La restrizione calorica controllata come arma contro le infezioni che implicano danni polmonari

Sovrappeso, obesità e diabete, più che frequenti nel mondo occidentale, si associano spesso ad infezioni con esiti fatali.

Uno studio condotto dalla Federico II con il CNR di Napoli, l'Istituto Superiore di Sanità e vari team nazionali e internazionali, appena pubblicato su Cell Metabolism, mostra che la riduzione controllata - per non condurre a denutrizione - dell’apporto di calorie, potrebbe avere un ruolo fondamentale nella prevenzione e terapia di alcune infezioni gravi, dalla tubercolosi al covid.

Cos'è la Tbc

La tubercolosi o Tbc è una malattia infettiva causata da vari ceppi di micobatteri, soprattutto Mycobacterium tuberculosis (MTB), chiamato anche Bacillo di Koch, e rappresenta ancora una delle emergenze infettivologiche più diffuse al mondo. Ogni anno 10 milioni di persone si ammalano di Tbc.

Nonostante sia una malattia in parte prevenibile e curabile, 1,4 milioni di persone ne muoiono  ogni anno, rendendola il principale killer infettivo al mondo per singolo agente infettivo.

La Tbc è la principale causa di morte delle persone con HIV e anche un importante contributo alla resistenza ai farmaci antimicrobici.

La maggior parte delle persone che si ammalano di TBC vive in paesi a basso e medio reddito, ma la Tbc è presente in tutto il mondo. Circa la metà di tutte le persone affette da Tbc si trova in 8 paesi: Bangladesh, Cina, India, Indonesia, Nigeria, Pakistan, Filippine e Sud Africa. La World Health Organization stima che circa un quarto della popolazione mondiale sia infettata da bacillo di Koch. 

In modo alquanto sorprendente, negli ultimi 30 anni, nei paesi più ricchi e opulenti è stata osservata un’associazione tra Tbc e incremento di patologie connesse ad un malfunzionamento del metabolismo come diabete, sovrappeso e obesità. Sempre nel contesto del mondo occidentale, inoltre, è stata riscontrata una sempre più rapida insorgenza di ceppi di bacillo di Koch cosiddetti multidrug-resistant, ossia resistenti alle più comuni terapie antibiotiche.

Lo studio 

Lo studio coordinato dal professore Giuseppe Matarese del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell’Università di Napoli Federico II/Istituto per l’Endocrinologia e l’Oncologia Sperimentale (IEOS), dal Crn di Napoli e dalla dottoressa Carla Palma del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, dimostra che la restrizione calorica (RC) controllata è in grado sia di prevenire che di bloccare l'infezione da MTB polmonare.

Nello specifico si osservava una riduzione del danno infiammatorio del polmone attraverso una “riprogrammazione immunometabolica” che porta ad una maggiore capacità di “killing” da parte delle cellule immunitarie nei confronti del MTB.

I risultati, inattesi, propongono la restrizione calorica controllata come nuova strategia nella gestione dell'infezione da MTB nei paesi in cui la Tbc è in rapido aumento, soprattutto in associazione con sovrappeso e obesità ma aprono anche nuove frontiere nel trattamento di altre infezioni in cui il danno infiammatorio collaterale del polmone è determinante ai fini delle conseguenze più gravi nei pazienti infetti, come nel caso dell’infezione da Coronavirus SARS-CoV-2.

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