Martedì, 23 Luglio 2024
Salute

Don Mimmo Battaglia al Centro NeMo di Napoli: "Sono qui per celebrare la speranza"

L'arcivescovo di Napoli al Monaldi, presso il Centro ad alta specializzazione che si occupa dei pazienti con malattie degenerative neuromuscolari

Artigiani di pace, cercatori di un infinito che intercetta i limiti per farne possibilità, costruttori infaticabili di speranza”: con queste parole don Mimmo Battaglia si è rivolto alla comunità di pazienti e agli operatori del Centro Clinico NeMO Napoli, presso l’Ospedale Monaldi, dai quali è stato in visita pastorale, testimonianza della vicinanza della Chiesa di Napoli a chi soffre di patologie degenerative, che richiedono un’alta complessità assistenziale e che hanno un forte impatto sull’intero sistema di vita della persona e della sua famiglia.

L'arcivescovo di Napoli si è soffermato nelle camere di degenza e incontrato gli operatori sanitari. "Una visita toccante per condividere lo spirito di una comunità che ogni giorno sa cosa significa imparare a porre lo sguardo oltre il limite imposto dalla malattia", spiegano i coordinatori del Centro.

La visita di Don Mimmo Battaglia è anche il racconto di un’amicizia, quella con Massimo Mauro, vicepresidente della Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport Onlus, che nasce dalle comuni origini calabresi e che continua ancora oggi. “E’ una gioia per me accogliere Don Mimmo al Centro NeMO - ha detto infatti Massimo Mauro - Il nostro è un legame profondo che ha il sapore e lo spessore della ricerca per quel bene comune che, oggi più che mai, diventa valore essenziale per la nostra società”.

La Visita Pastorale si è conclusa in preghiera e in ascolto. Diffuse attraverso i social, le parole di don Mimmo sono entrate nelle case di tutta la comunità neuromuscolare del territorio nazionale e hanno anche raggiunto i pazienti e gli operatori nelle sale comuni e nelle camere di degenza di tutte le sei sedi NeMO a Milano, Roma, Brescia, Arenzano (Ge), Trento e Ancona.

Le parole di don Mimmo

Oggi sono qui per celebrare il senso della speranza – ha detto Mons. Battaglia - Ed essere con voi per me significa far parte della vostra speranza, che è la vostra capacità di lottare. Oggi ho incrociato tanti occhi che lottano. La speranza è parte dei vostri sguardi ed è quel senso di fiducia che dona concretezza al vostro agire. Davvero qui si tocca con mano come la vita di ogni persona abbia valore e dignità, sempre, in qualunque condizione. Ed è bello che voi tutti ve ne facciate carico. Molte volte come operatori sanitari dovete fare i conti con la fatica e l’impotenza. Ma l’impotenza è il prezzo da pagare, sapendo che noi non abbiamo perso. È anche quel senso di fedeltà alla cura, è la voce che ci dice che, nonostante tutto, ce l’abbiamo messa tutta. Ed è bello che qui ci sia una presa in carico, non solo nella cura della persona, ma anche della sua anima. E per questo mi sento di dirvi grazie. Ma la cosa più bella me l’avete insegnata voi, ed è lo sguardo come prima forma di cura. Gli occhi che si posano sulla persona, prima delle mani. Lo sguardo che dona la speranza. Prego perché questa speranza arrivi prima di tutto a questa comunità, come una carezza della vita. Perché possiate scegliere sempre la bellezza della vita. Io vi benedico e che possiate sentire questa benedizione come la carezza di Dio”.

Ad accogliere l'arcivescovo di Napoli , il direttore generale dell’A.O.U. Ospedale dei Colli, Maurizio Di Mauro; il consigliere regionale Tommaso Pellegrino; il segretario nazionale AISLA Pina Esposito; la delegata campana di Famiglie SMA, Chiara Magaddino e Salvatore Leonardo presidente UILDM Arzano -“Giovanni Nigro”. Con loro il presidente dei Centri Clinici NeMO, Alberto Fontana che ha commentato: “Il messaggio di Mons. Battaglia è un dono per i nostri Centri, carico di spiritualità così preziosa per questo nostro tempo. Fraternità, ma anche tante emozioni, che hanno permesso al Pastore della Chiesa di Napoli di conoscere una comunità che non vuole abbassare lo sguardo alla malattia, ma che vuole attraversarla con coraggio e fede”.

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