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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Riutilizzo dei sottoprodotti delle filiere agro-alimentari: gli studi della Federico II per ridurre l'impatto ambientale

Il gruppo di ricerca di Chimica degli Alimenti, coordinato dal professor Alberto Ritieni del Dipartimento di Farmacia, in stretta collaborazione con il Dipartimento di Agraria e con quello di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche, ha condotto numerosi lavori scientifici

Sono numerosi gli studi incentrati sulla qualificazione e l'utilizzazione dei cosiddetti sottoprodotti di varie filiere agro-alimentari per ridurre l'impatto ambientale condotti all'Università degli studi di Napoli Federico II. Il gruppo di ricerca di Chimica degli Alimenti, coordinato dal professor Alberto Ritieni del Dipartimento di Farmacia, in stretta collaborazione con il Dipartimento di Agraria e con quello di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche, ha infatti condotto numerosi lavori scientifici in un'ottica di economia circolare e in simbiosi con la rete imprenditoriale locale e nazionale per valorizzare e riutilizzare gli scarti agro-alimentari.

La trasversalità delle competenze e delle diverse conoscenze di base non solo è necessaria, ma si è dimostrata essere sinergica per il raggiungimento degli obiettivi riassunti nell'ambito della Rivoluzione verde e della transizione ecologica e previsti nel Piano di ripresa e resilienza (PNRR) e in particolare, per gli aspetti definiti nel concetto di economia circolare e di agricoltura sostenibile.

Queste costanti e proficue interazioni scientifiche interdipartimentali hanno condotto alla pubblicazione su riviste scientifiche internazionali di numerosi risultati che spaziano dalla filiera del caffè con la caratterizzazione metabolomica del cosiddetto "husk" ricavato dalla tostatura del caffè (J. of Food Research 7, 4, 43-54, 2018 doi:10.5539/jfr.v7n4p43) al riuso della posa del caffè per produrre degli innovativi biscotti salutistici (Foods 10, 1837, 2021 doi.org/10.3390/ foods10081837).

Parallelamente, i sottoprodotti della filiera olivicola sono stati caratterizzati come una fonte di alimenti funzionali che hanno condotto all'ideazione e alla produzione pilota di innovativi patè di olive con valenza salutistica (Antioxidants 9, 581, 2020 doi.10.3390/antiox9070581) o per ottenere sottoprodotti potenzialmente più salutistici (Antioxidants, 9, 466, 2020 doi.org/10.3390/antiox9060466).

Gli studi di bioaccessibilità e di biodisponibilità nonché la valutazione delle attività salutistiche antiossidanti e biochimiche dei baccelli dei piselli, peraltro già usati come ingredienti poveri della gastronomia tradizionale, hanno reso questo sottoprodotto una fonte di molecole funzionali di grande interesse per il settore nutraceutico (Antioxidants 11, 105, 2022 doi.org/10.3390/antiox11010105).

Il regno vegetale offre ulteriori spunti considerando la filiera del finocchio e la possibilità di riutilizzare gli scarti della trasformazione dei grumoli che rappresentano oltre il 50% dei volumi lavorati e formulando dei nuovi nutraceutici e delle bevande funzionali (Molecules, 26, 1968, 2021 doi.org/10.3390/molecules26071968).

Il cavolo rosso, con la sua ricchezza di molecole nutraceutiche, si è rilevato utile per progettare nuovi integratori destinati agli sportivi (Antioxidants 9, 955, 2020 doi.org/10.3390/antiox9100955).

Infine, gli scarti della filiera del tabacco si sono dimostrati uno scrigno di polifenoli e flavonoidi riutilizzabili come ingredienti salutistici nella filiera della salute umana (Sustainability, 13 2087, 2021 doi.org/10.3390/su13042087).

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