Chi si vaccinerà per primo: le regole e i criteri per sapere quando riceverete la prima dose

La classifica delle categorie e i criteri. Ecco come dovranno procedere le vaccinazioni secondo le indicazioni del Governo Draghi

Considerato che a oggi, sono tre i vaccini che hanno ricevuto un’autorizzazione all’immissione in commercio, e che le attuali indicazioni prevedono l'uso dei vaccini a RNA messaggero (mRNA) ovvero Pfizer o Moderna, nei soggetti a più alto rischio di sviluppare una malattia grave (persone estremamente vulnerabili), le "Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19", in sostanza il piano vaccini elaborato dal Governo Draghi, si basano sul doppio criterio delle fasce d’età e della fragilità per fissare linee guida omogenee per stabilire la priorità all'accesso ai sieri anti-covid.

Cosa stabilisce il Piano vaccini

Il documento spiega in via preliminare che "sulla base delle analisi condotte negli studi scientifici sinora disponibili, l’età e la presenza di condizioni patologiche rappresentano le variabili principali di correlazione con la mortalità per Covid-19. Inoltre, vengono considerati prioritari alcuni servizi e setting a rischio".

L'ordine di priorità

Ecco l'ordine di priorità delle categorie di persone da vaccinare nel proseguimento della campagna vaccinale come stabilito nelle "Raccomandazioni" del Governo: 

1. Elevata fragilità: 

Si tratta di persone estremamente vulnerabili, perché soffronot di una o più delle seguenti patologie

  1. Malattie respiratorie - Fibrosi polmonare idiopatica; -
  2. Altre malattie respiratorie che necessitino di ossigenoterapia.
  3. Malattie cardiocircolatorie - Scompenso cardiaco in classe avanzata (III-IV NYHA); - Pazienti post shock cardiogeno.
  4. Malattie neurologiche - Sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del motoneurone; - Sclerosi multipla; - Distrofia muscolare; - Paralisi cerebrali infantili; - Pazienti in trattamento con farmaci biologici o terapie immunodepressive* - Miastenia gravis; - Patologie neurologiche disimmuni.
  5. Diabete/altre endocrinopatie severe (quali morbo di Addison) - Soggetti con diabete di tipo 1 - Soggetti con diabete di tipo 2 che necessitano di almeno 2 farmaci per il diabete o che hanno sviluppato complicanze. - Soggetti con morbo di Addison - Soggetti con panipopituitarismo
  6. Fibrosi cistica Pazienti da considerare per definizione ad alta fragilità per le implicazioni respiratorie tipiche della patologia di base.
  7. Insufficienza renale/patologia renale Pazienti sottoposti a trattamento dialitico cronico.
  8. Malattie autoimmuni,  con l'indicazione di vaccinare anche i familiari conviventi: immunodeficienze primitive - Pazienti con grave compromissione polmonare o marcata immunodeficienza  - Pazienti con immunodepressione secondaria a trattamento terapeutico 
  9. Malattia epatica Pazienti con diagnosi di cirrosi epatica.
  10. Malattie cerebrovascolari - Evento ischemico-emorragico cerebrale che abbia compromesso l’autonomia neurologica e cognitiva del paziente affetto;- Pe rsone che hanno subito uno "stroke" nel 2020 e per gli anni precedenti con ranking maggiore o uguale a 3.
  11. Patologia oncologica .- Pazienti con patologia tumorale maligna in fase avanzata non in remissione - con l'indicazione di vaccinare anche i familiari conviventi per tali pazienti Pazienti oncologici e onco-ematologici in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure,
  12. Emoglobinopatie Pazienti affetti da talassemia, anemia a cellule falciformi.
  13. Sindrome di Down Tutti i pazienti con sindrome di Down in ragione della loro parziale competenza immunologica e della assai frequente presenza di cardiopatie congenite sono da ritenersi fragili.
  14. Trapianto di organo solido e di cellule staminali emopoietiche, con l'indicazione di vaccinare anche i familiari conviventi - pazienti in lista d’attesa o trapiantati di organo solido *; - pazienti in attesa o sottoposti a trapianto (sia autologo che allogenico) di cellule staminali emopoietiche (CSE) dopo i 3 mesi e fino ad un anno, quando viene generalmente sospesa la terapia immunosoppressiva*; - pazienti trapiantati di CSE anche dopo il primo anno, nel caso che abbiano sviluppato una malattia del trapianto contro l’ospite cronica, in terapia immunosoppressiva*;
  15. Grave obesità Pazienti con BMI maggiore di 35.
  16. HIV Pazienti con diagnosi di AIDS

