Veterinari: dal 16 aprile in vigore la ricetta elettronica, non senza perplessità

Più che per gli amici di piume e pelo domestici, l'obbligo riveste un'importanza fondamentale per monitorare il consumo di farmaci e antibiotici negli allevamenti

Sarà in vigore anche a Napoli, a partire dal 16 aprile, la Ricetta elettronica Veterinaria con l’obiettivo dichiarato di:

AUMENTARE la tutela della salute pubblica

FAVORIRE l’uso corretto dei medicinali veterinari

RILEVARE il consumo reale dei medicinali veterinari

RAFFORZARE la lotta all’antimicrobico-resistenza

MIGLIORARE il sistema di tracciabilità dei medicinali veterinari

RIDURRE gli adempimenti e i costi

RENDERE più efficiente l’attività di farmacosorveglianza e di analisi del rischio sanitario

RIBADIRE il ruolo del medico veterinario quale unico responsabile della prescrizione.

Scopo finale del Sistema Informativo Nazionale della Farmacosorveglianza, dunque non è la semplice smaterializzazione della ricetta cartacea in un documento elettronico, ma una modifica sostanziale del precedente modello di gestione dei medicinali veterinari, attraverso la completa digitalizzazione che, consentendo di rilevare il consumo reale dei medicinali ad uso veterinario, costituisce – come ha detto il ministro della Salute Giulia Grillo - un "passo fondamentale nella strategia di lotta all'antibiotico resistenza".

La ricetta elettronica per gli animali, quindi, nell’ottica dell’azione del Ministero della Salute, è fondamentale non per gli amici di piume e pelo domestici, ma per il comparto zootecnico, in particolare per gli animali allevati per la macellazione o che forniscono alimenti indispensabili come latte e uova. L’introduzione della ricetta elettronica veterianaria, infatti, ha spiegato il ministro, "riguarda specificatamente la sanità animale ma ha evidenti ripercussioni anche sulla salute umana":  sarà in fatti "garanzia per tutti, perché ci dirà puntualmente il consumo dei farmaci negli allevamenti e avremo dati precisi rispetto anche al consumo degli antibiotici".  La resistenza agli antibiotici rappresenta, infatti, una questione di salute pubblica.

Ci sono tuttavia grosse perplessità rispetto ai tempi e ai modi di entrata in vigore: "La scelta del Ministro della Sanità di prevedere l'obbligatorietà della ricetta elettronica veterinaria senza che sia previsto un periodo di prova mette a rischio tutto il sistema che non è assolutamente pronto. Ci auguriamo che in questo periodo non fiocchino sanzioni perché sarebbe davvero incredibile far ricadere sui veterinari una mancanza di organizzazione di cui invece è responsabile il Ministero", precisa infatti l’europarlamentare di FI Fulvio Martusciello.

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