Come tornare subito in forma dopo le feste natalizie

Le misure anti-contagio hanno imposto lo stop forzato a palestre e centri sportivi. Ma i professionisti del fitness si sono organizzati. Ecco come sta cambiando il mondo del fitness

Lo sport  è ormai sempre più “ibrido”: non solo allenamenti in palestra, ma anche corsi outdoor e online, mentre i club si stanno trasformando in piattaforme di servizi legati a fitness e benessere. L'evoluzione digitale del rapporto palestra - allievi, inoltre, sta dando una spinta alla diffusione di tecnologie e servizi innovativi. A dirlo l'indagine su 600 sportivi italiani realizzata da Sportclubby, la principale piattaforma in Italia per prenotare corsi online o in palestra e servizi dedicati ad ogni tipo di sport.

Come faremo sport

Se prima della pandemia da Coronavirus la maggior parte degli sportivi (70%) andava regolarmente in un centro sportivo o palestra 3 o più volte a settimana, a causa delle restrizioni introdotte per gestire l'emergenza sanitaria adesso il 63% ha diminuito la frequenza di allenamento, con un impatto maggiore tra gli over 55 (73%).

Con la fine della pandemia, che si auspica vicina anche grazie all'inizio delle vaccinazioni, 7 italiani su 10 prevedono di tornare ad allenarsi in presenza, mentre il 16% degli intervistati ha dichiarato che affiancherà ai corsi in sede anche attività online e/o outdoor. Una fascia di utenti prevede di allenarsi soprattutto in livestreaming (3%) o con lezioni registrate on demand (1%).

Proprio i corsi online potrebbero agevolare i club ad espandersi senza limiti di confini: infatti, 1 italiano su 3 dichiara che nel 2021 si allenerebbe online anche con palestre o trainer al di fuori della propria area territoriale.

Per quanto riguarda le attività outdoor, invece, il 7% degli sportivi dichiara che sceglierebbe di allenarsi all'aperto se supportato dal proprio centro o istruttore di fiducia, mentre il 3% preferisce allenarsi esclusivamente all’aperto senza pagare un’iscrizione in palestra.

Infine, un probabile cambiamento futuro riguarderà gli orari in cui ci si allena, influenzati dalla crescita e dall'applicazione stabile dello smart working in molte aziende italiane: il 36% degli intervistati, infatti, praticherà sport anche in orari non “di punta”. Questo potrebbe portare ad un’offerta di corsi più dilazionata nel corso del giorno o ad un incremento del consumo online “on demand”.

Il rapporto tra sportivi e club

Tra le aspettative degli sportivi che frequentano club e centri sportivi, il 62% degli intervistati vorrebbe che il proprio club utilizzasse tecnologie adeguate per offrire servizi su misura, come corsi negli orari più richiesti o promozioni basate sui propri gusti ed esigenze.

Altrettanto importante, poi, è anche l’applicazione di un modello multi-servizio, facilitato da strumenti digitali: il 44% degli sportivi, infatti, vorrebbe poter affiancare all'iscrizione in palestra anche altre opzioni legate a sport e benessere (come la visita medica, essere seguiti da un nutrizionista e/o un fisioterapista, poter praticare meditazione, etc), mentre il 21% si aspetta nel 2021 anche un’offerta integrata di strumenti per facilitare la pratica sportiva, come pagamenti digitali, assicurazioni, servizi di trasporto casa-palestra per ragazzi e welfare aziendale. Infine, il 18% degli intervistati vorrebbe che il rapporto con la community di sportivi nata quest'anno su social e app venga coltivato anche in futuro, per ricevere aggiornamenti costanti e stimoli nuovi e sempre diversi.

I limiti dello sport online 

Se è vero che oltre la metà degli sportivi (52%) ha praticato sport online durante i lockdown, è anche vero che il 48% ha rinunciato a questa opzione. Tra gli ostacoli principali c'è l’assenza di spazi adeguati in casa (36%), ma anche l’impossibilità di praticare il proprio sport o relativi esercizi di potenziamento a distanza (32%). Per il 24% degli sportivi intervistati, inoltre, la presenza di familiari o animali che interrompono la lezione è stato il motivo principale di abbandono, mentre il 20% ha rinunciato allo sport online per staccare dal pc e dal mondo digitale, spiegando di trascorrere già troppo tempo su dispositivi elettronici e piattaforme di videochat per lavoro. 

Alcuni degli intervistati (14%) hanno spiegato invece di non hanno praticato sport online perché non possedevano le competenze e gli strumenti tecnologici di base né  la volontà di acquisirli, mentre il 10% non ha trovato online corsi adeguati al proprio livello di abilità ed esperienza. 

La spinta data al mercato del fitness dalla pandemia, in ogni caso, sta già portando a ridefinire spazi e tempi destinati allo sport, con un'accelerazione del virtual training e un’offerta digitale sempre più completa ed in linea con le esigenze degli sportivi.

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