e dei disabili gravi, ovvero quelli così ricoosciuti dalla cd. Legge 104 (per sapere come richiedere la 104 a Napoli clicca qui)

2. Persone di età compresa tra 70 e 79 anni: il criterio anagrafico assume un ruolo preponderante nella valutazione dei fattori di rischio di mortalità associata a COVID-19. Infatti, in questa fascia di età il tasso di letalità di coloro che vengono a essere infettati risulta pari al 10%.

3. Persone di età compresa tra i 60 e i 69 anni: resta preponderante il criterio anagrafico, perché in questa fascia di età il tasso di letalità di coloro che vengono a essere infettati risulta pari al 3%.

4. Persone con comorbidità di età <60 anni, senza quella connotazione di gravità riportata per le persone estremamente vulnerabili. Questa categoria è strutturata tenendo conto dell’aumentato rischio clinico di persone affette da patologie o situazioni di compromissione immunologica che possono aumentare il rischio di sviluppare forme severe di COVID-19 seppur senza quella connotazione di gravità riportata per le persone fragili. In gran parte, le tipologie di patologie prese in considerazione sono le medesime assunte per le persone estremamente vulnerabili, ma il livello di gravità considerato è inferiore. Vi rientra dunque chi ha una o più delle seguenti patologie: Malattie respiratorie, Malattie cardiocircolatorie, Malattie neurologiche, Diabete/altre endocrinopatie, HIV, Insufficienza renale/patologia renale, Ipertensione arteriosa, Malattie autoimmuni/Immunodeficienze primitive, Malattia epatica, Malattie cerebrovascolari, Patologia oncologica

5. Resto della popolazione di età <60 anni.

Sono inoltre considerate prioritarie le seguenti categorie, a prescindere dall’ età e dalle condizioni patologiche:

  1. Personale docente e non docente, scolastico e universitario,
  2. Forze armate, di Polizia e del soccorso pubblico, servizi penitenziari e altre comunità residenziali.

Vaccinazioni: sì nei luoghi di lavoro

Le Raccomandazioni danno il via libera alla possibilità di vaccinare nei luoghi di lavoro, qualora le dosi di vaccino disponibili lo permettano, a prescindere dall'età, fatto salvo che la vaccinazione venga realizzata in sede, da parte di sanitari ivi disponibili, al fine di realizzare un notevole guadagno in termini di tempestività, efficacia e livello di adesione.

Come si procederà

Secondo il piano, quindi, potrà procedere in parallelo:

- la vaccinazione dei soggetti over 80 e dei soggetti con elevata fragilità e ove previsto dalle specifiche indicazioni in tabella 1 e 2, dei familiari conviventi, caregiver, genitori/tutori/affidatari.

- il completamento della vaccinazione delle categorie ricomprese nella fase 1, promuovendo la vaccinazione nei soggetti che non hanno ancora aderito alla campagna e avendo cura di includere, nel personale sanitario e sociosanitario, tutti i soggetti che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie, utilizzando anche vaccini a vettore virale per chi non ha ancora iniziato il ciclo di vaccinazione;

- Il completamento della vaccinazione del personale docente e non docente, scolastico e universitario, delle Forze armate, di Polizia e del soccorso pubblico, dei servizi penitenziari e altre comunità residenziali.

- la vaccinazione dei soggetti di età dai 70 ai 79 e, a seguire, quella dei soggetti di età dai 60 ai 69 anni.

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