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Oggi i test di medicina tra sogni e il rischio brogli

 

A vederl in fila per entrare nel Palapartenope sembrano quasi i fan di una qualche rockstar. Ad avvicinarsi, però, ci si accorge che i volti non sono proprio quelli rilassati di chi sta per assistere a un concerto, ensì sono tesi e nervosi, come quelli di chi si sta giocando un'occasione per la vita. 

Sono gli aspiranti dottori di domani, che oggi, a Napoli come in tutta Italia, stanno sostenendo i test di ammissione alle facoltà universitarie. Nel Palapartenope si tengono le prove per l'Università Vanvitelli, al secolo Seconda università di Napoli (quelli della federico II si tengono a Monte Sant'Angelo). Già alle prime ore del mattino si forma una piccola folla, che diventa grande intorno alle 7.30. 

C'è chi prova i test per la prima volta: "Sogno di diventare un medico, ma non ho ancora deciso di che tipo"; chi per la seconda, chi è laureando in un'altra facoltà ma non ha smesso di sognare il camice bianco: "Per questo motivo credo di poter gestire meglio la mia emotività".

Il tempo è la variabile che spaventa di più, perché giocarsi un anno di sacrifici in 60 minuti non è una passegiata di salute: "Bisogna sfruttarlo al meglio e non guardarsi indietro dopo aver risposto a una domanda". E poi, come ogni anno, c'è l'ombra dei brogli: "E' la cosa che mi demoralizza di più perché io mi sono sacrificato tanto e magari mi passerà davanti qualcuno con una conoscenza". Eppure c'è anche chi spera nell'ennesimo scandalo: "La mia preparazione non è delle migliori, allora non mi resta che sperare nel ricorso in caso di brogli". 

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