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Venerdì, 21 Giugno 2024
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"Parteciperò al Mediterranean Pride vestito come un Gesù omosessuale"

Francesco Mangiacapra, noto avvocato e gigolò, descrive la sua scelta come "un atto politico". "Nessun intento anticlericale, ma anzi un messaggio d'amore"

Parteciperà al Mediterranean Pride di Napoli vestito come un Gesù omosessuale, accompagnato da un efebico angelo con ali di piume di struzzo. È l'ultima provocazione di Francesco Mangiacapra, l'avvocato ed escort che a inizio anno ha consegnato alla Curia partenopea un dossier sui preti gay.

A dare notizia di quello che lui definisce il suo "atto politico", è il Corriere del Mezzogiorno. Non una "provocazione anticlericale", ma un "messaggio d'amore", "positivo" e "pacifico" oltre che finalizzato "a sfatare l’inconciliabilità tra fede e condotta omosessuale". Che non potrà che generare polemiche.

Il Mediterranean Pride of Naples 2018

Mangiacapra spiega che a dimostrazione dei suoi intenti c'è proprio l'identità di chi interpreta l'angelo. Vent'anni, è un fervente cattolico, di giorno operatore pastorale e volontario in una parrocchia della città, di notte performer e ballerino. Conosceva Vincenzo Ruggiero, l'attivista gay brutalmente ucciso ad Aversa un anno fa.

"Non è stato Cristo a creare un pregiudizio basato sulla più grande ossessione dell’essere umano: il sesso – spiega l'avvocato – sono stati altri interessi successivi. Ed è così che ci siamo beccati schiere di preti, di vescovi e papi che non risorgono affatto che muoiono come tutti gli uomini che pretendono di avere autorità, potere e diritto di giudicare, anzi un potere e un diritto di giudicare ben più ampi del fondatore".

Da avvocato a gigolò: la storia di Francesco Mangiacapra

Il suo costume potrebbe però infastidire qualcuno. C'è addirittura da stare attenti al reato di "vilipendio della religione". "Invito tutte le persone di chiesa a venire ai Pride per rendersi conto di persona che il mio gesto non risulterà offensivo – spiega al Cormez Mangiacapra – ma sarà un tributo all’amore, lo stesso amore esaltato nel Vangelo. In ogni caso, spesso la morbosità non è nei gesti, ma negli occhi di chi osserva".

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