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Gravidanza: attenzione alla bilancia emostatica

I consigli di Fabio Perricone, ginecologo, esperto di Medicina della Riproduzione ed Endocrinologia Andrologica e Medicina Clinica e Sperimentale, e del Prof. Corrado Perricone, ematologo già responsabile del Centro di Immunoematologia dell’AORN Santobono Pausilipon e componente del Consiglio Superiore della Sanità

Nel nostro corpo il sangue scorre in maniera fluida attraverso il sistema circolatorio, tutto questo è possibile perché la coagulazione del sangue lo permette grazie alla bilancia emostatica, un meccanismo che mantiene in equilibrio fattori emorragici e fattori trombotici.

L’equilibrio della bilancia emostatica è consentito principalmente dai tredici fattori della coagulazione, ognuno con un proprio ruolo, a questi si aggiungono altri elementi necessari per mantenere tale equilibrio. I fattori emorragici ed i fattori trombotici devono necessariamente funzionare normalmente. Anche solo una carenza, infatti, mette il soggetto a rischio emorragico o trombotico.

Esistono varianti genetiche di tali fattori che sono responsabili della trombofilia genetica, indagata tramite il pannello trambofilico. Indispensabile al fine di individuare le alterazioni della bilancia emostatica sono il PT (Tempo di Protrombina ) e il PTT (Tempo di Tromboplastina). In caso di alterazioni di PT e PTT, è necessario un opportuno approfondimento dei fattori V, VII, X , VIII ,IX ,XI e XII. Sono da considerare anche nel mantenimento dell’equilibrio il fibrinogeno e le piastrine. Fenomeni trombotici possono essere messi in evidenza anche dallo studio della proteina C coagulante, proteina S, la cui carenza è significativa e correlata ad episodi trombotici. Da controllare anche l’AT III (antitrombina terza) la cui diminuzione aumenta il rischio di un’inappropriata coagulazione del sangue. Se gli elementi su descritti non risultano alterati, ma si vuole valutare in maniera più specifica l’equilibrio della bilancia emostatica, come nei casi di poliabortività o intertilità di coppia, è opportuno esaminare il pannello trombofilico per lo studio delle mutazioni dei fattori della coagulazione.

Di seguito i principali fattori da analizzare:

  • Fattore V e Fattore V di Leiden
  • Fattore II (protrombina)
  • MTHFR (con le varianti C677T e A1298C)
  • PAI 1(inibitore del plasminogeno).

I fattori elencati, se risultano mutati, determinano uno stato di predisposizione alla trombosi.

Alcuni fattori, come l’MTHFR, presentando la variante in omozigosi o eterozigosi, se associati all’aumento dell’omocisteina, provocano un notevole innalzo del rischio trombotico. In vista della preparazione ormonale a volte necessaria per ottenere una gravidanza, è opportuno valutare tutti gli esami descritti. Sarebbe inoltre necessario coinvolgere in queste indagini il partner maschile, perché, qualora questi fattori dovessero presentarsi alterati, sarebbero necessari maggiori approfondimenti e terapie specifiche mirate.

Tali indagini divengono importanti e fondamentali in un percorso di fecondazione assistita.

Lo studio della corretta funzionalità della bilancia emostatica è necessario in tutte le situazioni di interesse ginecologico, dalla contraccezione alla ricerca della gravidanza, e, chiaramente, durante tutta la gestazione a tutela della madre e del nascituro.

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