Policlinico Federico II, nasce il Centro anti-violenza

Collocato presso il Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico dell’Azienda, consente un percorso diagnostico terapeutico assistenziale con l’obiettivo di fornire una risposta immediata alle vittime di violenza

Un’equipe multidisciplinare, una rete di servizi interni specializzati e la diretta collaborazione con i centri territoriali sono le caratteristiche principali del centro antiviolenza attivo da oggi al Policlinico Federico II. Collocato presso il Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico dell’Azienda, consente un percorso diagnostico terapeutico assistenziale completo, diretto a fornire una risposta immediata alle donne vittime di violenza, ma anche a garantire un servizio di presa in carico globale che tenga conto della sfera psicologica, della tutela dei minori, degli aspetti medico-legali.

Panchina rossa davanti all'edificio 9

L’iniziativa dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, guidata da Anna Iervolino, vede l’impegno di Maurizio Guida referente del Centro antiviolenza, Giuseppe Bifulco Direttore del Dipartimento Materno Infantile, Andrea De Bartolomeis Direttore della UOC di Psichiatria e Psicologia. Come simbolo e testimonianza del nuovo servizio, è stata installata una panchina rossa nel prato antistante l’edificio 9, alla presenza di Giovanni Melillo Procuratore della Repubblica del Tribunale di Napoli, Matteo Lorito Rettore dell’Università Federico II, Maria Triassi Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia, il capitano dei carabinieri Luca Leccese e Luigi Califano Direttore del Dipartimento Testa-Collo dell’Azienda.

Cos'è la pandemia-ombra

“Pandemia ombra” è come le Nazioni Unite hanno definito il dilagare della violenza di genere nel mondo durante la pandemia, in un periodo in cui lockdown e quarantena, strategie chiave per limitare la diffusione del contagio da Covid-19, sono diventate ineludibili cause di isolamento e convivenza forzata.

Un netto incremento delle varie forme di violenza di genere, da quella verbale a quella fisica o sessuale che sta caratterizzando questo anno così complesso a livello globale. Ed è per questo che abbiamo pensato ad un percorso completo che può contare su una consolidata rete di servizi specialistici interni, grazie alla sinergia con le nostre unità di psicologia, pediatria e medicina legale e stiamo implementando una forte collaborazione con i centri territoriali per garantire la continuità dell’assistenza e l’idoneo supporto per un reinserimento progressivo delle vittime nella quotidianità”, spiega il Professore Maurizio Guida, referente del Centro antiviolenza dell’AOU Federico II.

Corsia preferenziale al Pronto Soccorso

Tutte le presunte vittime avranno una corsia riservata di accesso al Pronto Soccorso, in virtù dello specifico codice giallo, e disporranno di locali riservati e di strumentazioni specifiche" dice sempre il Prof. Maurizio Guida.

Il team del Policlinico Federico II utilizzerà kit monouso completi, comprendenti le buste da sigillare per la Autorità Giudiziaria e gli indumenti da fornire alle donne in cambio di quelli utili per le indagini; e per i figli è prevista una accoglienza speciale, fino al cosiddetto ricovero sociale, che garantisce alla vittime una completa separazione dall’autore delle violenze, quando sia un congiunto o un convivente.

Il fenomeno della violenza sulle donne ha implicazioni cruciali, dirette e indirette, per la salute mentale, alcune di evidente impatto, come nel caso dei disturbi da adattamento e dei disturbi post-traumatici da stress, altre più silenti ma che possono portare ad atti estremi come ad esempio il femminicidio latente legato al rischio suicidario nelle donne che subiscono violenza. Vanno, inoltre, considerate le conseguenze della violenza in donne adolescenti che hanno una significativa influenza sulla traiettoria di sviluppo della vita affettiva ed emotiva”, precisa il Prof. Andrea De Bartolomeis.

La panchina rossa è un simbolo importante che deve dare forza soprattutto nei cammini difficili, come nel caso della violenza che segna il destino di troppe donne. Molti passi in avanti sono stati compiuti, in particolare grazie alla nuova legge del 2019 che ha aiutato a consolidare una cultura nelle indagini volta a proteggere e tutelare la vittima” , ha sottolineato Giovanni Melillo.

“L’inaugurazione di oggi rappresenta insieme una sconfitta e una vittoria. Una vittoria perché con questa iniziativa diamo un segnale importante: che il Policlinico Federico II è in prima linea su questo tema così rilevante e di portata globale. Una sconfitta perché la speranza è che un giorno non avremo più bisogno di centri antiviolenza. L'esigenza di doverlo fare significa ovviamente che il problema c'è, è grave, e dobbiamo affrontarlo”, ha aggiunto il prof. Matteo Lorito.

La violenza non può essere mai banalizzata, sminuita, giustificata. Va piuttosto intercettata tempestivamente – ha sottolineato Anna Iervolino, direttore generale - abbiamo il dovere di dare risposte immediate alle vittime di violenza e dobbiamo tutelare le donne attraverso una presa in carico globale, ponendo al centro del nostro operato il loro benessere e quello dei loro figli. Il punto di forza del percorso che abbiamo realizzato è la capacità di dialogo tra le diverse unità e la rete multidisciplinare interna già collaudata che costituiranno un’inestimabile ricchezza per l’efficacia del percorso"

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Zona arancione, la Campania torna a sperare in un allentamento delle restrizioni

  • Un Posto al Sole, anticipazioni dal 12 al 16 aprile: il cuore spezzato di Rossella e la scoperta di Franco

  • Concorsone nella Pubblica Amministrazione, 2800 posti: come partecipare

  • Castello delle Cerimonie, lo storico caposala Gaetano Davide cerca lavoro: "Disposto a qualsiasi mansione"

  • Campania zona arancione, De Luca: "Nel fine settimana al 90% saremo fuori dalla zona rossa"

  • Vaccinazioni a Napoli: AstraZeneca per gli over 60, Pfizer per under 60

Torna su
NapoliToday è in caricamento