-4%. Segue anche la mutazione del gene MTHFR C677T e MTHFR A1298C, significativa se associata ad un marcato aumento dell’omocisteina. Il pannello trombolfilico non studia solo tali Fattori ma indaga, nel suo screening, ben 14 mutazioni ognuna con caratteristiche diverse.

Oramai abbiamo sufficienti elementi per valutare che alcune delle morti secondarie all’aggravamento del Covid-19 sono causate non solo da patologie respiratorie ma anche dall’interessamento di altri organi e apparati. Uno di questi è l’apparato cardiocircolatorio, per tale ragione è necessaria l’integrazione delle indagini di genetica molecolare mediante lo studio di ulteriori mutazioni genetiche come quelle dei Polimorfismi dei geni: ACE ( Agiotensin Converting Enzyme) ; Angiotensinogeno; dell’Apoproteina ATR-1 ; ApoE., anch’esse studiate mediante il pannello trombofilico, e che sono fondamentali per una più completa analisi

Conoscere le eventuali mutazioni genetiche trombofiliche ci permette di avere una sufficiente conoscenza del rischio del paziente per affrontare adeguatamente la terapia più idonea.

Ad oggi ogni struttura segue dei protocolli propri con terapie e farmaci che non valutano il quadro individuale del paziente.

Lo studio della trombofilia genetica ci permette di valutare il rischio trombotico che sembra avere molto spesso un ruolo decisivo nel peggioramento dell’evoluzione della malattia.

Dai dati parziali finora ottenuti, nel corso della malattia in pazienti affetti da Coronavirus ospedalizzati, sembra che l’aggravamento come causa del peggioramento clinico e decesso nei malati di Covid 19 sia su base trombotica. Qualora si venisse a conoscenza di una predisposizione genetica della trombofilia saremmo in grado di affrontare il rischio trombotico correlato in modo preventivo.

Attualmente manca un protocollo di prevenzione.

Prof. Corrado Perricone (ha collaborato il Dott. Fabio Perricone)

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