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Il dramma di Salvatore, giovane affetto da fibrosi: “Siamo a rischio, ma per noi nessun vaccino”

NapoliToday ha raccolto la testimonianza di Salvatore, 22 anni, che lancia un appello alle istituzioni

Nel piano vaccini sono una categoria ad alto rischio, ma ad oggi niente si è mosso per i malati di fibrosi cistica. In realtà, niente si è mosso in Campania, visto che in altre regioni l’inoculazione è già partita.

A lanciare l’allarme è Salvatore, 22 anni, studente di Geologia, che vive in casa con i genitori e la sorella di 16 anni. A Salvatore questa malattia rara è stata diagnosticata quando aveva appena un anno e mezzo e la convivenza con la stessa si è ulteriormente complicata con l’entrata in scena del Covid.

“I polmoni sono gli organi più colpiti”

La fibrosi cistica è una malattia multi-organo degenerativa che è presente dalla nascita. In sostanza si tratta della mutazione di un gene incaricato di regolare la secrezione degli organi. Nel nostro caso, queste secrezioni risultano più dense e disidratate. Tra gli organi che più ne risentono ci sono i polmoni”.

Infatti, il ristagnamento del muco in questi tende a generare infezioni e infiammazioni. Inoltre, siamo molto suscettibili ai batteri che in altre persone, ad esempio, non causano problemi. Quindi, spesso e volentieri si arriva a insufficienza respiratoria e, purtroppo, in molti casi si necessita di un trapianto di polmoni”, spiega a NapoliToday Salvatore.

“Quasi un anno chiuso in casa”

Una condizione critica che rischia di aggravarsi ulteriormente con la contrazione del Covid che, come è noto, colpisce in molti casi proprio i polmoni. Questo comporta un’allerta maggiore che si traduce in un “isolamento” da tutto e da tutti, annullando del tutto la propria vita sociale.

Per noi la situazione è ancora più complicata. Il Covid va a colpire chi ha problemi di scompensi respiratori, diabete e ipertensione. Tutte cose delle quali chi è malato di fibrosi cistica soffre già. Cerco di stare molto attento, anche se l’apprensione è tanta. Io uso la mascherina da quando sono nato”. 

Senza esagerare, posso dire che nell’ultimo anno su 365 giorni, sono rimasto a casa per 360. Ho incontrato pochissime persone, oltre i miei genitori e mia sorella.  La mia situazione è ricaduta anche su di loro, perché è inutile che io resti a casa se poi loro vanno in giro. Mia sorella, ad esempio, pur potendo andare a scuola ha dovuto optare per la didattica a distanza”.

“La malattia è uguale da Nord a Sud”

Con l’uscita del vaccino venne annunciata l’inoculazione per le persone più fragili, ovviamente dopo il personale sanitario. Nel prospetto del Governo, infatti, è presente ed è specificata la categoria dei malati di fibrosi cistica. Siamo a marzo e le vaccinazioni sono partite solo in altre regioni, come Lazio, Veneto e Toscana. In Campania ancora non se ne parla, ma forse non è chiaro che questa malattia è uguale da Nord a Sud”.

Ogni giorno che passa è un giorno che rischiamo di prendere il virus, ma le istituzioni giocano allo scarica barile. Non sappiamo di chi è la colpa, sappiamo solo che se dovessimo contrarre il virus non saremmo ricoverati in terapia intensiva perché avremmo comunque scarse probabilità. Chiediamo l’intervento immediato della Regione. Se un malato può essere salvato e non viene fatto saranno poi loro a portarlo sulla coscienza”.

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