Disturbi mentali: i trattamenti possibili nel rispetto della dignità dei pazienti. Dall'Africa la strategia possibile

I disturbi mentali sono tra le cinque patologie non trasmissibili più comuni. Numerose le difficoltà incontrare dalle famiglie, cui il sistema demanda in parte la gestione dei malati. Se ne discuterà alla Federico II con il filantropo africano Gregoire Ahongbonon, da 35 anni impegnato per il recupero dei pazienti psichiatrici, con risultati straordinari

Per discutere di cura e trattamento dei pazienti psichiatrici, sarà a Napoli il filantropo Gregoire Ahongbonon.

Originario del Benin, Ahongbonon da 35 anni è impegnato a portare aiuto ai malati psichici che raccoglie dalla strada, tra Costa D’Avorio, Togo, Benin, Burkina Faso e altre nazioni africane per ospitarli, curarli e restituirli alle famiglie, occupandosi anche di trovare loro un lavoro in strutture create appositamente con questo scopo.

Insignito nel 1998 del Premio Internazionale “Franco Basaglia”, Ahongbonon  il 16 maggio, a partire dalle 16.00, incontrerà medici, studenti e cittadini presso l’Aula Magna della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli, per raccontare la sua esperienza. Numerosi i centri che gestisce in Africa, per oltre un migliaio di degenti, che contribuiscono a dimostrare con la "pratica di liberazione dalla contenzione e di emancipazione dei pazienti psichiatrici quanto la dignità e il rispetto degli uomini e delle donne sia alla base di ogni intervento di salute mentale“, come è scritto nelle motivazioni del premio conferitogli ormai 20 anni fa.  

Presieduta dal Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia Luigi Califano, la giornata vedrà la partecipazione anche di Enrico Di Salvo, già direttore della UOC di Chirurgia Generale, Nelson Mauro Maldonato responsabile del Programma InfraDipartimentale di Psicologia Clinica dell’AOU e Andrea De Bartolomeis, direttore dell’UOC di Psichiatria e Psicologia.

Quella del trattamento dei malati psichici è una problematica particolarmente delicata e sentita. I disturbi mentali sono infatti tra le cinque patologie non trasmissibili più comuni insieme a tumori, malattie cardiocerebrovascolari, diabete e broncopneumopatia cronica ostruttiva. Il compito e l’onere di gestire i pazienti con disturbi mentali, prima e oltre che sui servizi territoriali e i reparti psichiatrici ospedalieri,grava soprattutto sulle famiglie: una soluzione che, a 40 anni dalla cosiddetta legge Basaglia che regola gli interventi in materia, si è dimostrata del tutto incompleta e spesso inadeguata. Fondamentali, in particolare, vere e proprie reti integrate di servizi, capaci di sostenere le famiglie e intercettare le necessità dei pazienti, consentendone l'integrazione e il mantenimento nel tessuto sociale

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