La richiesta: "I pronto soccorso tassello fondamentale per l'Università"

Rilanciata la necessità di potenziare ed ottimizzare i percorsi assistenziali, in particolare nell’attuale periodo di emergenza

‘’Senza pronto soccorso la nostra missione di formazione dei giovani è incompleta, monca e anche la pandemia ce lo ha dimostrato e insegnato’’: Maria Triassi, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli, rilancia con forza la necessità di rendere operativi servizi di pronto soccorso anche presso le università della Campania, intervenendo al webinar su "Gestione del paziente con sintomatologia convulsiva nella fase emergenziale post-Covid e non: verso un modello di gestione condiviso e il potenziamento dei servizi di Pronto Soccorso" organizzato in modalità telematica dalla società di consulenza, management e progettazione sanitaria SaniProGest.

Ai lavori ha preso parte un team di esperti in Neurologia, Rianimazione, e Medicina dell'Emergenza della Regione Campania e sono intervenuti, tra gli altri, i Professori dell’Università degli Studi di Napoli Federico II Leonilda Bilo Responsabile del Centro dell’Epilessia dell’Azienda ospedaliera universitaria federiciana e centro di riferimento della Regione Campania, Mario Delfino consigliere Ordine dei Medici di Napoli e Giuseppe Galano, direttore U.O.C. Centrale Operativa Territoriale 118.

Triassi, che da tempo è impegnata per l’attivazione di un pronto soccorso all’interno del Policlinico Federico II, ha sottolineato in particolare che ‘’insegnare la medicina e le professioni sanitarie senza l’emergenza è diventato impossibile e inappropriato. Molte Scuole di specializzazione prevedono la presenza del pronto soccorso e invece noi siamo costretti a ricorre a una convenzione con l’ospedale Cardarelli. La nostra struttura e la nostra regione – ha aggiunto – hanno grandi professionalità in campo neurologico e ritengo che queste specializzazioni vadano affrontate anche in emergenza perché ad esempio una malattia come l’epilessia non è soltanto una patologia cronica, ma è anche all’origine di situazioni d’emergenza’’. Alla luce di ciò, secondo Triassi ‘’un pronto soccorso è un tassello fondamentale per la nostra struttura e deve comprendere anche discipline specialistiche come la neurologia’’.

La necessità e l'urgenza è attestata dai numeri: la sintomatologia convulsiva riguarda infatti mediamente 1 adulto su 100 e fino al 5% dei bambini al di sotto dei 5 anni. Tra l'altro, nel corso dei lavori, è stato evidenziato come negli ultimi tempi risulti drammaticamente in crescita il numero di accessi al pronto soccorso pediatrico del Santobono, sia per sindromi convulsive organiche slatentizzate spesso dal lungo tempo davanti agli schermi di pc e tv cui la pandemia ha costretto bambini e adolescenti, sia per sintomi indotti da un particolare stress psicologico determinato dalla lunga permanenza in casa o, all'opposto, dal ritorno a scuola che, dopo tanti mesi, per molti piccolini può costituire un vero e proprio trauma.

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