Ansia, depressione, stress: nell'era Covid richieste di aiuto in aumento

Quasi 23mila chiamate a Telefono Amico in 6 mesi: l'identikit di chi chiede aiuto

Nei primi sei mesi del 2020, sui suoi tre servizi di ascolto  - chiamate vocali attraverso numero unico 02 2327 2327, chat attraverso il numero WhatsApp 345 0361628 e mail attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it - Telefono Amico ha ricevuto quasi 23.000 chiamate.

Le telefonate su numero fisso sono arrivate principalmente da uomini: ben il 64% del totale. La fascia di età che ha usato maggiormente il numero unico è stata quella compresa tra i 46 e i 55 anni (28%), seguita dalla fascia 56-65 anni (23%). Al terzo posto chi ha tra i 36 e i 45 anni (22%).

Quasi 2.000 le persone che hanno invece chiesto aiuto attraverso il servizio WhatsApp Amico: principalmente donne (60%) e di età inferiore rispetto a chi ha utilizzato le chiamate vocali. Il 34% delle chat ha coinvolto persone tra i 26 e i 35 anni, il 23% tra i 18 e i 25 anni e il 17% tra i 36 e i 45 anni.

Il 12% delle richieste di ascolto attraverso il servizio di messaggistica è arrivato inoltre da minori di 18 anni.

"Molte persone – spiega la responsabile dell'organizzazione di volontariato Monica Petra – ci contattano per problemi legati all’area del sé, come la solitudine o il bisogno di compagnia, ma riceviamo anche migliaia di telefonate dalle quali emergono difficoltà legate alla sessualità, alle relazioni familiari e amicali, all’inserimento nella società (emarginazione) e a questioni più pratiche, come problemi economici, lavorativi e giuridici. L’emergenza Covid-19 ha determinato un forte aumento delle richieste di aiuto: questo periodo così difficile probabilmente ha spinto le persone ad aprirsi di più e a chiedere sostegno. Questo forte aumento rende ancora più importante la disponibilità di nuovi volontari adeguatamente formati".

Nei primi sei mesi del 2020 - spiegano i volontari di Telefono Amico Italia - accanto ad una importante crescita del bisogno di aiuto, è stato anche registrato un forte picco di richieste di informazioni da parte di aspiranti volontari: questi mesi di lontananza fisica hanno portato molte persone a riscoprire la voglia di stare vicino agli altri anche “a distanza”, mettendo a disposizione il proprio tempo e la propria capacità di ascolto. Per rispondere a quest'esigenza, nel permanere delle restrizioni imposte dalla normativa anti-contagio, l'organizzazione di volontariato ha deciso di attivare in via sperimentale corsi di formazione on line. Tra le città pilota c'è anche Napoli, con Bassano del Grappa, Bolzano, Milano, Padova, Palermo, Roma, Sassari, Trento e Treviso.

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